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La politica è fatica, ancor
prima che gloria. E’ rigore, umiltà, rabbia. E’ una
misura del tempo che non regala armistizi. E’ una scelta di parole
(ci sono quelle autentiche, e quelle ruffiane). La politica è istinto,
prima che arte. E’ rischio, prima che vittoria. Ed è verità,
anzitutto: senza se, senza forse.
Roberto De Benedictis, che alla politica è arrivato per passione
civile, ci sta dentro come s’indossa un vestito di sartoria. Ha rigore,
umiltà, rabbia. Ha imparato a scegliere le parole senza nascondersi
dietro ad esse. Ha imparato in fretta la fatica e la coerenza dell’opposizione,
opposizione difficile con cinque anni di governo Cuffaro capace di trasformare
ogni privato diritto in elemosina, ogni pubblico denaro in profitto. Roberto
non s’è mai tirato indietro dalla sfida, anche quando altri
più blasonati colleghi guardavano altrove.
Se votassi a Siracusa, voterei Roberto De Benedictis. E lo voterei a prescindere
dal partito che rappresenta (e rappresenta bene e che è anche il
mio partito). Lo voterei perché ha fatto il parlamentare siciliano
come forse nessuno ha saputo o voluto fare; perché si batte e si
impegna per fare dei Democratici di Sinistra siciliani una risorsa e uno
strumento capace di parlare a tutti. Lo voterei sapendo di scegliere un
uomo che sta a sinistra non per obbedienza ma per scelta. Direte: che c’è di
strano? In Sicilia, sì, a volte la coerenza è virtù strana
e rara.
Io voto altrove, ahimè. Ma voi questo privilegio potrete raccoglierlo:
votare i Ds, scegliere Roberto, dare un contributo vero e forte alla sfida
di Rita Borsellino. So di parlare a chi ha imparato a conoscere le qualità di
Roberto, e dunque so che non servono molte parole. Servono molti voti,
invece. I voti di tutte le donne e gli uomini liberi della Sicilia. Portare
Rita al governo della Regione, dimostrare che il tempo del ricatto elettorale
s’è concluso: insomma, un’opportunità unica,
un momento irripetibile. Si tratta di scrivere una pagina nella storia
di questo paese, dimostrare che anche la Sicilia – non più isola
alla deriva della politica – torna ad essere un luogo di diritti
possibili, di speranze ritrovate.
Ecco, per vincere bene, per governare bene, per dare a Rita Borsellino
la misura esatta di una Sicilia ormai affrancata dalle mafie e dalle cupole,
dobbiamo affiancarle uomini come Roberto De Benedictis. Un voto per lui è un
regalo che fate a voi. Un modo semplice e onesto per restituire alla Sicilia
il diritto di decidere il proprio destino.
Un saluto
Claudio Fava
«quando
davo da mangiare ai poveri dicevano che ero un santo, da quando ho
iniziato a chiedermi: 'perché ci sono i poveri?' mi han dato
del comunista»
(dom Helder Camara
Arcivescovo di Recife)
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