gruppi di acquisto solidale

  di carmelo sgandurra  

 

A Siracusa i commercianti spengono le luci mentre due nuovi grandi centri commerciali si scaldano ai nastri di partenza. Questi due eventi ci spingono a delle riflessioni e soprattutto a mettere in rete un'idea già sperimentata ed oramai ben consolidata al centro-nord del Belpaese, ed ancora in gestazione dalle nostre parti.
Si tratta dei Gas, ovvero dei Gruppi di Acquisto Solidali, una realtà che esiste da più di dieci anni. Sotto questa sigla si identificano svariate esperienze, nate spontaneamente, con la stessa finalità (per "convergenza adattativa" direbbero gli evoluzionisti), e che hanno deciso di mettersi in rete per scambiarsi informazioni allo scopo di rendere più funzionale un'idea che da realizzare semplice non è.
" Un gruppo d’acquisto - si legge nel loro volantino - e’ formato da un insieme di persone che decidono di incontrarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro."
La scelta dei fornitori è dettata da una serie di criteri che hanno un denominatore comune: la solidarietà.
Solidarietà tra i componenti del Gas, che danno il loro contributo gratuito nella ricerca, acquisto e distribuzione del prodotto. Solidarietà verso l'ambiente perché si scelgono produttori biologici soprattutto locali, detersivi ecologici, cibi di stagione, e si risparmia sugli imballaggi. Verso i lavoratori perchè i Gas scelgono i produttori in base a come trattano i loro dipendenti. "L’economia nell’era della globalizzazione è una corsa verso il fondo delle condizioni di lavoro; le multinazionali spostano la produzione dove i costi sono più bassi, la manodopera è sottopagata e i lavoratori non hanno diritti: preferire i prodotti senza sfruttamento significa aiutare a regolare il mercato del lavoro"
Solidarietà verso il terzo mondo perché molti Gas comprano caffè, zucchero ed altri prodotti nelle Botteghe del Commercio Equo e Solidale.
Si prediligono i piccoli produttori perché "è più facile conoscerli e perchè lavorano con più intensità di manodopera che non di capitale: cosi i soldi che si spendono finanziano l’occupazione, e non gli azionisti."
Nelle motivazioni che invitano ad aderire si legge anche quella di "scoprire la storia e l'anima delle cose e l'impegno delle persone. Conoscere la storia di un prodotto e il sudore che lo ha generato ti porta ad avere più rispetto per quel prodotto e per le persone che ci hanno lavorato"
Hanno un sito ben aggiornato e ricco di informazioni (www.retegas.org) in cui propongono convegni, petizioni, e ti mettono in contatto con i Gas di tutta Italia. In libreria si trova anche una "Guida al Consumo Locale", a cura di Andrea Saroldi (EMI Bologna 2001- Euro 6,20), dei Gas di Torino e promotore della campagna "Bilanci di Giustizia". È una guida che dà i primi consigli pratici per organizzare un gruppo e fornisce numerosi indirizzi del variegato mondo del consumo critico.
Dalle testimonianze di chi partecipa si evince che oltre al gusto di mangiare più sano e genuino c'è anche un notevole risparmio di denaro. Inoltre il lavoro di ricerca e vendita crea occasioni di aggregazione, alcuni gruppi organizzano gite dai produttori, altri i pranzi sociali per raccogliere le ordinazioni.
"Questa iniziativa - scrivono al Gas di Fidenza - partita con scopi principalmente pratici legati all'alimentazione, ha già favorito una presa di coscienza del fatto che, nel piccolo villaggio che è il mondo, stare bene o è per tutti o è per nessuno."

cittadini che si organizzano per combattere il caro vita