|
|
Subito dopo gli arresti dei suoi
funzionari e dirigenti, L'Enichem si affrettò a dichiarare che
i bilanci della società dimostravano che ingenti somme erano state
spese per il corretto smaltimento dei rifiuti pericolosi. Con ciò
si lasciava intendere che i vertici dell'azienda non centravano nulla
con lo scandalo Priolo. Questa versione, evidentemente, non ha convinto
la magistratura Siracusana che ha proceduto al sequestro di atti presso
la sede milanese e a notificare un avviso di garanzia al presidente dell'Enichem.
Il clamore suscitato dalla vicenda non basta per sanare i guasti ma, almeno,
alcune conseguenze positive si possono già registrare. All'indomani
degli arresti l'on. Realacci, presidente di Legambiente, chiedeva ai ministri
dell'Ambiente, dell'Industria e della Salute "Se gli interrogati
non ritengano opportuno e urgente costituire una commissione d'inchiesta
interministeriale per verificare quali conseguenze abbia sul piano ambientale,
sanitario e produttivo quella che sembra essere una prassi consolidata
di smaltimento illecito e se in essa vi siano gli interessi delle ecomafie".
Al Senato, l'on. Antonio Rotondo, insieme a numerosi colleghi senatori,
chiedeva l'istituzione di una "Commissione parlamentare di inchiesta
sulle cause dell'inquinamento da mercurio prodotto dalle industrie nell'area
di Priolo e sulle malformazioni genetiche neonatali ivi riscontrate".
Mentre i ministri per l'Ambiente e della Salute rispondevano positivamente
alla sollecitazione di Realacci incaricando l'Istituto Superiore di Sanità
di avviare un'indagine epidemiologica nell'area e di stabilire il nesso
causale tra patologie e inquinanti, il Senato approvava la costituzione
della commissione parlamentare di inchiesta.
Il dato è che finalmente le istituzioni, ai loro massimi livelli,
prendono atto dell'esistenza di un grave stato di disagio ambientale e
sanitario nel sito industriale di Augusta-Priolo-Melilli e cominciano
ad analizzarlo. Da qui al superamento del complesso stato di cose, occorreranno
certo molte risorse, tempo e progetti adeguati. Ma sarà soprattutto
indispensabile che alle dichiarazioni di principio, all'asserita strategicità
della chimica, alla necessità di far convivere industria e ambiente,
seguano politiche industriali ed ambientali coerenti e condivise dalle
parti sociali e dai cittadini.
|
|