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Tante sono le vicende politico-amministrative
che attengono alla gestione, in senso lato, di un Comune, le più
varie e tutte importanti, ma una in particolare credo, sommessamente,
deve, per la sua centralità, vedere impegnati tutti coloro che
hanno a cuore i problemi delle nostre Amministrazioni locali: il Decentramento
Amministrativo.
Come dimenticare il dibattito politico nazionale che ha caratterizzato
questi ultimi 10 anni e che ha visto contrapposte le varie forze politiche
del paese. Si parla (….o straparla) di Devolution o Regionalismo
spinto, si parla tanto dicevo, spesso senza sapere di che cosa.
E’ quasi superfluo citare il Ministro Bossi, come uno degli esempi
più negativi che il nostro già degradato panorama politico
esprime.
Io personalmente, rispettoso dei dettami della nostra Costituzione, frutto
e risultato della Resistenza partigiana al nazi-fascismo, a costo di risultare
conservatore (o comunista, come direbbe qualche epigono del berlusconismo),
preferisco parlare di ampio decentramento secondo la dizione dell’art.
5 della nostra carta fondamentale.
Ma ritorniamo al prologo del mio intervento. Non sono molto convinto che
l’attuale classe politica locale sia consapevole di quanto stia
accadendo e di come muoversi per adattare le nostre Istituzioni locali
(che non sono comitati d’affari) alle esigenze dei cittadini in
primis, ma soprattutto alle riforme legislative che si sono susseguite
a partire dal 1990, senza dimenticare la riforma costituzionale del 2001,
che ha modificato radicalmente il regime pre-vigente. Non mi voglio addentrare
più di tanto, ma non posso non ricordare che nessuno cita nei suoi
interventi il principio di sussidiarietà introdotto nel nuovo testo
dell’art. 118 Cost., fondamentale per comprendere come gli Enti
Locali devono operare nel territorio.
Mi permetterete una precisazione; non sono un fautore incondizionato del
principio testé citato, né attribuisco ad esso capacità
taumaturgiche, al contrario ne vedo alcuni limiti relativi all’individuazione
delle responsabilità in caso ad es. di inadempienze ammi-nistrative,
credo però che dato che stiamo parlando di disposizioni di legge
(addirittura di rango costituzionale) nessuno schieramento politico può
far finta di nulla, neanche il nostro caro Sindaco Bufardeci che tanto
bravo è a realizzare rotatorie, ma risulta poco aduso al confronto
su di un tema così importante (a tal proposito abbiamo, come gruppo
consiliare D.S. al quartiere Tiche, più volte scritto senza avere
mai una risposta).
Certo, sappiamo benissimo, che per quanto concerne il Regolamento del
Decentramento Amministrativo, che a breve dovrà essere esitato
per dare maggiore attuazione a quanto deliberato nello Statuto, la competenza
è del nostro Consiglio Comunale, ma un Sindaco non può ignorare
comunque il problema del quale stiamo parlando.
Nella mia breve esperienza di Consigliere Circoscrizionale ho assistito,
per chiarire ed informare dell’attuale stato dei Quartieri, alla
riduzione continua e sistematica dei fondi stanziati, al totale esautoramento
relativo alle politiche sociali ed alla mai realizzata applicazione del
Regolamento del 1994 relativamente ad alcune competenze, comunque ritenute
da tutti noi consiglieri insufficienti.
Per concludere, voglio citare il 1° comma dell’art. 40 dello
Statuto del Comune di Siracusa, con l’anelito di vedere un giorno,
realizzato quanto statuito in tal senso:
- Al fine di favorire la più ampia partecipazione dei cittadini
alle scelte politico-amministrative della comunità locale e di
realizzare un effettivo decentramento di funzioni, il Comune articola
il proprio territorio in Circoscrizioni (Quartieri), dotandole di risorse
finanziarie, umane e strutturali per la gestione dei servizi a loro attribuite.
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