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Non sorprenderò nessuno nell’affermare
che viviamo in una società fortemente malata a causa del progressivo
prevalere dell’uomo tecnologico e competitivo sull’uomo elemento
armonico della natura (affettività, relazioni, ambiente).
Abbiamo costruito un mondo in cui è diventato normale pensare:
- che ci sono un miliardo di persone che vivono alla giornata senza un
minimo di reddito;
- che 50 milioni di persone ogni anno, in particolare bambini, muoiono
di fame o di malattie facilmente curabili;
- che per mantenere il nostro modello di sviluppo sempre in crescita bisogna
consumare sempre di più (ma questo PIL fino a dove può arrivare?)
e che bisogna tenere sotto controllo i paesi dove si estrae il petrolio,
anche a costo di guerre disastrose;
- che l’ambiente va sfruttato ed inquinato senza alcun limite;
- che si deve “convivere con la mafia” come ebbe a dire un
Ministro della Repubblica;
- che i giudici debbono essere asserviti al potere politico;
- che l’informazione deve essere monopolizzata;
- che il disagio giovanile che si esprime con l’uso di droghe, con
l’aumento dei disturbi psichiatrici, con gli incidenti sulla strada
sia un normale prezzo da pagare in una società moderna…e
l’elenco potrebbe continuare.
Rischiamo tutti noi di perdere il senso di quello che siamo e di quello
che facciamo, immersi fino al collo in un sistema che ci coinvolge, spesso,
senza che ce ne accorgiamo.
Molti di voi sanno che faccio lo Psichiatra e che quindi sono anche medico
per cui ho dedicato tutta la mia vita a cercare di capire come guarire
l’individuo – a partire da me stesso - dalle sue sofferenze
e dalle sue angosce, ma, essendo un po’ presuntuoso, da quasi 15
anni mi sono messo in testa di lavorare non solo per la guarigione dell’individuo,
ma anche per la guarigione della società ed ho cominciato a fare
Politica con lo spirito del volontario, stando attento a non trascurare
gli impegni che nel campo educativo, dei diritti dei disabili, del rispetto
dell’ambiente e della lotta alle ingiustizie nel mondo e per la
promozione della Pace mi ero progressivamente assunto.
Ho quindi contribuito alla fondazione dei Verdi a Siracusa e sono diventato
il primo consigliere provinciale di questo movimento, ho partecipato alla
vita dei movimenti cittadini che dopo tangentopoli hanno eroicamente cercato
di rinnovare la Politica, ho sostenuto e seguito con passione l’esperienza
amministrativa della giunta Fatuzzo, ho preso parte ad altre due competizioni
elettorali, nel ’92 alle politiche contribuendo alla affermazione
nazionale dei Verdi e nel ’96 alle regionali contribuendo a far
sì che nella provincia di Siracusa venissero eletti 4 consiglieri
dell’Ulivo contro 3 del Polo, infine ho fondato insieme ad altri
compagni nel ’98 Agire Solidale, movimento creato da Peppe Lumia
che poi sarebbe diventato Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia,
e sono entrato a far parte del PDS, infine ho guidato il Movimento a diventare
co-fondatore dei DS - Democratici di sinistra.
La mia idea era di fermarmi qui, era quella di avere traghettato dentro
il Partito di sinistra che più di ogni altro coniuga nel miglior
modo possibile in quel momento agibilità politica, alti principi
ispiratori, idee e prassi, un gruppo di persone che avevano fatto quasi
sempre insieme il percorso che ho prima descritto.
Ma non si può vivere in pace perché nel frattempo la situazione
sociale e politica peggiora, Berlusconi va al potere, l’Ulivo va
a pezzi, in Sicilia in particolare la destra peggiore si afferma.
Decidiamo allora di scendere in campo per le regionali con Roberto De
Benedictis, una scommessa che solo dei pazzi come noi può fare
a soli 30 giorni dalle votazioni.
Roberto viene eletto dimostrando che c’è un elettorato che
guarda con attenzione e partecipazione ad un modo diverso di fare politica,
anche se la vittoria è amara dato che Orlando viene umiliato da
quel mix di clientela e pressappochismo che si chiama Cuffaro.
