il tritacarne della politica

  di virgilio gionfriddo  

 

A Lentini si sono celebrate le ennesime elezioni amministrative. Una città devastata da mille problemi sociali, economici, culturali, sicuramente non si avvantaggia di una classe politica all’altezza delle domande e dei bisogni che vengono espressi. Addirittura già candidati a Sindaco del centro sinistra si sono candidati nelle liste di Alleanza Nazionale.
Il centro sinistra è maggioranza, tuttavia uno dei due candidati che lo hanno rappresentato dovrà andare al ballottaggio e misurarsi con il Sindaco uscente Neri dell’MPA. La circostanza di un centro sinistra che si presenta diviso alle elezioni in uno dei momenti più drammatici per Lentini la dice lunga sul livello politico e culturale del suo gruppo dirigente, unicamente preoccupato a dare visibilità a questa o quella componente, anzichè impegnarsi verso una candidatura unitaria così come la realtà da governare ha reclamato a gran voce.
Altro che Partito democratico!
Su ciò è necessario riflettere non per portare sul banco degli imputati i colpevoli, che sarebbe finalmente cosa buona e giusta, ma per capire quale dovrà essere la strada da intraprendere per il futuro da parte di tutti, dirigenti di partito, onorevoli e così via. Le riflessioni vanno fatte con franchezza in omaggio alla amicizia profonda che ci lega a chi abbiamo sostenuto.
1) In mancanza di una direzione politica intelligente e lungimirante non si riesce ad arrivare alle scadenze elettorali con un solo candidato.
2) I DS, Raiti, Bruno, Consiglio, dopo avere collezionato rifiuti, e dopo aver disertato le primarie concordate con gli alleati, poche ore prima della scadenza del termine previsto dalla legge, hanno proposto la candidatura di Armando Rossitto. Lo hanno fatto con un metodo sconcertante che ci avrebbe fatto gridare all’ennesimo colpo di mano se il candidato fosse stato chiunque altro.
3) Gli stessi dirigenti avevano opposto alla medesima candidatura umilianti rifiuti in appuntamenti elettorali di pochi mesi prima
Alla luce dei fatti riferiti, gli impegni profusi nel sollecitare Armando alla candidatura li troviamo inspiegabili. In particolare quello dell’On De Benedictis suona come l’ennesimo errore dopo l’altro fatto in occasione dell’ultima tornata elettorale amministrativa di Siracusa, nella quale la sua candidatura da parte dei medesimi dirigenti dei DS, metteva in seria difficoltà e forniva l’alibi ideale a chi osteggiava con forza a Lentini in occasione di un contemporaneo appuntamento elettorale la candidatura di Rossitto a Sindaco: non possono essere tutti dei DS i candidati Sindaci nel Comune capoluogo e in provincia, dicevano, dopo avere costruito un tranello al candidato di Siracusa e a quello di Lentini, che inspiegabilmente non veniva compreso proprio dal candidato di Siracusa.
Noi abbiamo il diritto di sapere cosa hanno in testa i nostri deputati, rappresentanti dei cittadini. Sappiamo cosa hanno in testa i dirigenti dei DS autoreferenziali, ai quali ancora una volta si dimostra di essere subalterni. Cosa è per loro la politica? Lasciare che siano sempre gli altri a dare le carte? Quali sono i valori che li ispirano? Hanno in mente delle strategie con le quali sostituire efficacemente quelle scellerate che conosciamo? Voltiamo pagina…La candidatura di Armando va incontro ai cittadini che vogliono essere rappresentati da una persona per bene… Questo tra l’altro diceva De Benedictis nel suo appello per Rossitto.
Armando ha appena avuto i voti dei soggetti politici che avevano deciso di sostenerlo. Non è esistito il valore aggiunto della sua candidatura. I cittadini ai quali Roberto si rivolgeva in quell’appello non hanno risposto proprio perché nessuna altra storia era cominciata con quella candidatura, ne’ essa poteva avere il solo significato della “riappacificazione con il padre”. La politica non risorge dalle macerie grazie a una sola persona, ma a partire da tutta una serie di comportamenti quotidiani che facciano capire ai cittadini, sempre attenti a ciò che succede, che chi è in campo non è una vittima sacrificale, ma l’avanguardia di una squadra che si muove e che vuole cambiare e che dà chiari i segnali di cambiamento
L’ennesimo errore fatto mettendo Armando nel tritacarne della politica dimostra una scarsa attenzione per la persona, ancor prima di una sorprendente imperizia all’interno di un mondo in cui si è scelto di stare non da semplice spettatore.

un'occasione sprecata