cattivo gusto

  di roberto bellassai  

 

Immaginate che a qualcuno un giorno venga in mente di “illuminare artisticamente” il Taj Mahal (India), illuminarlo nella maniera che hanno illuminato quella parte del centro storico di Noto, che purtroppo per noi è un esempio di improvvisazione e di “cattivo gusto” sia sotto l'aspetto tecnico che estetico.
Il Taj Mahal a seconda della stagione, dell'ora del giorno, dell'aria e della luce, dà sensazioni sempre nuove e diverse al fruitore, per cui sarebbe un crimine tentare di illuminarlo. Cosa mai avvenuta per fortuna! A Noto, invece, sono già stati “illuminati artisticamente “ alcune facciate di palazzi e di chiese barocche della zona aurea, i cui risultati estetici - a parte la chiesa di S. Chiara - rientrano nella ordinaria “banalizzazione” degli interventi ad opera delle Istituzioni preposte.
Alle facciate barocche si sono collocate vistosamente a occhio nudo, “padelle nere”, “faretti “, “fari grossi” e “tazze con alimentatore” colore avorio, una “batteria da cucina” in metallo smaltato, che ne cancella la cromatura, deturpando l'identità dei luoghi.
Non siamo contrari all’illuminazione artistica dei monumenti storici,siamo contro questa illuminazione spacciata per artistica, che manca totalmente di rispetto non solo alla cromatura e alla musicalità delle facciate - i corpi illuminanti non devono essere visti - ma al suo spirito e alla sua essenza! Si sono scavati tre fossati nel cuore del centro storico - Piazza Municipio e chiesta di S. Camillo - da cui emergono le visiere delle cabine elettriche che restringono le piazze e rompono violentemente con il contesto storico-architettonico.
Giorno 3 Settembre c.a., è apparso un articolo su La Sicilia, dal titolo: Illuminazione artistica,il centro incanta i turisti e i cittadini, a firma di Giuseppe Fianchino.
Ci chiediamo: Ma di quali turisti e di quali cittadini si parla!? Non è una questione di opinioni personali o di maggioranza o minoranza - siamo fin troppo nel relativismo basso - il problema non è di dare un giudizio-consenso soggettivo, ma di una valutazione “oggettiva”.
Il carattere irrazionale dell'arte barocca non può concepire valutazioni parziali da parte di una soggettività che non tiene conto dei canoni espressivi che questa ha espresso ed esprime. La sua irrazionalità non può che essere compresa da una mente e da un occhio “oggettivo “ tendenti verso una obiettività rotonda e compiuta nel campo dell'arte.
Nel barocco come stile architettonico vi è il superamento della parola, di conseguenza i vistosi corpi illuminanti collocati sulle facciate non portano al suo superamento e nemmeno nella parola, ma in un sottolinguaggio che stride con la bellezza e l'armonia delle facciate e del suo contesto. Ogni facciata è un “campo vibrazionale”,con cui il fruitore stabilisce delle “aure” con l'opera d'arte.
La Soprintendenza ai beni culturali di Siracusa, è quasi assente, sembra che viva alla giornata, non ha mai fatto un “piano della luce “, né quello del colore.
Una Città con un centro storico come quello di Noto, riconosciuta dall'Unesco patrimonio dell’Umanità, oltre ad avere bisogno di una reale e attiva presenza delle Istituzioni preposte, ha soprattutto necessità di un turismo culturale qualificato per fare crescere sotto l'aspetto culturale ed estetico la Città.
... “Il nostro perdersi oggi è soprattutto un black out della sensibilità”, dice l'antropologo Franco La Cecia.

interviene il portavoce del comitato per i diritti del cittadino di noto