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La mattina quando arrivi si preoccupa
di accoglierti, ti chiede come va?, come stai? (sia che tu abbia 3 anni
che tu ne abbia 18) E prima di chiederti di assumerti delle responsabilità (è in
questo che consiste l’Educazione, è questo ciò che
serve per crescere e lo si può declinare in tanti modi …)
prova a metterti a tuo agio (se hai qualche problema e sei a disagio,
la tua disponibilità ad ascoltare,a pensare, a fare, sarà certamente
molto parziale …).
E quindi ad esempio proverà a …
non farti sentire solo (magari il giorno prima avrai impiegato 3 ore a
fare i compiti da solo oppure avrai visto per 2 ore da solo i cartoni,
oppure …); e dunque innanzitutto proverà a farti sentire il
calore del gruppo (ma bisogna guardarsi in faccia, bisogna scambiare due
parole, magari fare un gioco cooperativo …). E poi l’inizio
delle lezioni è così vicino alla notte, e di notte la tua
mente ha fatto esperienze importanti, ha sognato (tutti sogniamo e la psicoanalisi
ci ha insegnato che i sogni non sono prodotti mentali di scarto, o immagini
senza alcun senso, invece sono il prodotto complesso e molto ricco di un
pensiero che al contrario del pensiero diurno e razionale, utilizza una
logica diversa, la stessa logica della fantasia e del mito, una logica
piena di emozioni e di affetti) …; quindi invece di censurare subito
questa parte importante della nostra vita se ne potrebbe parlare un po’,
qualche volta, certamente non per farne un’analisi ma proprio per
condividere una dimensione importante ma un po’ trascurata della
nostra personalità …e poi a partire dai sogni si possono fare
tante cose, inventare storie, creare disegni, insomma costruire ponti tra
le diverse dimensioni del pensiero, per non rimanere subito ingabbiati
nelle strettoie della ragione…
Ma la vita è piena oltre che di sogni anche di problemi, di difficoltà,
a volte di veri e propri guai e non è facile farne un elenco perché ognuno
ha i suoi speciali guai …
I primi che mi vengono in mente sono, per esempio, quelli legati alle dinamiche
familiari … e non parlo delle situazioni più complesse ma
proprio di quelle normali, consuete e cioè lo stress da troppo o
poco o non soddisfacente lavoro dei genitori, oppure la loro stanchezza
affettiva, o peggio la loro stessa difficoltà di crescere e invecchiare;
fatto sta che i genitori di conseguenza non hanno abbastanza spazio mentale
per pensare ai figli, pensare ai figli! (non cioè solo accompagnarli
di qua e di là, controllare che portino stancamente a termine i
compiti, vietargli o permettergli questo e quello, ma fermarsi ad ascoltare
il ritmo delle loro emozioni, dialogare con le loro esigenze e i loro punti
di vista, …)
Certo la scuola non può farsi carico di tutte queste complessità ma è ancora
più certo che non può fare finta che non esistano e non può non
tenere conto dei livelli di partenza e dei percorsi di ognuno; ormai si
fanno i test di ingresso e si fa il portfolio, ma solo sugli aspetti cognitivi,
come se non fosse ormai evidente che aspetti cognitivi e aspetti affettivi
non possono essere tenuti separati!
E allora ? se qualcuna di queste cose fosse verosimile ? Che bisognerebbe
fare ? Ci sono state tante esperienze buone negli ultimi decenni e sono
moltissime quelle attualmente in corso: quindi si può leggere e
studiare qualcosa, farsi incuriosire di nuovo, provarci … Ma soprattutto
bisognerebbe trovare un modo per creare spazi di pensiero nelle fitte maglie
della scuola attuale, e il pensiero nasce dal confronto; ma se deve essere
un pensiero con una forte carica emotiva ed affettiva (è questo
io credo il pensiero che serve per dare il via a processi veri di trasformazione)
bisogna accettare di mettersi in gioco, provare a sperimentare modalità di
confronto che aiutino le persone a considerare la possibilità di
affrontare anche resistenze e meccanismi di difesa (che per definizione
non sono consapevoli ma che determinano atteggiamenti di rigidità magari
non voluti, che fanno alla fine stare male e così …) Per esempio
e questo è solo un piccolo parziale esempio, si potrebbe sperimentare
un percorso di confronto ( per gli insegnanti, per gli alunni, per i genitori,
per quelli che vogliono naturalmente) basato sulla strutturazione di spazi
di discussione, stimolati e garantiti da operatori esperti nella gestione
delle dinamiche dei gruppi, spazi nei quali si possa sviluppare un discorso
libero e coinvolgente, dal quale, a volte, scaturisce un pensiero nuovo,
in grado di rimettere in moto interessi, curiosità, affetti … passioni
cioè!
continua
il dibattito su 'quale scuola?'
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