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Raccolgo verdura in un grande campo
coltivato e abbandonato. Tanto lavoro dell’uomo lasciato ad ammuffire
per la follia di un mercato che, in denaro, non gli riconosce valore.
Raccolgo verdura e penso che lì c’è almeno una foglia
per ogni bocca di questa folle città. Una foglia per ogni bocca,
in un solo, grande campo coltivato e abbandonato.
A casa, poi, metto a bollire in acqua la verdura, un filo d’oro degli
Iblei e un pizzico di sale marino – fragranza di pane caldo sfornato – ed è cibo
per l’uomo – cibo da re – cibo da eroi – di un
tempo favoloso – forse mai esistito davvero – se non per i
poveri della terra che conoscono la felicità .
Ho mangiato verdura, per smaltire i postumi del cenone di Capodanno.
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