un nuovo capitale
per un nuovo sviluppo

  di domenico cacopardo  

 

Le due vicende che hanno catalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica siracusana dall’inizio del nuovo anno,la questione delle coste-Asparano, il caso Enichem-inquinamento ambientale, costituiscono un’occasione (ulteriore) per riflettere su quale futuro vogliamo per la nostra provincia.
Interrogarsi su quale progetto di futuro intendiamo realizzare significa riflettere su quale passato e presente abbiamo realizzato. Come Chesterton ci avverte «Lo svantaggio di chi non conosce il passato è che non conosce il presente»; di conseguenza lo svantaggio di chi non conosce e sa capire il presente è che non saprà progettare il futuro.Quale è la caratteristica del nostro presente? E’ sicuramente quella che lo storico John R. McNeill indica definendo il novecento «un secolo prodigo» (Qualcosa di nuovo sotto il cielo, Einaudi, 2003). Prodigo di cambia-menti, di novità, di benessere. La nostra «è l’età della sovrabbondanza». Dal 1950 si registra «una costante accelerazione della crescita economica e dell’innalzamento dei livelli di vita». Questo ha portato le società occidentali ad adottare «la strategia dello squalo nel bel mezzo di un’ecologia sempre più instabile e, pertanto, sempre più adatta ai ratti». Tale strategia si fonda su tre premesse: stabilità del clima; basso costo di energia e acqua; rapida crescita di popolazione e economia. Ma «considerare queste circostanze durature e normali, rendendosi dipendenti dalla loro permanenza, è un bel gioco d’azzardo. Nel XX secolo un numero sempre maggiore di popoli e società ha accettato (abbastanza inconsa-pevolmente) questo azzardo». Che fosse un azzardo rischiosissimo ce ne stiamo accorgendo noi della provincia di Siracusa. Per decenni abbiamo pensato il nostro sviluppo economico solo in termini di grande industria; pensato che quello sviluppo fosse permanente; pensato che lo sfruttamento delle risorse naturali legato e quello sviluppo fosse prolungabile a piacere; pensato che i costi ambientali da pagare fossero insignificanti. La scoperta che il clima non è stabile, l’energia a basso costo non sarà sempre disponibile e l’acqua comincia a costare sempre più, ci induce ad alcune riflessioni: «E’ … probabile che sia a rischio l’organizzazione sociale di numerose società … sinchè continueremo nella nostra opera di scompaginamento ecologico, a sua volta tipica della nostra epoca». Quali conseguenze trarre da queste riflessioni che siano utili al caso nostro?
1) Necessità che lo sviluppo economico che progettiamo sia compatibile con la salvaguardia dell’ambiente. Ciò per ragioni non solo etiche e ideologiche ma anche economiche, di salvaguardia del ‘capitale ambientale’ che se c’è consente nuovi investimenti produttivi in settori diversi ed in forme nuove, se non c’è sicuramente blocca il futuro economico.
2) Niente più ‘cattedrali nel deserto’. Grandi insediamenti industriali non supportati da una capillare rete di attività produttive leggere, flessibili, innovative, dinamiche, radicate nel territorio, non creano nessun vero sviluppo economico. Ciò che è accaduto nel nostro polo industriale è emblematico.Vogliamo ripetere lo stesso errore con il turismo? Disseminare la costa siracusana di mega strutture ricettive, grandi villaggi che restano isolati dal contesto, usano il territorio, restituiscono al territorio poco, siamo sicuri che sia la strada giusta per lo sviluppo turistico della nostra provincia?
3) Creare un ‘capitale sociale’ in grado di favorire lo sviluppo economico. «Il capitale sociale si può considerare come l’insieme delle relazioni sociali di cui un dispone un soggetto… in un determinato momento. Attraverso il capitale di relazioni si producono risorse cognitive, come le informazioni, o normative, come la fiducia…» (C. Trigilia). Favorire lo sviluppo di capitale sociale è compito specifico della classe dirigente di una società. La constatazione dell’insufficienza di capitale sociale presente nella nostra società siracusana non è un giudizio (negativo) implicito sulla classe dirigente (passata e presente) di questa provincia?