una grande mobilitazione

  di roberto de benedictis  

 

Io non ricordo - né saprei immaginare - candidature che, come quella di Rita Borsellino, in pochi giorni hanno riscosso l’adesione e suscitato le emozioni che abbiamo visto. Migliaia di siciliani si sono mobilitati senza aspettare nessuno, credendo d’istinto che con lei potremo non soltanto vincere le elezioni ma, finalmente, dare un volto nuovo alla Sicilia. Questo entusiasmo ha certamente contribuito alla scelta convinta della sua candidatura da parte dei Democratici di Sinistra.
Chi ha cercato di fermarla ha detto che non ha esperienza di governo: argomento serio ma che non ha convinto. Non soltanto perché quando si desidera, il sogno vale più della realtà, la speranza più della possibilità, ma perché i siciliani sanno bene come il cattivo ed il buon governo non dipendono da un individuo soltanto ma da una squadra. Ai partiti dunque la responsabilità di costruirla, senza fare della sua inesperienza l’alibi per non riuscirci.
Ma tutto questo verrà.
Adesso sbaglieremmo se pensassimo che l’onda che l’ha fatta divenire il nostro candidato basterà da sola a farla diventare il candidato di tutto il centrosinistra e, poi, il presidente di tutti i siciliani. Concentriamoci ora sulle primarie, perché non saranno una passeggiata. Non soltanto perché il prof. Latteri è personalità autorevole ed influente, ma perché qualcuno potrebbe inasprire i toni e vivere le primarie come un duello. Tuttavia sono certo che i nostri elettori andranno a votare con più maturità di certi dirigenti politici, serenamente, rifiutando di partecipare ad uno scontro ma volendo semplicemente partecipare per scegliere il candidato che tutto il centrosinistra sosterrà alle elezioni regionali.
Noi dobbiamo farne una campagna elettorale vera e propria, la nostra campagna elettorale. Stampiamo manifesti, andiamo in televisione, fermiamoci a parlare con la gente. Diciamogli che può scegliere il suo candidato presidente. Raccontiamo di Rita Borsellino, di Libera, della lotta alla mafia ma soprattutto del modo con cui in tutti questi anni lei ci ha parlato dell’antimafia come di giustizia, di lavoro, di diritti in luogo di favori, di opportunità per tutti, di libera impresa, di sviluppo, di modernità, di cultura. Facciamogli capire che è per questo Presidente che chiediamo il voto, non solo per la sorella di Paolo, ma per un vero progetto di rinnovamento politico e di governo che lei potrà guidare.

... non solo 'la sorella di paolo'

«la morte non sta nel non comunicare, ma nel non poter essere più compresi»
(Pier Paolo Pasolini)