|
|
Per quanto mi riguarda, ritengo
che non mi verrà difficile decidere per chi votare alle regionali.
Credo anzi che mi verrà più facile che alle politiche.
Mi basterà capire a quale scuola di pensiero si rifanno i vari candidati.
Sicuramente non prenderò in considerazione i rampolli rampanti il
cui unico titolo è quello di essere figli dei soldi di loro padre
e degli agganci di loro madre.
Neanche ritengo che siano meritevoli di attenzione coloro che, tanto bravi
nel loro ruolo professionale o sociale, adesso vogliono buttarsi in politica.
Moda questa seguita massicciamente ai vari livelli, soprattutto quello
nazionale.
Specchietti per le allodole, buoni solo a catturare voti tra gli estimatori.
Quello alle regionali è certamente un voto politico. E’ il
tasso di educazione politica dei candidati che, mi pare, vada valutato.
E per politica intendo quell’arte di fare sintesi nella complessità della
società, individuando una linea di direzione verso cui far camminare
l’azione di governo al fine di realizzare condizioni di vita che
valorizzino le risorse del territorio e quelle personali dei cittadini
permettendo loro di essere parte attiva della cosa pubblica.
A partire da questo presupposto, credo che molte candidature cadano.
Problema: quale luogo di discussione e di analisi sociale; quale luogo
di produzione culturale frequentano specialmente i giovani candidati? E
in quali medesimi luoghi si sono aggiornati, aperti, affinati tanti altri
candidati con i capelli brizzolati?
In questo, temo, destra e sinistra si possono dare la mano. Anche se è vero
che realtà quali “Agire solidale” e la “Pio La
Torre” cercano (ma non si può fare di più?) di viaggiare
in questa direzione.
Beata Forza Italia che, avendo una visione aziendalistica dell’Italia,
della Sicilia, delle città, neanche si pone il problema della politica
e tutto si risolve nel far quadrare i conti. Del padrone. E questo fine
giustifica tutti i mezzi.
So bene che non è solo una questione siracusana e neanche solo italiana.
E’ a livello planetario che, mi pare, la politica sia stata condannata
all’ergastolo. Ed ecco perché fanno paura, terrorizzano tutte
le manifestazione di violenza e di miopia che grandinano nel mondo. Dove
sono infatti gli Uomini di Stato che cercano di leggere la storia, che
cercano di avere una visione globale di ciò che accade?
Io non ne vedo. Vedo solo nani tutti dediti a portare avanti il loro tornaconto
nazionalistico brandendo le armi che purtroppo hanno in mano: proprio come
quei primitivi che difendevano la loro preda facendo roteare le clave.
Quanti Palazzi della politica, a partire da quello che una volta era di
vetro (e che ora è di cartone), sono gusci vuoti o perché le
decisioni si prendono altrove o perché occupati da mercanti…
Io vorrei sperare ancora che la formazione politica possa un giorno ritornare.
Spero tanto che un giorno in Sicilia e nel mondo intero milioni di voci
possano gridare (ma senza bisogno di violenze, senza sentirsi angeli vendicatori)
che il re è nudo e la sua forbita ignoranza non nasconde più il
letame e il sangue di cui si nutre assieme agli stupidi che si candidano
a masticare qualche briciola che cade dal tavolo.
Per farsi un’idea dei governanti e di chi si candida a governare
non basta avere un metro perché al massimo se ne potrebbe misurare
l’altezza e la larghezza dell’ immagine. Ci vuole l’informazione,
la riflessione e la discussione per misurarne la profondità, la
tridimensionalità.
Io voterò nell’area Borsellino.
Darò cioè un voto alla speranza. Ma non posso non chiedermi:
cosa c’è in evoluzione dietro questa donna-segno?
A quali acque, in quali terreni fertili possono attingere le sue radici
affinché si ricopra di progetti e dia frutti di civiltà alla
Sicilia?
La zappa della formazione permanente da parte di tutti noi credo che, sola,
possa dissodare un terreno duro, oggi, peggio che ai tempi di Giovanni
Verga.
tra
nani, figli d'arte e specchietti per le allodole, va valutato il
tasso di educazione politica dei candidati
|
|