|
|
La foga pseudo-riformista del governo
Berlusconi di fine legislatura ha partorito la nuova legge elettorale,
che tra qualche giorno sarà approvata definitivamente dal Senato.
Si tratta di un sistema studiato con incredibile cinismo dall'attuale maggioranza
di governo per capovolgere a proprio vantaggio, almeno sulla carta, le
previsioni nell'attribuzione dei seggi.
E' una legge che chiederà agli elettori solo di scegliere un partito,
indicandolo in una scheda in cui non troveremo neanche scritti i nomi dei
candidati, perché a quello penseranno direttamente i partiti che
ne stabiliranno l'ordine di elezione.
Un incredibile sistema proporzionale, capace di mettere assieme i limiti
propri, la scarsa garanzia di governabilità, con quelli del maggioritario,
l'impossibilità di esprimere la propria preferenza tra più candidati
dello stesso schieramento.
Ricorderemo l'arroganza di questa maggioranza.
Ricorderemo le leggi ad personam e il patto sconsiderato di una legge per
uno: a chi la legge elettorale, a chi la salva-Previti, a chi la devolution,
e sotto a chi tocca.
Ricorderemo questi giorni tra quelli più bui del nostro parlamento
democratico.
Ricorderemo il volto e l'espressione del presidente Berlusconi che presidia
minaccioso l'aula di Montecitorio, e i molti commentatori che hanno descritto
un clima di vera e propria militarizzazione dei parlamentari della maggioranza:
si è parlato di minacce e ricatti.
Ricorderemo le parole del ministro (!!) Calderoli a gelare chi contava
nel buon senso di una parte dei parlamentari della maggioranza: "I
franchi tiratori non ci sono perchè tutti sanno che il voto segreto
in realtà tanto segreto non è ... Il voto si fa con delle
macchine e dietro le macchine ci sono gli uomini e gli uomini sono quelli
del servizio informatica del Senato come della Camera".
Ricorderemo tutto questo perché abbiamo il dovere di ricordarlo.
A patto però di non dimenticarlo in nome della disputa prossima
ventura su qualcuna di quelle questioni di lana caprina che tanto appassionano
la gente di sinistra.
«L'intelletto
non ci rende soltanto più razionali, ci rende anche, purtroppo,
più pericolosi»
(Simon Wiesenthal)
|
|