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Se per capire non ci fosse bastato
morire,ce lo hanno proiettato in video (Antonio Bellia,Crimini di Pace);
ce lo hanno scritto e letto (Giulio Di Luzio, I fantasmi dell’Enichem);
ce lo hanno narrato al teatro (Alessio Di Modica, La miglior vendetta è il
successo); ed ora ce l’ hanno raccontato in un audio-documentario
(Roman Herzog, Trinacria Nera).
Giorno 23 Ottobre ad Augusta, Casa Comune ha ospitato la presentazione
dell’audio-documentario realizzato e prodotto dal giornalista tedesco
Roman Herzog dal titolo Trinacria Nera.
Per la prima volta alle prese con un supporto audio, ci si preoccupava
della difficoltà di tenere gli ospiti seduti per oltre un’ora
ad ascoltare, senza guardare immagini che non fossero le facce degli altri.
Invece proprio come ci aveva spiegato l’autore, nel silenzio visivo
ognuno avrebbe trovato le immagini che cercava, le difficoltà si
sarebbero superate facendo diventare il racconto,le interviste,i rumori
dei reattori industriali un linguaggio universale,cosa tra l’altro
estremamente utile nella fattispecie se si pensa che il documentario verrà mandato
in onda a marzo su una emittente nazionale tedesca.
Il documentario scorre provando a rintracciare cause ed effetti dei soliti
cinquanta anni di industrializzazione selvaggia e violenta nel territorio
di Augusta,Priolo e Melilli. La storia è sempre la stessa; il metodo
per raccontarla è diverso.
Scivola l’audio fatto di voci calde e voci stridule; poche voci abituate
parlare,poche voci impostate,poche formalità. Interviste rubate
durante una perlustrazione dei trenta chilometri di zona industriale. La
registrazione della sirena del cambio turno mentre si visita Megara Hyblaea.Passa
più di mezzora e la gente è ancora seduta ad ascoltare,tutti
sembrano essere particolarmente educati,non ci sono neanche i soliti assestamenti
di sedie,non ci sono i colpi di tosse. L’audio documentario richiede
maggiore attenzione di un video. Non ti aiutano gli occhi a capire un concetto
se ti scappa una parola; solo la mente ti aiuta, solo il rispetto del silenzio
di ogni altro ti aiuta. Certo, un auditorium avrebbe evitato il rumore
dei veicoli che sfrecciavano per piazzale Peppino Impastato,ma l’auditorium
non ce l’abbiamo.
Rispetto ad altri documentari sul triangolo della morte,questo dà molto
spazio alla gente comune e forse è anche per questo che può apparire
più disilluso; del resto la speranza di un radioso futuro che normalmente
ci è data dalla retorica dei politicanti, qui sprofonda in un oscurissimo
baratro attraverso le sconcertanti parole del Sindaco Massimo Carruba che
dice preferire fare il bagno guardando verso Nord, quasi ad evitare il
fastidio dato dalla visione di tutte quelle canne fumarie. Resta il fatto
che mentre noi siamo proiettati verso il Nord,qualcuno da Sud continua
a metterci sulle spalle un peso ormai insopportabile,un peso che l’abitudine
non rende certo più leggero,casomai più carico di umiliazioni,
questo sembra vogliano dire invece le diverse persone comuni intervistate.
Poi la storia che sembrava sempre la stessa, riesce ad andare più affondo
alle problematiche del nostro territorio affrontando la questione della
base Nato di Sigonella e degli ulteriori rischi che la presenza di mezzi
militari comporta in questo pezzo di Sud Italia.
Settantasette minuti di ascolto e poi un lungo applauso.
Se morire,se ascoltare,se vedere,se leggere,se vivere tutto questo non
fosse bastato a farci capire, a farci svegliare,a farci aprire gli occhi,allora
sarebbe bene voltarsi verso Nord e partire, via, lontano, senza voltarsi
indietro mai.
la
presentazione dell’audio-documentario trinacria nera
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