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A Lentini si sono celebrate le ennesime
elezioni amministrative. Una città devastata da mille problemi
sociali, economici, culturali, sicuramente non si avvantaggia di una
classe politica all’altezza delle domande e dei bisogni che vengono
espressi. Addirittura già candidati a Sindaco del centro sinistra
si sono candidati nelle liste di Alleanza Nazionale.
Il centro sinistra è maggioranza, tuttavia uno dei due candidati
che lo hanno rappresentato dovrà andare al ballottaggio e misurarsi
con il Sindaco uscente Neri dell’MPA. La circostanza di un centro
sinistra che si presenta diviso alle elezioni in uno dei momenti più drammatici
per Lentini la dice lunga sul livello politico e culturale del suo gruppo
dirigente, unicamente preoccupato a dare visibilità a questa o quella
componente, anzichè impegnarsi verso una candidatura unitaria così come
la realtà da governare ha reclamato a gran voce.
Altro che Partito democratico!
Su ciò è necessario riflettere non per portare sul banco
degli imputati i colpevoli, che sarebbe finalmente cosa buona e giusta,
ma per capire quale dovrà essere la strada da intraprendere per
il futuro da parte di tutti, dirigenti di partito, onorevoli e così via.
Le riflessioni vanno fatte con franchezza in omaggio alla amicizia profonda
che ci lega a chi abbiamo sostenuto.
1) In mancanza di una direzione politica intelligente e lungimirante non
si riesce ad arrivare alle scadenze elettorali con un solo candidato.
2) I DS, Raiti, Bruno, Consiglio, dopo avere collezionato rifiuti, e dopo
aver disertato le primarie concordate con gli alleati, poche ore prima
della scadenza del termine previsto dalla legge, hanno proposto la candidatura
di Armando Rossitto. Lo hanno fatto con un metodo sconcertante che ci avrebbe
fatto gridare all’ennesimo colpo di mano se il candidato fosse stato
chiunque altro.
3) Gli stessi dirigenti avevano opposto alla medesima candidatura umilianti
rifiuti in appuntamenti elettorali di pochi mesi prima
Alla luce dei fatti riferiti, gli impegni profusi nel sollecitare Armando
alla candidatura li troviamo inspiegabili. In particolare quello dell’On
De Benedictis suona come l’ennesimo errore dopo l’altro fatto
in occasione dell’ultima tornata elettorale amministrativa di Siracusa,
nella quale la sua candidatura da parte dei medesimi dirigenti dei DS,
metteva in seria difficoltà e forniva l’alibi ideale a chi
osteggiava con forza a Lentini in occasione di un contemporaneo appuntamento
elettorale la candidatura di Rossitto a Sindaco: non possono essere tutti
dei DS i candidati Sindaci nel Comune capoluogo e in provincia, dicevano,
dopo avere costruito un tranello al candidato di Siracusa e a quello di
Lentini, che inspiegabilmente non veniva compreso proprio dal candidato
di Siracusa.
Noi abbiamo il diritto di sapere cosa hanno in testa i nostri deputati,
rappresentanti dei cittadini. Sappiamo cosa hanno in testa i dirigenti
dei DS autoreferenziali, ai quali ancora una volta si dimostra di essere
subalterni. Cosa è per loro la politica? Lasciare che siano sempre
gli altri a dare le carte? Quali sono i valori che li ispirano? Hanno in
mente delle strategie con le quali sostituire efficacemente quelle scellerate
che conosciamo? Voltiamo pagina…La candidatura di Armando va incontro
ai cittadini che vogliono essere rappresentati da una persona per bene… Questo
tra l’altro diceva De Benedictis nel suo appello per Rossitto.
Armando ha appena avuto i voti dei soggetti politici che avevano deciso
di sostenerlo. Non è esistito il valore aggiunto della sua candidatura.
I cittadini ai quali Roberto si rivolgeva in quell’appello non hanno
risposto proprio perché nessuna altra storia era cominciata con
quella candidatura, ne’ essa poteva avere il solo significato della “riappacificazione
con il padre”. La politica non risorge dalle macerie grazie a una
sola persona, ma a partire da tutta una serie di comportamenti quotidiani
che facciano capire ai cittadini, sempre attenti a ciò che succede,
che chi è in campo non è una vittima sacrificale, ma l’avanguardia
di una squadra che si muove e che vuole cambiare e che dà chiari
i segnali di cambiamento
L’ennesimo errore fatto mettendo Armando nel tritacarne della politica
dimostra una scarsa attenzione per la persona, ancor prima di una sorprendente
imperizia all’interno di un mondo in cui si è scelto di stare
non da semplice spettatore.
un'occasione
sprecata
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