il dovere di ricordare

  di michele accolla  

 

La foga pseudo-riformista del governo Berlusconi di fine legislatura ha partorito la nuova legge elettorale, che tra qualche giorno sarà approvata definitivamente dal Senato.
Si tratta di un sistema studiato con incredibile cinismo dall'attuale maggioranza di governo per capovolgere a proprio vantaggio, almeno sulla carta, le previsioni nell'attribuzione dei seggi.
E' una legge che chiederà agli elettori solo di scegliere un partito, indicandolo in una scheda in cui non troveremo neanche scritti i nomi dei candidati, perché a quello penseranno direttamente i partiti che ne stabiliranno l'ordine di elezione.
Un incredibile sistema proporzionale, capace di mettere assieme i limiti propri, la scarsa garanzia di governabilità, con quelli del maggioritario, l'impossibilità di esprimere la propria preferenza tra più candidati dello stesso schieramento.
Ricorderemo l'arroganza di questa maggioranza.
Ricorderemo le leggi ad personam e il patto sconsiderato di una legge per uno: a chi la legge elettorale, a chi la salva-Previti, a chi la devolution, e sotto a chi tocca.
Ricorderemo questi giorni tra quelli più bui del nostro parlamento democratico.
Ricorderemo il volto e l'espressione del presidente Berlusconi che presidia minaccioso l'aula di Montecitorio, e i molti commentatori che hanno descritto un clima di vera e propria militarizzazione dei parlamentari della maggioranza: si è parlato di minacce e ricatti.
Ricorderemo le parole del ministro (!!) Calderoli a gelare chi contava nel buon senso di una parte dei parlamentari della maggioranza: "I franchi tiratori non ci sono perchè tutti sanno che il voto segreto in realtà tanto segreto non è ... Il voto si fa con delle macchine e dietro le macchine ci sono gli uomini e gli uomini sono quelli del servizio informatica del Senato come della Camera".
Ricorderemo tutto questo perché abbiamo il dovere di ricordarlo.
A patto però di non dimenticarlo in nome della disputa prossima ventura su qualcuna di quelle questioni di lana caprina che tanto appassionano la gente di sinistra.

«L'intelletto non ci rende soltanto più razionali, ci rende anche, purtroppo, più pericolosi»
(Simon Wiesenthal)