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Nella seduta del 22 febbraio 2006,
la IV commissione legislativa dell’ARS (competente in materia di
territorio, infrastrutture e trasporti) ha approvato una integrazione
all’Accordo di Programma Quadro Stato-Regione sul Trasporto Marittimo,
riguardante il sistema dei porti siciliani, predisposto con la consulenza
di tecnici esperti della materia.
Rispetto ai precedenti documenti, in particolare al Piano direttore “Trasporti
e Mobilità” (dicembre 2002) ed al Piano attuativo “Trasporto
stradale, ferroviario, marittimo ed aereo” (novembre 2004) emerge
finalmente con consapevolezza il ruolo fondamentale della provincia di
Siracusa, ed in particolare del porto di Augusta, in quella strategia che
punta a collocare la Sicilia quale base operativa dei traffici nel mediterraneo
Naturalmente siamo in ritardo, visto la lentezza con cui il nostro paese
si è mosso in questi ultimi anni ed ancora continua a muoversi,
a fronte della crescente espansione dei grandi porti della Spagna che,
per la prima volta nella storia, nel 2004 ha superato l’Italia per
quantità di merci movimentate. Ma gli enormi flussi di traffico
di merci che dall’Asia sempre di più nei prossimi anni interesseranno
l’Europa, con una previsione di crescita del 9% annuo per i prossimi
10 anni, costituiscono una occasione irripetibile di crescita economica
che dobbiamo assolutamente saper sfruttare.
I porti sono strategici nel percorso intermodale ferrovia-strada-mare del
famoso Corridoio 1 “Berlino-Palermo” e quali terminali delle
autostrade del mare nella cosiddetta rete TEN (Transport European Network).
Ma a tal fine la posizione geografica non è tutto, se poi mancano
le infrastrutture e soprattutto le condizioni fisiche potenzialmente idonee
ad accogliere le navi provenienti dall’est, di stazze enormi e con
un pescaggio fino 16 metri, per i quali si richiedono quindi fondali di
almeno 20 metri ed ampie aree di espansione e stoccaggio delle merci alle
spalle del terminal.
Per la prima volta, nel documento approvato nella IV commissione dell’ARS,
si riconosce che “l’unico porto siciliano che si avvicina a
queste caratteristiche è quello di Augusta” e che “pertanto,
ove si intenda realizzare in Sicilia una piattaforma logistica per i traffici
marittimi dell’Euro mediterraneo, non può che prevedersi la
realizzazione nel porto di Augusta di opere ed infrastrutture funzionali
a rendere lo scalo adatto ad attività di transhipment di container
da grandi navi transoceaniche a piccole navi per la distribuzione di dettaglio”.
Inoltre, il porto di Augusta è parte di un più ampio sistema
che, insieme all’interporto di Catania, all’autoporto di Melilli,
al porto turistico di Siracusa, possono configurarsi come il grande asse
logistico della Sicilia orientale. In funzione di ciò, nell’APQ è stato
deciso un finanziamento di 300.000 euro per l’aggiornamento del Piano
Regolatore del Porto al fine di programmare, accanto a quelli già in
atto, altri importanti investimenti. L’obiettivo è quello
di intercettare le grandi navi portacontainers provenienti da Suez ed alimentare
in tal modo un approdo commerciale fra i più grandi d’Europa.
A questo punto la strada è tecnicamente tracciata e può portarci
molto lontano offrendoci prospettive straordinarie, sia in termini economici
che occupazionali. Serve ora superare le visioni localistiche, servono
investimenti massicci, programmi dai tempi brevi e forti capacità realizzative.
A questi compiti è chiamato il nostro territorio, con le sue istituzioni
ed il mondo imprenditoriale, ma soprattutto la politica, quella nazionale
e quella regionale insieme.
l'integrazione
all’accordo di programma quadro stato-regione sul trasporto
marittimo
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