Cresce però la coscienza che bisogna lavorare ancora di più
per la guarigione della politica e della società.
E’ per questo che ho accettato dopo 6 mesi di pressioni di compagni
ed amici di candidarmi alle prossime elezioni di Maggio per il rinnovo
del Consiglio Provinciale, convinto che siamo un gruppo che ci candidiamo
e che io sono solo il portavoce e lo strumento.
Con questo nostro rinnovato impegno ci prefiggiamo in particolare questi
obbiettivi:
1) Portare nell’Amministrazione Provinciale la semplicità,
la profondità, la coerenza dell’Essere: la Politica è
malata perché l’abbiamo relegata solamente all’arte
del fare dimenticando quello che ci deve stare dietro e dentro. Per questo
è di vitale importanza come fare Politica, lo stile, la modalità,
il rispetto per l’avversario, la chiarezza delle idee, la capacità
di dialogo, l’intransigenza dei principi: c’è bisogno
di un grosso sforzo riformatore della Politica;
2) L’Amministrazione deve essere aperta e trasparente e deve privilegiare
sempre opere di pubblica utilità con particolare riferimento alla
tutela ambientale ed alla difesa dei diritti dei più deboli. Tenterò
di ostacolare eventuali spese inutili come le consulenze facili o gli
spettacoli superflui. Incentiverò ogni iniziativa volta a potenziare
l’occupazione e la dignità del lavoro.
3) Dare forza ad una proposta di legge, presentata da Roberto De Benedictis
alla Regione, che reinserisca il Referendum popolare per la sfiducia ai
Sindaci o ai Presidenti della Provincia. La norma attuale favorisce i
giochi di potere dei partiti e dei consiglieri che determinano con i loro
ricatti la vita amministrativa dell’ente se non vengono accontentati
nelle loro richieste, dato che hanno in mano la carta della sfiducia:
vedi vicenda Dell’Arte. Ridare forza e sicurezza ai Sindaci e ai
Presidenti della Provincia permetterà un’azione amministrativa
più chiara e più forte.
4) Sbarrare la strada alla destra ed al berlusconismo in particolare in
tutte le sue manifestazioni demagogiche e populiste: Giustizia, Informazione,
idea di Mercato, Costituzione, Servizi.
5) Contribuire alla creazione di un Nuovo Ulivo, a livello nazionale e
locale, capace di elaborare un Programma che deve essere realizzato con
coraggio e passione da uomini che ne sappiano interpretare lo spirito
innovativo.
6) Favorire la partecipazione nei movimenti e nei partiti con un lavoro
di rete perché senza la partecipazione vi è solo il populismo
del Berlusconi di turno. I movimenti rappresentano la linfa vitale della
sinistra: le associazioni ambientaliste, quelle per la lotta alla mafia,
quelle che combattono per regole più giuste nel commercio internazionale
e per la pace nel mondo, ed ancora i movimenti ed i sindacati che lottano
per i diritti dei lavoratori e per la difesa dei diritti dei più
deboli. Questi movimenti hanno il diritto-dovere di dialogare con i partiti,
i partiti se non vogliono berlusconizzarsi debbono attingere a piene mani
dalle risorse umane e dalle idee che dai movimenti provengono.
7) Lotta al “Pensiero unico” che è quello di cercare
di trarre dalle situazioni il massimo vantaggio economico e di potere
possibile, ritirandosi al momento giusto in barba alle macerie che hai
lasciato, agli uomini che muoiono di tumore o di fame a seconda della
zona del globo, in barba ai bambini malformati, in barba ad un ambiente
distrutto ed inquinato irrimediabilmente.
8) Dare forza al Movimento per la Pace del 15 Febbraio, per portare fuori
la guerra dalla Storia e per far crescere la consapevolezza che la Pace
va costruita ogni giorno con precise azioni individuali e collettive.
Questa è la proposta politica, l’unica che conosciamo e che
valga la pena di essere vissuta e chiediamo anche a Te di aderire a questo
progetto e a questa avventura.
Siracusa febbraio 2003
Un abbraccio affettuoso
Tati Sgarlata
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