economia sociale e finanza solidale

  di nuccio aliotta  


L'economia, nella storia umana, è sempre stata caratterizzata dai difficili rapporti tra finanza e lavoro e dai complessi intrecci tra capitali e mercati. Il primo teorico moderno dell'economia solidale, Claude Henri Saint Simon, che già ai primi dell'800 sognava una federazione di stati europei, sosteneva che l'uguaglianza industriale consiste nel fatto che ciascuno ricava dalla società benefici esattamente proporzionati alla propria posizione sociale, che la proprietà privata dei mezzi di produzione è da bandire perché ingenera sfruttamento, che tutti gli strumenti del lavoro, le terre, i capitali che formano il fondo frazionato delle proprietà particolari vengono riuniti in un fondo sociale che sia sfruttato da associazioni di lavoratori, cioè da cooperative. Obiettivo delle cooperative è quello di diventare una forma di organizzazione economica universale.
Per Pierre Joseph Proudhon, che non era socialista e che aveva fondato una "Banca del Popolo", la proprietà anche quando è legittima, diventa un furto se permette al proprietario di accaparrarsi una parte del prodotto del lavoro, il solo creatore di ricchezza. Per Proudhon non è la proprietà che produce ricchezza, ma il lavoro comune.
La forza collettiva può funzionare se organizzata in modo mutualistico, producendo una ricchezza superiore a quella che da solo un lavoratore non riuscirebbe ad ottenere. Anche secondo Marx, che propugnava l'abolizione del capitale privato, la funzione delle cooperative era vista in modo positivo.
La cooperazione solidale nasce dunque come garanzia di lavoro costante, che può sopravvivere ed essere proficua solo se alimentata e sostenuta da una finanza altrettanto solidale.
Dall'incontro tra i risparmiatori desiderosi di non essere corresponsabili di dannose speculazioni da una parte e organizzazioni non profit che necessitano di essere finanziate dall'altra, nasce la Finanza Etica, una finanza che serve per lo sviluppo umano e che si pone a salvaguardia della centralità della persona.
Finanza solidale vuol dire mettere a disposizione il proprio denaro per chi ne ha bisogno, per senso di amore, per senso di giustizia, e per senso di vita. Donare e dare in prestito sono atti di giustizia che appagano e rendono felici: -"Beato l'uomo pietoso che dà in prestito, che regola i suoi affari con giustizia (Salmo 111 David)". Mettere a disposizione il proprio denaro per chi ha bisogno vuol dire essere giusti oltre che solidali: -"Abbi cura di lui e quanto spenderai in più io te lo restituirò al mio ritorno (Luca 10,35-37)". E ancora: "Quando un tuo fratello si fosse indebitato con te e non avesse mezzi da pagarti, cerca di aiutarlo, ospite o inquilino che sia, in modo che possa vivere presso di te.
Non esigere da lui interesse in denaro o in lavoro, ma temi il tuo Dio, e lascia vivere il tuo fratello presso di te. Non gli presterai il tuo denaro a interessi e non gli darai il vitto con usura (Leviti co, 25-15).
Questo è il manifesto della Finanza Etica: - II profitto ottenuto dal possesso e dallo scambio di denaro deve essere conseguenza di attività orientate al bene comune e deve essere distribuito fra tutti i soggetti che concorrono alla sua realizzazione. -L'arricchimento basato solo sul possesso di denaro è considerato illegittimo. Il denaro è un mezzo e non il fine di una attività finanziaria. - La responsabilità sociale e ambientale si assume come criterio di riferimento sia per operazioni di deposito che di impiego. - Si prevede la partecipazione alle scelte dell'impresa non solo dei soci ma anche dei risparmiatori. - La trasparenza e l'efficienza sono considerate componenti etiche essenziali. - La Finanza Etica non è il dono di una parte degli interessi a eventuali associazioni benefiche ma un prestito che, pur tenendo conto del rischio mette l'intero capitale a disposizione dei progetti in cui si riflettono i valori di riferimento. - Si richiede un'adesione globale e coerente da parte del gestore che orienta tutta l'attività finanziaria.