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Il risultato delle elezioni
politiche del 9 e 10 aprile ha evidenziato, tra l’altro, una chiara
e netta differenza nelle scelte elettorali tra le diverse aree geografiche
della penisola. In particolare molti si sono affrettati a sottolineare
che il nord Italia, la parte del paese più ricca, moderna, dinamica
ed europea, ha massicciamente votato per il centro destra. Io vorrei
sottolineare che anche la Sicilia, una delle parti del paese meno ricca,
moderna, dinamica, ed europea, ha votato massicciamente per il centro
destra. Con uguali motivazioni? Fondamentalmente si. Perché la
motivazione di fondo, ultima, è sempre una, la difesa dell’interesse
particolare, personale, privato. Una motivazione politicamente importante.
Una motivazione eticamente legittima. Una motivazione sociologicamente
determinante, da sempre.
Su questo tema credo convenga tantissimo fermarsi a riflettere in vista
del prossimo appuntamento elettorale di fine maggio per il rinnovo dell’Assemblea
regionale Siciliana e l’elezione del Presidente della Regione. Perché la
difesa dell’interesse particolare, personale, privato è politicamente
importante? Perché la politica, da sempre, è rappresentanza
di interessi. Siano essi interessi di singoli. Siano essi interessi di
gruppi. Siano essi interessi di categorie.
Perché è una motivazione eticamente legittima? Perché non
sta scritto da nessuna parte che questo interesse debba essere immorale
o illegale.
Perché è una motivazione sociologicamente determinante? Perché le
dinamiche sociali sono sempre il risultato dell’incontro/scontro
di interessi.
Qualcuno, a questo punto, si starà sicuramente chiedendo: e i valori,
gli ideali? E tutti quelli che si impegnano in politica con disponibilità disinteressata?
Io credo che qui ci sia una deformazione cognitiva ed emotiva, dunque ideologica,
che ci spinge a tenere separati due condizioni della politica che andrebbero
sempre considerate coinvolte insieme nel discorso e nella pratica politica:
gli interessi ed i valori. Il “particolare” e l’ideale.
L’idea sulla quale, forse, dovremmo riflettere è che i valori
e gli ideali hanno senso e forza politica se sono presentati e percepiti
come interessi da difendere. Perché convengono. Perché sono
un vantaggio. Perché mi fanno vivere bene, meglio di quanto non
possa vivere seguendo altri interessi. E’ l’idea del bene pubblico
che coincide con il bene privato. Ma soprattutto è l’idea
del bene privato che si realizza attraverso il bene pubblico.
E’ determinante, in una competizione politica, riuscire a comunicare
questo. Riuscire a convincere che i valori, gli ideali ed il programma
politico di cui sono/siamo portatori coincide con gli interessa di ciascuno.
Provando a far diventare maggioranza questi ciascuno. In politica, in una
competizione elettorale, si chiede il consenso per governare. Non si chiede
di aderire ad un movimento di opinione o ad un ordine monastico. Insomma
la finalità di un buon programma politico dovrebbe essere far coincidere “felicità pubblica
e felicità privata”. Bella sfida. Al lavoro per le elezioni
regionali.
considerazioni
sul voto del 9 e 10 aprile
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