agenti di cambiamento

 

di francesca de benedictis

 

 

Abbiamo condiviso la nostra mission, senza dover faticare per nulla.
Eravamo in tre. I nostri vissuti erano simili, le nostre esperienze varie e ricche i nostri desideri combaciavano.
Iniziare questo percorso è stato facile, perseguirlo con fiducia e speranza senza farsi prendere dallo sconforto è stato molto difficile.
Lo sconforto è arrivato più di una volta, il desiderio di mollare tutto, il dubbio di avere avuto un sogno troppo ambizioso per la nostra città!
Abbiamo cercato aiuto e abbiamo trovato una persona speciale, la Dottoressa Carmela Carbonaro, primario del reparto di psichiatria az. Ospedaliera di Siracusa che è riuscita ad entrare nel nostro sogno, a condividerlo, ad accogliere il nostro gruppo restituendoci responsabilità e ruoli che sono vivi oggi più che mai.
Provo a ricordare, cerco tratti significativi, episodi degni di nota…
Mi rendo conto che tante figure femminili scorrono davanti ai miei occhi, la nostra impresa è nata per dare risposte ai bambini disabili e chi sceglie di lavorare in questo settore in genere è donna…
Ma perché?
Mi vengono in mente parole come accoglienza, ascolto, flessibilità…
Sono tutte caratteristiche indispensabili per poter essere operatori sociali e sicuramente sono aspetti più femminili che maschili.
Accogliere ha diversi significati: ricevere, accettare, esaudire, seguire, raccogliere, riunire, contenere…
Ascoltare significa udire con attenzione, stare a sentire, dar retta e ancora una volta seguire, esaudire…
Flessibile significa pieghevole, elastico, duttile, modificabile, che ha capacità di adattarsi…
Associo tutto ciò alla esperienza più bella che una donna possa fare: diventare mamma, accogliere il seme del proprio compagno, contenerlo, accudirlo, alimentarlo e restituirlo al mondo per ricominciare ad accudirlo, ad ascoltarlo con attenzione, ad accompagnarlo nella faticosa strada della vita con grande elasticità e capacità di adattamento al fine di sentire quale è il momento di restare e quale quello di andare…
Essere donne è sicuramente una ricchezza, credo sia importante, oggi più che mai sottolineare le diversità e non lottare per una parità che nega le differenze.
Spesso purtroppo si confonde l’essere dirigenti con dinamiche legate al potere, alla prepotenza, a tutto ciò che per anni abbiamo subito e da cui forse ci vorremmo riscattare.
La nostra sfida è quella di dirigere una impresa continuando a promuovere una cultura dell’accoglienza, della accettazione dell’ “altro-diverso-da- me”, con la consapevolezza di diventare agenti di cambiamento, e cioè persone che possono promuovere e realizzare azioni che producono crescita culturale nel territorio di appartenenza.
Sono sempre più convinta che il nostro percorso sulla terra è un passaggio, una toccata e via…
Questa storia tanto entusiasmante quanto difficile mi dà l’illusione di poter essere utile, di poter lasciare un segno, di poter costruire qualche cosa che non cresce in verticale, come la torre di Babele, ma che si allarga tra le maglie e il tessuto di questa città, e questo è tutto!

l'esperienza della cooperativa sociale 'san martino'

“Sottrarsi alla propria missione non procura salvezza, mentre l’assumerla è il solo azzardo che vale la pena di correre”
(Erri De Luca: “Una nuvola come tappeto” – Feltrinelli)