troppo tardi

  di ilenia costa  

 

Leggendo l'articolo "Lascuola da amare" sul num. 31di Novembre 2005, ho rivissuto i miei anni scolastici. Un po' nostalgici forse per la spensieratezza del periodo, ma soprattutto per il modo triste in cui sono stati vissuti. Nonostante siano passati sette anni dal diploma la ferita ed il rammarico resteranno sempre.
Nessuno ci ha mai guidato ad amare questa scuola fortemente disagiata nelle strutture esterne, inesistenti, ed interne quasi altrettanto, fatta eccezione per qualche sporadico prof. appassionato. (Liceo Scientifico "L. Einaudi"
di Siracusa- per rendere l'idea).
Lontano dalle scuola dell'obbligo pensi a quanto sei stato stupido a non studiare quella lezione tra la 1a e la 2a Guerra Mondiale, a ritenere inutili le materie classiche.
Nessuno mai ci ha aperto gli occhi sul fatto che la scuola è uno strumento che abbiamo l'obbligo di usare, per tirare su il palazzo del nostro io; meglio si sfrutta e meglio il palazzo saprà resistere alle "calamità esterne" pronte lì a travolgerci e a renderci schiavi di chi ci vuole ignoranti solo per fare il proprio gioco.
Ah! Se Bocca di Rosa ci avesse cantato anche solo un canto della Divina Commedia!!! Ci saremmo tutti innamorati di Dante, di quel canto, del prof. e di qualunque altra cosa Ella avessa esortato.
Basta così poco per appassionarsi.... purtroppo però le cose più semplici sono le più difficili da raggiungere e da capire; per questo ancora la nostra scuola vaga alla ricerca di moduli, crediti, incroci di indirizzi vari, che fanno disinnamorare anche il più ben disposto di cuore.

il dibattito su 'quale scuola?'