le scelte industriali e il ruolo dei cittadini

  di luigi solarino  

 

Il 23 febbraio 2005 Shell Energy Europe ed ERG Power hanno firmato un accordo per lo sviluppo di un terminale per la rigassificazione di Gas Naturale Liquefatto (GNL) all’interno del polo industriale di Priolo/Augusta/Melilli. La capacità prevista del terminale è di 8 miliardi di metri cubi annui (successivamente incrementabile a 12) di gas. Una volta ottenuti i permessi necessari, la costruzione del terminale dovrebbe iniziare nel 2007, per entrare in produzione nel 2010. Shell ed ERG hanno già completato le fasi preliminari della progettazione ed avviato l’iter autorizzativo. Ma cosa è un rigassificatore: il rigassificatore è un impianto che trasforma il GNL, praticamente il metano allo stato liquido, dallo stato liquido a quello gassoso. La catena del GNL è costituita da tre parti principali: impianto di liquefazione, trasporto marittimo e terminal di rigassificazione. L’impianto di liquefazione è collocato presso il paese produttore-esportatore, in prossimità dei giacimenti di gas metano, qui il GNL viene trasformato in liquido a -160°C ed in tale stato, a pressione pressoché atmosferica, è trasportato con navi metaniere, che svolgono la funzione di “thermos”, fino al porto di destinazione (terminal). Nel terminal di rigassificazione, attraverso opere a mare ed opportune tubazioni, il GNL, sempre allo stato liquido, viene scaricato dalla nave nei serbatoi di stoccaggio a terra da dove viene inviato a dei vaporizzatori che, utilizzando acqua di mare e/o acqua “calda” proveniente dallo scambio termico industriale, ne innalzano la temperatura rigassificandolo per l’immissione in rete (un m3 di metano liquido sviluppa 600 m3 di metano allo stato gassoso). Il terminal di ricezione del GNL rappresenta praticamente una forma alternativa al metanodotto di approvvigionamento del gas. Il Comitato Cittadino di Augusta contro gli inceneritori e per la salute non condivide il progetto del rigassificatore da realizzare nel polo industriale Augusta-Priolo-Melilli in quanto lo sviluppo sostenibile del nostro territorio non può certamente continuare ad essere quello proposto per cinquant’anni, ossia la monocultura industriale dei megaimpianti petrolchimici, petroliferi, termoelettrici e degli inceneritori a cui si vuole aggiungere ora il rigassificatore. Era necessario delocalizzare dal nostro polo industriale impianti ad alto rischio di incidente rilevante ed invece, ecco il paradosso, proprio in quell’area si vogliono costruire inceneritori ed un terminal di rigassificazione. Il rigassificatore non può sorgere in una zona industriale, quale quella di Augusta, Priolo e Melilli, ed in un porto ad elevato traffico marittimo commerciale e militare come quello di Augusta. Le attività portuali, con la presenza di tale impianto, sarebbero danneggiate in quanto si dovrebbero movimentare almeno 8 miliardi di metri cubi di gas (che successivamente potrebbero diventare 12), per il quale occorrono circa 110 navi metaniere l’anno, da 130.000/140.000 m3 ciascuna ed il rischio di incidente rilevante aumenterebbe in maniera inaccettabile.
C’è da aggiungere che un impianto di rigassificazione comporta tutta una serie di problematiche che aumentano il così detto “carico ambientale” in ambiente idrico:
- l’acqua di mare prelevata per il processo di rigassificazione sarebbe di oltre 22.000 m3/h, annualmente si avrebbero circa 200.000.000 m3 di acqua di mare prelevata e reimmessa a mare, con un salto termico di circa -4,5 /-5,0 C°; la reimmissione di acque più fredde comporterebbe notevoli variazioni sul fito e sullo zooplancton, con modifiche sostanziali sullo stato di pescosità delle acque;
- necessariamente nelle acque di raffreddamento dovranno essere immesse quantità di cloro attivo, utilizzato come antivegetativo, in grado di abbattere la formazione di alghe, ecc. che verrà a modificare lo stato ambientale attuale portando alla produzione di cloro-derivati dannosi;
- la realizzazione del terminale marino, nella fase di costruzione dell’opera, comporterebbe fattori perturbativi per l’ambiente marino, sia per la sospensione che per la risospensione dei sedimenti inorganici ed organici; infatti, la riduzione della trasparenza, la mobilitazione di sostanze leggere (organiche, nutrienti, metalli, inquinanti in genere), insieme ad azioni fisiche su strutture biologiche filtranti (branchie) produrrebbero disturbi più o meno intensi su tutte le componenti ecologiche del sistema marino interessato;
Contro il progetto del rigassificatore Shell-Erg il Comitato Cittadino di Augusta contro gli inceneritori e per la salute invita i Signori Sindaci di Augusta, Priolo e Melilli e degli altri comuni della zona dichiarata ad alto rischio di crisi ambientale di essere cauti nel rilasciare autorizzazioni. Più opportuno sarebbe indire dei referendum comunali popolari, come avvenne nel 1996 a Monfalcone dove si voleva realizzare un rigassificatore. Al quesito referendario “Volete che nel territorio del comune di Monfalcone sia realizzato un terminal per la rigassificazione del gas naturale liquefatto?“, i contrari furono il 62% e ne decretarono il rifiuto alla realizzazione. Il referendum in questi casi è la forma più democratica di coinvolgimento del pubblico, adottato quando le posizioni tra proponenti le iniziative e pubblico sono particolarmente divergenti e contrastanti. Il diritto alla partecipazione è diretta conseguenza del diritto della persona ad essere informata, ad essere consultata e ad essere presa in considerazione nei processi decisionali che riguardano il territorio in cui vive, e quindi la qualità della sua vita e delle sue relazioni con l’ambiente e con gli altri. In questo modo entra in gioco prepotentemente il ruolo dell’informazione, la sua obiettività e affidabilità, per favorire le modalità di espressione più alta della democrazia partecipata: tutto questo, secondo un costume politico consolidato, purtroppo non si è verificato nella nostra zona.

il rigassificatore shell-erg nel polo industriale siracusano