voglia di pace

  di donatella crucitti  

il 15 febbraio 2003 la prima grande manifestazione globale per la pace

Lungo e scomodo il viaggio in pullman da Siracusa a Roma, ma tanta voglia di esserci.
Alcune persone quando condividevo l'euforia della partenza mi sorridevano come se fossi una bimba impaziente di andare ai giardinetti, altri mi chiedevano che senso avesse farsi quella sfacchinata…tanto non serve a niente mi dicevano. Ma io credo che l'opinione pubblica a volte debba farsi vedere e gridar forte per essere ascoltata.
E come si fa a non vedere 3 milioni di persone (sì lo so…650.000 per la questura) tutti quei colori, tutte quelle grida festose!
Secondo programma il corteo sarebbe dovuto partire alle 14, ma alle 9 e 30 quando arriviamo è già tutto uno sventolio di bandiere arcobaleno per tutta la città e piazzale Ostiense è già pieno di gente. Abbiamo proseguito per piazza Albania dov'era l'incontro dei gruppi di Emergency e lì tantissime bandiere bianche e rosse e più avanti già schierate le ACLI, l'ARCI, la Sinistra Giovanile, il WWF, più indietro Attac...e elencarli tutti sarebbe impossibile. E' stato inebriante immergersi in quella folla oceanica che sfilava allegra. Eravamo in tanti sì, ma soprattutto gli uni tanto diversi dagli altri. Così ci si guardava incuriositi, ci si sorrideva, ma tutti convinti dello scopo della nostra mobilitazione: 'la pace senza se e senza ma", consapevoli delle motivazioni politico-economiche della guerra. Così un pizzico di emozione in più a veder sfilare insieme sotto lo stesso striscione israeliani e palestinesi. In ogni strada, in ogni viuzza c'erano persone con la bandiera della pace: sulle spalle, legata alla vita, sul passeggino…
Alle 14 piazza S. Giovanni era già stracolma e ancora cortei partivano da piazzale Ostiense!
Una fitta al cuore quando nel silenzio si è levato il lamento acuto della sirena dell'allarme antiaereo.
Abbiamo ballato e cantato commossi "la guerra di Piero" e "bella ciao", ascoltato gli appassionati interventi di una ragazza curda, di una ragazza palestinese e di un soldato dell'esercito israeliano che si rifiuta di prestare servizio nei territori occupati. Emozionante vedere salir sul palco con la bandiera della pace Oscar Luigi Scalfaro e Pietro Ingrao che, pur nelle profonde differenze delle rispettive ideologie, da padri della nostra Costituzione, hanno scelto nel redigere l'articolo 11 il verbo ripudiare. Dinanzi alla folla che li acclama l'uno sorride divertito, l'altro scoppia a piangere. Ci siamo abbracciati tutti, abbiamo cantato "imagine".
E' stato un susseguirsi sconvolgente di emozioni sempre più intense di gioia, rabbia, dolore, speranza … uomini, donne, ragazzi, bambini che scandivano PA-CE, PA-CE.
Andando via siamo un po' frastornati,ancora emozionati. L'indomani leggeremo che quella di Roma è stata la manifestazione più grande del mondo, ma più dei numeri ciò che conta è che tutti insieme e così tanti potremo incidere sulle scelte dei nostri governanti.
Che mai più ci si debba sentir dire che la guerra è terribile, ma necessaria o addirittura umanitaria.