decentramento

  di fabio belluomo  


Tante sono le vicende politico-amministrative che attengono alla gestione, in senso lato, di un Comune, le più varie e tutte importanti, ma una in particolare credo, sommessamente, deve, per la sua centralità, vedere impegnati tutti coloro che hanno a cuore i problemi delle nostre Amministrazioni locali: il Decentramento Amministrativo.
Come dimenticare il dibattito politico nazionale che ha caratterizzato questi ultimi 10 anni e che ha visto contrapposte le varie forze politiche del paese. Si parla (….o straparla) di Devolution o Regionalismo spinto, si parla tanto dicevo, spesso senza sapere di che cosa.
E’ quasi superfluo citare il Ministro Bossi, come uno degli esempi più negativi che il nostro già degradato panorama politico esprime.
Io personalmente, rispettoso dei dettami della nostra Costituzione, frutto e risultato della Resistenza partigiana al nazi-fascismo, a costo di risultare conservatore (o comunista, come direbbe qualche epigono del berlusconismo), preferisco parlare di ampio decentramento secondo la dizione dell’art. 5 della nostra carta fondamentale.
Ma ritorniamo al prologo del mio intervento. Non sono molto convinto che l’attuale classe politica locale sia consapevole di quanto stia accadendo e di come muoversi per adattare le nostre Istituzioni locali (che non sono comitati d’affari) alle esigenze dei cittadini in primis, ma soprattutto alle riforme legislative che si sono susseguite a partire dal 1990, senza dimenticare la riforma costituzionale del 2001, che ha modificato radicalmente il regime pre-vigente. Non mi voglio addentrare più di tanto, ma non posso non ricordare che nessuno cita nei suoi interventi il principio di sussidiarietà introdotto nel nuovo testo dell’art. 118 Cost., fondamentale per comprendere come gli Enti Locali devono operare nel territorio.
Mi permetterete una precisazione; non sono un fautore incondizionato del principio testé citato, né attribuisco ad esso capacità taumaturgiche, al contrario ne vedo alcuni limiti relativi all’individuazione delle responsabilità in caso ad es. di inadempienze ammi-nistrative, credo però che dato che stiamo parlando di disposizioni di legge (addirittura di rango costituzionale) nessuno schieramento politico può far finta di nulla, neanche il nostro caro Sindaco Bufardeci che tanto bravo è a realizzare rotatorie, ma risulta poco aduso al confronto su di un tema così importante (a tal proposito abbiamo, come gruppo consiliare D.S. al quartiere Tiche, più volte scritto senza avere mai una risposta).
Certo, sappiamo benissimo, che per quanto concerne il Regolamento del Decentramento Amministrativo, che a breve dovrà essere esitato per dare maggiore attuazione a quanto deliberato nello Statuto, la competenza è del nostro Consiglio Comunale, ma un Sindaco non può ignorare comunque il problema del quale stiamo parlando.
Nella mia breve esperienza di Consigliere Circoscrizionale ho assistito, per chiarire ed informare dell’attuale stato dei Quartieri, alla riduzione continua e sistematica dei fondi stanziati, al totale esautoramento relativo alle politiche sociali ed alla mai realizzata applicazione del Regolamento del 1994 relativamente ad alcune competenze, comunque ritenute da tutti noi consiglieri insufficienti.
Per concludere, voglio citare il 1° comma dell’art. 40 dello Statuto del Comune di Siracusa, con l’anelito di vedere un giorno, realizzato quanto statuito in tal senso:
- Al fine di favorire la più ampia partecipazione dei cittadini alle scelte politico-amministrative della comunità locale e di realizzare un effettivo decentramento di funzioni, il Comune articola il proprio territorio in Circoscrizioni (Quartieri), dotandole di risorse finanziarie, umane e strutturali per la gestione dei servizi a loro attribuite.