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Un “cala e ciana” al
Corso in un giorno feriale di settimana ed ecco il vuoto. Poca gente
in giro, i più rinchiusi nei circoli a giocare a carte o seduti
in un bar a bere troppo, o a vedere la solita partita. Altri, sempre
in pochi, si dilettano a “cuttigghiari” , i più a
casa o peggio al telefonino. Ogni tanto anche qualche “sciarria” tra
paesani o con immigrati polacchi. Ogni tanto un “consiglietto” comunale,
qualche riunione di partito tra nostalgici del passato o qualche commissionetta
che si occupa dei soliti mega-progetti di strade, circonvallazioni, ville,
macelli.. (ci sono soldini da gestire, evviva). Così scorre il
tempo nel bel paesello degli iblei che è Palazzolo, peggio ancora
per gli altri piccoli comuni della zona montana della provincia di Siracusa.
Solo quando arrivano le feste dei santi, il Carnevale, Natale e Agosto,
ecco che la vita comincia a pullulare, “s’arricampanu” i
ragazzi che studiano fuori, se possono scendono dal Nord i ragazzi che
hanno dovuto cercar lavoro lontano. Intanto nelle case abitate del centro
storico, la grande fetta di popolazione anziana del paese, vive grazie
al supporto essenziale di rumene e polacche badanti. Le campagne tirano
avanti anch’esse grazie al supporto esenziale di ragazzi rumeni e
polacchi.
Gli immigrati stranieri sono una bella fetta della popolazione oramai e
vivono tra loro isolati dal resto della Comunità, spesso per loro
stessa scelta. Le tabelle ove si attaccono “ i carti re muorti” sono
sempre più “frequentate” da giovani che perdono la vita
sulla mitica “mare-morti” o da gente che sia ammala di leucemia
o di altro tipo di cancro (alla faccia dell’aria pulita, gli indici
di mortalità per tumore sono uguali a quelli dell’area industriale
siracusana); chi dovrebbe non si sforza minimamente di capirne il perché e
di trovare soluzioni.
Il più grosso problema di Palazzolo è l’assenza in
paese, per gran parte dell’anno, di moltissimi giovani tra i 19 ed
i 30 anni, che studiano o vanno a lavorare fuori. Questo fattore, gioca
un ruolo sociologico molto molto importante, poiché questi rappresentano “l’energia
vitale” che porta avanti un paese. Senza di loro, c’è una
frattura nel tessuto sociale che provoca un arretramento di valori, progresso,
sviluppo. E’ su questo che tutti coloro che fanno politica e non
solo, dovrebbero concentrarsi e studiarne cause e soluzioni. Perché è un
problema che non ha colore politico, riguarda tutta Palazzolo.
Il nostro caro Sindaco, che spende oramai anche Lui quasi più tempo
fuori Palazzolo e che di sicuro si vede sempre meno al “Corso”,
non ha capito che non basta “placcare in oro” il paese, poiché il
vero valore viene dalla gente, dai giovani; su questo bisogna lavorare!!!
Non è questione politica, ripeto, ma di dimostrazione di Amore per
questo paese.
Bisogna trovare e provare qualsiasi strada che faccia restare i ragazzi
a studiare in zona all’Università e farli restare poi qui
a lavorare, ci si deve sforzare di creare sinergie per rivalorizzare la
società palazzolese, puntando sui valori del dialogo, dell’incontrarsi,
sulla valorizzazione del fermento artistico e culturale locale; puntando
anche sulla valorizzazione della Natura che circonda il comprensorio, pensando
ad un turismo naturalistico, oltre che storico, monumentale, archeologico;
turismo che continua ad essere studiato, progettato, ma mai avviato sul
serio, perché vittima dei soliti giochi di potere clientelari e
spartitori di finanziamenti esosi (basta guardare lo sperpero di denaro
che certi consorzi operano nella zona montana)…
Occorrerebbe inoltre avviare una politica di investimento sinergico anche
con la vicina provincia di Ragusa, molto più simile a Palazzolo
per mentalità, storia e tradizioni. In tal senso perché ad
esempio non rendere più facilmente raggiungibili Modica e Ragusa
con strade migliori (quando sarà finita l’autostrada Siracusa-Ragusa,
la zona montana rischierà forse di essere tagliata fuori da tutto ….),
perché non inserirsi nei circuiti delle filiere alimentari e agricole
del ragusano, storicamente efficienti e costruttive…
Soluzioni ce ne possono essere molte, ma di certo Palazzolo e soprattutto
i palazzolesi tutti devono puntare su un futuro ove recupero dei valori
umani, azione giovanile, turismo, prodotti tipici e sinergia con i grossi
centri vicini, siano le fondamenta sulle quali costruire il futuro.
lasciando
andar via i giovani una comunità perde gran parte della sua
enerhgia vitale
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