|
|
Ricoprire per la prima volta un
incarico di Assessore non è cosa facile perché devi mantenere
la lucidità di un progetto complessivo avendo contemporaneamente
la capacità di affrontare le emergenze e di trascurare la quotidianità delle
piccole cose che ti fanno perdere solo tempo.
E’ chiaramente importante riuscire a creare un clima di collaborazione
fattivo con il Presidente della Giunta di cui fai parte, quindi Bruno Marziano,
con i Dirigenti dei vari settori che fanno capo all’Assessorato,
con i Dirigenti scolastici, ex Presidi, con gli studenti.
Rispetto molto il lavoro degli altri, anche quando la modalità non è la
stessa, e quindi ho cercato in questo primo periodo di lavorare per entrare
in risonanza positiva con tutti questi soggetti del sistema.
Ho trovato nella gran maggioranza dei casi collaborazione, amicizia e rispetto
reciproco…e non è poco.
L’impronta che comunque voglio offrire, è quella di un Assessorato
a servizio dei fruitori e quindi trasmettere la volontà di essere
utili a chi è in prima linea ad affrontare i problemi, riuscendo
ad ascoltare autenticamente e profondamente le istanze espresse. Questo
non vuol dire potere o dovere dire a tutti si, ma vuol dire innanzitutto
capire tutti e dare loro delle risposte comunque trasparenti, chiare e
realistiche anche e soprattutto se negative.
Indubbiamente in questi primi cento giorni di assessorato la mia attenzione è stata
catalizzata al 90% dalle problematiche legate alla Edilizia scolastica,
alla manutenzione ed alla sicurezza dei locali e degli spazi esterni.
Reputo ciò giusto e doveroso perché qualsiasi progetto culturale
o metodo didattico qualitativamente valido non può essere veicolato
positivamente in ambienti poco adatti o indecorosi o mal riscaldanti o
afosi a seconda delle stagioni.
Esiste un considerevole patrimonio edilizio di proprietà o in comodato
da altri enti locali più o meno moderno che ospita circa il 65%
degli studenti ed esiste quindi di converso il 35% di studenti che sono
ospitati in locali in affitto.
Questo apre perlomeno due ordini di problemi, il primo legato al fatto
che i locali in affitto non sono mai nati per ospitare scuole, quindi sono
locali adattati, il secondo ordine di problema è legato al grande
esborso di denaro pubblico per pagare gli affitti.
Ne discende che una politica seria deve porsi l’obiettivo di superare
gradualmente questa situazione per avere nell’arco di qualche anno
solo patrimonio edilizio pubblico.
Questa politica, che l’Amministrazione sostiene e propugna, si scontra
con alcuni problemi.
Il primo è che non è facile costruire edifici scolastici
nuovi perché, per quanto ancora le capacità di indebitamento
dell’Ente sussistono, è anche vero che viene caricato sulle
spese correnti il pagamento delle rate del mutuo contemporaneamente alle
spese dell’affitto che non si può ovviamente dismettere fino
al completamento dell’opera.
Di converso le richieste di nuovi locali non si ferma perché alcuni
Istituti sono in espansione spesso per una curiosa abitudine da parte della
Regione di autorizzare indirizzi scolastici nuovi senza l’autorizzazione
della Provincia, anche se gli oneri dei locali che servono per i nuovi
indirizzi ricadono sulla nostra amministrazione.
Inoltre, fortunatamente, gli istituti sono sempre più decentrati
per cui nei comuni della Provincia le esigenze sono in continuo aumento.
Questo comporta però la necessità di iniziare delle nuove
locazioni creando una contraddizione rispetto al ragionamento precedente.
Su questo problema si vuole quindi procedere con l’avvio delle procedure
necessarie alla costruzione del maggior numero di edifici possibili e secondariamente
con una migliore razionalizzazione degli edifici di nostra proprietà per
potere progressivamente dismettere tutti gli affitti.
Infatti essendo il numero degli studenti sostanzialmente stabile, circa
20.000, è chiaro che se qualche istituto incrementa, altri vanno
in decremento. Risulta quindi necessario che gli Istituti che si ritrovano
con locali vuoti, debbano mettere a disposizione delle scuole in incremento
appunto i locali vuoti.
Penso infatti che Autonomia scolastica non possa nascondere la voglia di
creare cittadelle autarchiche che debbono difendere chissà quali
spazi o poteri.
Ho avuto per il momento un consenso di massima dei dirigenti scolastici
che ho incontrato in questi mesi, sarà compito dell’Assessorato
avanzare proposte credibili e rispettose degli sforzi e del lavoro di ogni
Istituto.
Per quanto riguarda i nuovi edifici abbiamo in appalto o in programmazione:
il Liceo Scientifico Einaudi e l’Istituto Professionale per il Commercio
di Siracusa, l’ampliamento del Liceo Scientifico di Avola, il Polivalente
di Pachino e di Rosolini, l’Alberghiero di Siracusa, l’IPSIA
di Noto, il Liceo Socio-psico-pedagogico e l’ITC di Augusta in locali
affidateci dal Comune, ancora stiamo pensando a delle soluzioni concrete
e più adeguate per il Nautico di Siracusa a cui stiamo assicurando
comunque una espansione in altri comuni della provincia ed infine sono
già iniziati i lavori di ripristino della sede storica del Liceo
T. Gargallo di Siracusa.
Nei prossimi articoli affronterò il problema della manutenzione
dei locali, del verde e della gestione degli Istituti, il progetto che
l’Assessorato vuole realizzare per collaborare con la scuola per
la migliore realizzazione della legislazione vigente e per la realizzazione
di progetti culturali e sociali di alta valenza, i programmi per assicurare
la piena integrazione del soggetto diversamente abile ed infine l’Università.
un
primo bilancio dell'esperienza di assessore provinciale alla pubblica
istruzione, edilizia scolastica e università
|
|