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Immaginate che a qualcuno un giorno
venga in mente di “illuminare artisticamente” il Taj Mahal
(India), illuminarlo nella maniera che hanno illuminato quella parte
del centro storico di Noto, che purtroppo per noi è un esempio
di improvvisazione e di “cattivo gusto” sia sotto l'aspetto
tecnico che estetico.
Il Taj Mahal a seconda della stagione, dell'ora del giorno, dell'aria e
della luce, dà sensazioni sempre nuove e diverse al fruitore, per
cui sarebbe un crimine tentare di illuminarlo. Cosa mai avvenuta per fortuna!
A Noto, invece, sono già stati “illuminati artisticamente “ alcune
facciate di palazzi e di chiese barocche della zona aurea, i cui risultati
estetici - a parte la chiesa di S. Chiara - rientrano nella ordinaria “banalizzazione” degli
interventi ad opera delle Istituzioni preposte.
Alle facciate barocche si sono collocate vistosamente a occhio nudo, “padelle
nere”, “faretti “, “fari grossi” e “tazze
con alimentatore” colore avorio, una “batteria da cucina” in
metallo smaltato, che ne cancella la cromatura, deturpando l'identità dei
luoghi.
Non siamo contrari all’illuminazione artistica dei monumenti storici,siamo
contro questa illuminazione spacciata per artistica, che manca totalmente
di rispetto non solo alla cromatura e alla musicalità delle facciate
- i corpi illuminanti non devono essere visti - ma al suo spirito e alla
sua essenza! Si sono scavati tre fossati nel cuore del centro storico -
Piazza Municipio e chiesta di S. Camillo - da cui emergono le visiere delle
cabine elettriche che restringono le piazze e rompono violentemente con
il contesto storico-architettonico.
Giorno 3 Settembre c.a., è apparso un articolo su La Sicilia, dal
titolo: Illuminazione artistica,il centro incanta i turisti e i cittadini,
a firma di Giuseppe Fianchino.
Ci chiediamo: Ma di quali turisti e di quali cittadini si parla!? Non è una
questione di opinioni personali o di maggioranza o minoranza - siamo fin
troppo nel relativismo basso - il problema non è di dare un giudizio-consenso
soggettivo, ma di una valutazione “oggettiva”.
Il carattere irrazionale dell'arte barocca non può concepire valutazioni
parziali da parte di una soggettività che non tiene conto dei canoni
espressivi che questa ha espresso ed esprime. La sua irrazionalità non
può che essere compresa da una mente e da un occhio “oggettivo “ tendenti
verso una obiettività rotonda e compiuta nel campo dell'arte.
Nel barocco come stile architettonico vi è il superamento della
parola, di conseguenza i vistosi corpi illuminanti collocati sulle facciate
non portano al suo superamento e nemmeno nella parola, ma in un sottolinguaggio
che stride con la bellezza e l'armonia delle facciate e del suo contesto.
Ogni facciata è un “campo vibrazionale”,con cui il fruitore
stabilisce delle “aure” con l'opera d'arte.
La Soprintendenza ai beni culturali di Siracusa, è quasi assente,
sembra che viva alla giornata, non ha mai fatto un “piano della luce “,
né quello del colore.
Una Città con un centro storico come quello di Noto, riconosciuta
dall'Unesco patrimonio dell’Umanità, oltre ad avere bisogno
di una reale e attiva presenza delle Istituzioni preposte, ha soprattutto
necessità di un turismo culturale qualificato per fare crescere
sotto l'aspetto culturale ed estetico la Città.
... “Il nostro perdersi oggi è soprattutto un black out della
sensibilità”, dice l'antropologo Franco La Cecia.
interviene
il portavoce del comitato per i diritti del cittadino di noto |
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