qui new york

  di daniela putzu  

 

In questo momento sono così lontana che la situazione della scuola italiana potrebbe sembrare fuori dai miei pensieri. In realtà non è così. Qui la vita non è facile perchè da una parte per noi è tutto nuovo e quindi molto faticoso, per di più in una lingua che non è la nostra e con alunni la cui disciplina non è paragonabile nemmeno ai sobborghi delle nostre aree più depresse.
In una cosa mi sbagliavo purtroppo: le scuole pubbliche non sono solo per i poveri disgraziati che non riescono ad approfittare della grande mela, le estrazioni sociali sono diverse. Pensare che questa è la gioventù media di New York mi fa rabbrividire! Ma quello che è più impressionante qui è l'organizzazione della scuola! Ho spesso pensato alle nostre riforme in embrione come mine vaganti per un sistema scolastico come il nostro che tutto sommato funziona bene. Questa esperienza non fa che confermare le mie convinzioni. Spero che la nostra scuola non assomigli mai neanche lontanamente a questa. Compresa l'educazione fisica! L'America rimane solo un falso mito, per lo meno qui aNew York. La realtà nel resto del paese non la conosco.
Qui la burocrazia impera (non l'avrei mai detto!) e gli alunni non contano niente. Anche gli insegnanti contano poco e puntano solo "a pararsi il culo" da eventuali cause da parte dei genitori. Fatto questo va tutto bene. Ogni giorno (sabato escluso) gli insegnanti devono stare a scuola per 8 periodi di 45 minuti. Di questi solo 5 sono con gli alunni e gli altri 3 sono per preparare le lezioni. Fin qui tutto bene. L'orario è tutti i giorni uguale, per cui i miei alunni li vedo tutti i giorni. Meraviglioso. Fanno educazione fisica tutti i giorni! Ma alla fine della settimana forse i miei alunni di Tradate che vanno in palestra in pullman hanno toccato la palla più dei loro coetanei americani. Infatti, tieniti forte, ho 50 alunni per classe!!!!! La lezione si riduce a 25 minuti e, tieniti ancora più forte, nei giochi con la palla si usano massimo 5 palloni. Non ne hanno di più, ma non gli servirebbero perchè più palloni renderebbero la situazione ingestibile.
Qui la percezione non sanno neanche dove sta di casa e la lezione non è altro che un ripetere (ripetere è una parola grossa!) i fondamentali di squadra. Io ho una classe di pallavolo insieme ad un collega: totale 100 alunni. Abbiamo 6 palloni e tre campi. Per una settimana abbiamo lavorato sulla battuta. Cioè dovevano semplicemente battere da fondo campo. Non abbiamo fatto nessun altro esercizio. E siccome l'argomento era la battuta, la ricezione non era prevista quindi la palla dall'altra parte del campo cadeva, rotolava, si allontanava e con molta calma ritornava all'altro alunno dall'altra parte del campo. Alla fine della settimana forse ciascuno di loro avrà fatto 15 battute. Lo stesso è avvenuto poi per il bagher e poi per il palleggio. E' una noia mortale anche per me! Insegno anche una sorta di "Salute" in classe e il divertimento non è maggiore. Imparano parole e qualche volta definizioni. Sono ignoranti, rigidi mentalmente e pigri. Fanno solo test scritti a risposta multipla o vero o falso e nessuno li interroga mai oralmente! Fai un pò tu!
A questo punto dovremmo utilizzare le nostre forze per non cambiare assolutamente niente nella scuola italiana. Forse è la garanzia maggiore per un'alta qualità.