principesse e sognatori nelle strade del guatemala

  di maria concetta gubernale  

 

In questo libro lo psicosociologo belga Gerard Lutte, ordinario di psicologia dell’età evolutiva alla Sapienza di Roma riversava i risultati di un’inchiesta svolta nel ’93 fra ragazze/i di strada di Città del Guatemala ribaltando il luogo comune, interiorizzato dagli stessi ragazzi, che li vede come "basura", spazzatura. Rivelandone la gelosa delicatezza di sentimenti, lo spazio segreto in cui custodiscono ricchezza interiore e sogni continuamente calpestati e avviliti.
A dodici anni dalla fine di un genocidio che provocò più di 200.000 vittime e ad alcuni anni dall’assassinio di Mons. Girardi che lo aveva denunciato, il Guatemala resta una società ove è scarsa la protezione dei diritti umani, specie di chi vive nelle baraccopoli. Molti ragazzi per fuggire questi luoghi di disperazione, vivono in bande nel centro città dormendo in un parco, un marciapiede, una casa semidistrutta. La strada è per loro fame, freddo, malattie, umiliazioni, stupri, morte, ma non solo; anche luce, negozi, animazione. Soprattutto: condivisione, amicizia, amore, libertà e festa.
E così la maggiore parte delle ragazze e ragazzi di strada fuggono anche le istituzioni sorte per accoglierli, ma dove non trovano rispetto, sono privati della libertà, separati dal compagno o compagna, espropriati dei figli.
Dopo vani tentativi di impostare un lavoro comune con le istituzioni preesistenti, si è giunti alla costituzione di un movimento, il Mojoca (Movimento jovenes de la calle), in cui i ragazzi di strada non sono oggetto di assistenza, ma protagonisti della propria liberazione.
Non costretti a lasciare la strada, ma aiutati a vivervi meglio (campagne di pulizia dei rifugi notturni, lotta ai pidocchi, ecc.), visitati nelle carceri, spinti a scoprire la propria dignità, ad organizzarsi solidariamente, ad assumere voce.
Alcuni scelgono un percorso nella "casa dell’amicizia" (sorta grazie ad un contributo Cee), uno spazio cogestito, solo diurno ove, in base a poche ma chiare regole, non possono entrare droga e violenza. L’uscita dalla droga e dalla strada non è un presupposto costrittivo, ma il frutto dell’acquisizione di consapevolezza, autostima, competenze, nell’ottica della ’amicizia liberatrice’. Il processo ha varie tappe che comprendono anche una qualche forma di professionalizzazione realizzata nei laboratori della casa o altrove, con il sostegno economico del movimento.
Gli educatori si propongono solo come ‘accompagnatori' di un itinerario e decidono tempi, attività, strategie sempre insieme e a pari titolo con "l'equipo coordinadora" composta da ragazzi ex di strada o ancora sulla strada ma già "soci del movimento". L’equipo viene eletta ogni due anni dalle assemblee di strada.
Il movimento favorisce in particolare il protagonismo delle donne e la loro difesa dal maschilismo vigente nel paese, previene il rischio del Êpassaggio dalla strada alla prostituzione professionale, dedica attenzione speciale a salute, nutrizione, educazione dei figli delle ragazze Êdella strada e alla continuità di rapporto con i genitori.
Le ragazze uscite dalla strada formano un gruppo autogestito "Las Quetzalitas" dal nome del mitico uccello multicolore che muore in cattività, simbolo del Guatemala. I ragazzi che hanno lasciato la strada hanno scelto il nome "Nueva generation".
La Casa di accoglienza. Chi ancora non si è reso autonomo come gli appartenenti a questi gruppi, la sera torna sulla strada e vi ritrova droga e violenza con esiti talora letali. Solo nello scorso anno sono stati uccisi cinque dei nostri ragazzi e una è scomparsa.
Sarebbe necessario dare un rifugio a quanti vorrebbero già uscire dalla strada ma ancora non sono in grado di autogestirsi. Da febbraio si parte con una casa di accoglienza per facilitare la transizione alle giovani madri con figli. Una persona amica ci ha fornito l’edificio, l’Unesco ci dà un aiuto per le spese di impianto. Non si sa ancora però come affrontare le spese di gestione. E sarebbe necessaria anche un analogo rifugio per i ragazzi e le coppie.
Amistrada. Il Mojoca e i vari programmi in cui si articola si reggono sull'appoggio di persone e gruppi italiani coordinati nella onlus "Rete di Amicizia con le Ragazze e i Ragazzi di strada". Chi volesse idee per collaborare e/o organizzare un gruppo in zona può visitare il sito www.amistrada.it, può contattare me (mcguber@tiscalinet.it tel. 06 65743833) oppure scrivere a carmelosgandurra@libero.it.

i ragazzi di strada protagonisti della loro liberazione