tra valori e interessi

  di domenico cacopardo  

 

Il risultato delle elezioni politiche del 9 e 10 aprile ha evidenziato, tra l’altro, una chiara e netta differenza nelle scelte elettorali tra le diverse aree geografiche della penisola. In particolare molti si sono affrettati a sottolineare che il nord Italia, la parte del paese più ricca, moderna, dinamica ed europea, ha massicciamente votato per il centro destra. Io vorrei sottolineare che anche la Sicilia, una delle parti del paese meno ricca, moderna, dinamica, ed europea, ha votato massicciamente per il centro destra. Con uguali motivazioni? Fondamentalmente si. Perché la motivazione di fondo, ultima, è sempre una, la difesa dell’interesse particolare, personale, privato. Una motivazione politicamente importante. Una motivazione eticamente legittima. Una motivazione sociologicamente determinante, da sempre.
Su questo tema credo convenga tantissimo fermarsi a riflettere in vista del prossimo appuntamento elettorale di fine maggio per il rinnovo dell’Assemblea regionale Siciliana e l’elezione del Presidente della Regione. Perché la difesa dell’interesse particolare, personale, privato è politicamente importante? Perché la politica, da sempre, è rappresentanza di interessi. Siano essi interessi di singoli. Siano essi interessi di gruppi. Siano essi interessi di categorie.
Perché è una motivazione eticamente legittima? Perché non sta scritto da nessuna parte che questo interesse debba essere immorale o illegale.
Perché è una motivazione sociologicamente determinante? Perché le dinamiche sociali sono sempre il risultato dell’incontro/scontro di interessi.
Qualcuno, a questo punto, si starà sicuramente chiedendo: e i valori, gli ideali? E tutti quelli che si impegnano in politica con disponibilità disinteressata? Io credo che qui ci sia una deformazione cognitiva ed emotiva, dunque ideologica, che ci spinge a tenere separati due condizioni della politica che andrebbero sempre considerate coinvolte insieme nel discorso e nella pratica politica: gli interessi ed i valori. Il “particolare” e l’ideale.
L’idea sulla quale, forse, dovremmo riflettere è che i valori e gli ideali hanno senso e forza politica se sono presentati e percepiti come interessi da difendere. Perché convengono. Perché sono un vantaggio. Perché mi fanno vivere bene, meglio di quanto non possa vivere seguendo altri interessi. E’ l’idea del bene pubblico che coincide con il bene privato. Ma soprattutto è l’idea del bene privato che si realizza attraverso il bene pubblico.
E’ determinante, in una competizione politica, riuscire a comunicare questo. Riuscire a convincere che i valori, gli ideali ed il programma politico di cui sono/siamo portatori coincide con gli interessa di ciascuno. Provando a far diventare maggioranza questi ciascuno. In politica, in una competizione elettorale, si chiede il consenso per governare. Non si chiede di aderire ad un movimento di opinione o ad un ordine monastico. Insomma la finalità di un buon programma politico dovrebbe essere far coincidere “felicità pubblica e felicità privata”. Bella sfida. Al lavoro per le elezioni regionali.

considerazioni sul voto del 9 e 10 aprile