|
|
Cari amici,
ho sempre letto i vostri articoli con molto interesse, ora però sono
io a volervi parlare di un argomento che mi sta molto a cuore.
Vi chiedo soltanto di dedicarmi due minuti per raccontarvi cosa avviene
in paesi lontani e soprattutto in Ecuador, nelle piantagioni di banane.
La banana, tipico frutto esotico, è ormai entrata a far parte della
nostra alimentazione, è un prodotto presente in tutte le tavole
ed il suo consumo è sempre maggiore. Tuttavia molti non sanno che
nelle piantagioni di banane le condizioni ambientali e lavorative sono
molto difficili, quasi impossibili.
A rendere invivibile l’ambiente concorrono fattori diversi, tra cui
l’utilizzo di diserbanti chimici e pesticidi, spesso gettati sulle
piantagioni con aerei, mentre gli stessi contadini lavorano il terreno.
Tutto ciò, provoca gravi danni alla salute dei lavoratori, costretti
sempre più spesso a dover abbandonare l’occupazione a causa
di malattie, inoltre l’ambiente viene reso infruttifero nel giro
di pochi anni, e chi ne paga le conseguenze sono i lavoratori della zona
che si ritrovano senza lavoro e con la possibilità di essere stati
contaminati da veleni mortali.
Altro fattore, non meno importante, riguarda le condizioni igieniche e
sanitarie delle imprese bananiere, dove nella maggior parte dei casi non
esistono diritti per i lavoratori: non ci sono contratti, ferie o malattie,
si lavora per 10-14 ore al giorno con pause brevissime.
Le donne, sono esposte a maggiori rischi, quali ad esempio gli abusi sessuali,
ma hanno un salario minore rispetto a quello degli uomini, perché il
lavoro viene considerato meno faticoso.
Da qualche anno, qualcosa inizia a muoversi anche in Ecuador.
Nel 1997 nasce il consorzio El Guabo, per dare una speranza a tutti i contadini
che lavorano nelle piantagioni di banane, permettere di migliorare le loro
condizioni di vita e quelle lavorative.
Attualmente ne fanno parte 12 cooperative dette gruppi “agroartesanales”,
situati in diverse zone della Regione El Oro, in Ecuador.
El Guabo produce banane eque e solidali di due tipi differenti: il 20%
da agricoltura biologica certificate da IMC (Istituto Mediterraneo di Certificazione)
ed il rimanente a lotta integrata; attraverso questo secondo metodo si
riduce ed elimina, dove possibile, l’uso di diserbanti chimici. Il
consorzio lavora nel completo rispetto dell’ambiente e della natura,
non inquinando il terreno con prodotti chimici ma soprattutto garantisce
il completo rispetto del lavoratore, il quale non viene sottoposto a sfruttamento
di alcun tipo, piuttosto tutelato da contratti stabili e di lunga durata,
che prevedono condizioni lavorative dignitose e salari equi.
Le banane eque e solidali le trovate, ogni 15 giorni, presso la Bottega
Altromercato, in corso Timoleonte 79 a Siracusa.
le
banane eque e solidali
|
|