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| di enzo parisi | ||
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Le intercettazioni di questi ultimi 12 mesi –al di là dei reati che comproverebbero e della loro rilevanza penale che spetterà ai giudici stabilire nei tribunali – disegnano un quadro abominevole del modo in cui si è gestito il potere nel nostro Paese. Chi era stato chiamato dagli elettori a difendere l’interesse generale ha usato questo potere per fini personali, per spiare gli altri, per favorire amici e parenti nell’ottenere appalti e convenzioni, acquisire qualche banca o dirigere una rete RAI. A contorno di questo capitale tradimento del mandato popolare vi sono poi le spregevoli richieste di contropartite sessuali, le espressioni ed i comportamenti da trivio, l’arroganza fatta sistema, le volgari considerazioni e l’impunità di cui si credono ammantati personaggi di primo e secondo piano della politica in compagnia di alcuni squallidi e profondamente ignobili protagonisti della cronaca rosa. Stranizza che il leader di Alleanza Nazionale chieda gli siano fatte le scuse (di che e da chi?) e pretenda di far credere che è normale ciò che accade nel suo entourage. Diffido della buona fede di coloro che, con argomentazioni ultra-garantiste ed in nome della privacy, condannano le intercettazioni telefoniche e la pubblicazione delle relative trascrizioni. Mi pare che il sacro sdegno di questi pseudo-censori è più forte quando i soggetti intercettati ed i panni sporchi messi in piazza riguardano la propria parte politica; sospetto che invece gioiscano quando sono “pizzicati” e “svergognati” gli avversari, si tratti di manager di società sportive, di finanzieri d’assalto, di politici o di rappresentanti istituzionali. Sono sicuro che a molti di quelli che gridano più forte e, da dietro l’immunità parlamentare, minacciano magistrati e giornalisti, non importa davvero nulla del diritto alla riservatezza – in senso lato - dei comuni cittadini. Qualche decennio fa si affermava – non senza ragione – che il personale è anche politico, che non si può picchiare la moglie in privato e biasimare la violenza domestica in pubblico, oppure accettare bustarelle e chiedere a gran voce la pena di morte per chi ruba. Con la stagione della Rete e di Manipulite si recuperò il valore della coerenza e della rettitudine personale per chi si candidava a ruoli pubblici; neppure un’ombra doveva aleggiare sulla moglie di Cesare. Troppo breve quella stagione, troppa fretta di dimenticare, troppe mogli (in affari) da ripudiare...Che la RAI fosse caduta in cattive mani, il mondo del calcio e della finanza pure, che le cose andassero così era più che legittimo sospettarlo. Ma – per favore - non caschiamo nel qualunquismo, non siamo tutti uguali e questa storia la dobbiamo cambiare. adoro i partiti politici: sono gli unici luoghi rimasti dove la gente non parla di politica (Oscar Wilde) |