guardando verso nord

  di andrea baffo  

 

Se per capire non ci fosse bastato morire,ce lo hanno proiettato in video (Antonio Bellia,Crimini di Pace); ce lo hanno scritto e letto (Giulio Di Luzio, I fantasmi dell’Enichem); ce lo hanno narrato al teatro (Alessio Di Modica, La miglior vendetta è il successo); ed ora ce l’ hanno raccontato in un audio-documentario (Roman Herzog, Trinacria Nera).
Giorno 23 Ottobre ad Augusta, Casa Comune ha ospitato la presentazione dell’audio-documentario realizzato e prodotto dal giornalista tedesco Roman Herzog dal titolo Trinacria Nera.
Per la prima volta alle prese con un supporto audio, ci si preoccupava della difficoltà di tenere gli ospiti seduti per oltre un’ora ad ascoltare, senza guardare immagini che non fossero le facce degli altri. Invece proprio come ci aveva spiegato l’autore, nel silenzio visivo ognuno avrebbe trovato le immagini che cercava, le difficoltà si sarebbero superate facendo diventare il racconto,le interviste,i rumori dei reattori industriali un linguaggio universale,cosa tra l’altro estremamente utile nella fattispecie se si pensa che il documentario verrà mandato in onda a marzo su una emittente nazionale tedesca.
Il documentario scorre provando a rintracciare cause ed effetti dei soliti cinquanta anni di industrializzazione selvaggia e violenta nel territorio di Augusta,Priolo e Melilli. La storia è sempre la stessa; il metodo per raccontarla è diverso.
Scivola l’audio fatto di voci calde e voci stridule; poche voci abituate parlare,poche voci impostate,poche formalità. Interviste rubate durante una perlustrazione dei trenta chilometri di zona industriale. La registrazione della sirena del cambio turno mentre si visita Megara Hyblaea.Passa più di mezzora e la gente è ancora seduta ad ascoltare,tutti sembrano essere particolarmente educati,non ci sono neanche i soliti assestamenti di sedie,non ci sono i colpi di tosse. L’audio documentario richiede maggiore attenzione di un video. Non ti aiutano gli occhi a capire un concetto se ti scappa una parola; solo la mente ti aiuta, solo il rispetto del silenzio di ogni altro ti aiuta. Certo, un auditorium avrebbe evitato il rumore dei veicoli che sfrecciavano per piazzale Peppino Impastato,ma l’auditorium non ce l’abbiamo.
Rispetto ad altri documentari sul triangolo della morte,questo dà molto spazio alla gente comune e forse è anche per questo che può apparire più disilluso; del resto la speranza di un radioso futuro che normalmente ci è data dalla retorica dei politicanti, qui sprofonda in un oscurissimo baratro attraverso le sconcertanti parole del Sindaco Massimo Carruba che dice preferire fare il bagno guardando verso Nord, quasi ad evitare il fastidio dato dalla visione di tutte quelle canne fumarie. Resta il fatto che mentre noi siamo proiettati verso il Nord,qualcuno da Sud continua a metterci sulle spalle un peso ormai insopportabile,un peso che l’abitudine non rende certo più leggero,casomai più carico di umiliazioni, questo sembra vogliano dire invece le diverse persone comuni intervistate. Poi la storia che sembrava sempre la stessa, riesce ad andare più affondo alle problematiche del nostro territorio affrontando la questione della base Nato di Sigonella e degli ulteriori rischi che la presenza di mezzi militari comporta in questo pezzo di Sud Italia.
Settantasette minuti di ascolto e poi un lungo applauso.
Se morire,se ascoltare,se vedere,se leggere,se vivere tutto questo non fosse bastato a farci capire, a farci svegliare,a farci aprire gli occhi,allora sarebbe bene voltarsi verso Nord e partire, via, lontano, senza voltarsi indietro mai.

la presentazione dell’audio-documentario trinacria nera