l'ordine del giorno presentato all'ARS il 22 gennaio 2003 da roberto de benedicts

     


L’ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

CONSIDERATO:
- i recenti arresti operati dalla Procura della Repubblica di Siracusa (...)
- le enormi preoccupazioni che da tale scenario, ove confermato, derivano per la salute delle popolazioni (...)
- l’annunciata fuoriuscita dell’ENI dal settore della chimica in Italia (...)
- il peso che le relative produzioni rivestono all’interno del tessuto industriale siciliano;
- il danno che ne deriverebbe per la già precaria situazione occupazionale nell’isola, in particolare negli stabilimenti dell’area petrolchimica di Melilli-Priolo, (...)
- che tale riduzione di posti lavoro avrebbe effetti drammatici sull’intera economia dell’area interessata, già pesantemente penalizzata da un drastico depauperamento degli occupati negli ultimi dieci anni;
- che occorre invece mantenere, rendendole sicure, le produzioni esistenti, incentivando gli investimenti necessari a garantirne competitività nel mercato e rispetto della compatibilità con il territorio e con l’ambiente;
- che è necessario altresì tutelare l’ambiente e la salute delle popolazioni interessate nelle aree in oggetto attraverso lo strumento del Piano di Risanamento Ambientale, ormai datato al maggio 1995 e per il quale lo Stato accreditò alla Regione Siciliana una prima trance di 140 miliardi di vecchie lire, ma rimasto del tutto inattuato per ciò che concerne gli interventi pubblici;
- che occorre pertanto concordare fra tutti i soggetti imprenditoriali interessati, le rappresentanze dei lavoratori e le istituzioni locali un piano organico ed integrato per la difesa dei comparti industriali e la promozione di ulteriori insediamenti produttivi e manifatturieri, anche attraverso l’incentivazione di interventi di ammodernamento ed adeguamento degli impianti esistenti, di messa in sicurezza delle attuali produzioni, di bonifica delle aree dismesse, di miglioramento dei servizi alle imprese e di realizzazione di interventi strutturali in tutti i settori da cui dipendono le attività industriali;
- che per tale scopo occorre promuovere la redazione e la stipula di un Accordo di Programma quadro, secondo il modello già sperimentato per l’area industriale di Portomarghera, che per la dimensione e la rilevanza delle questioni poste veda partecipi, oltre ai soggetti sopra citati, sia il governo regionale che quello nazionale;

IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad attivarsi nell’ambito dei propri compiti e responsabilità istituzionali, al fine di pervenire alla esauriente conoscenza di ogni fattore di inquinamento per l’ambiente e di rischio per la salute e la sicurezza nelle aree interessate dalle produzioni chimiche in oggetto;
- a promuovere e mettere in atto, per quanto di competenza, tutti i provvedimenti e le iniziative necessarie ad eliminare i suddetti fattori di inquinamento e di rischio per l’ambiente e la salute dei cittadini;
- a sviluppare ogni possibile azione atta ad impedire la dismissione delle produzioni chimiche in Sicilia, a garantire il mantenimento degli stabilimenti e dei livelli occupazionali esistenti, a promuovere ed incentivare l’insediamento di nuove attività industriali, in un quadro complessivo di compatibilità e sostenibilità ambientale;
- ad attivarsi presso tutte le sedi e nelle forme necessarie, per promuovere la redazione e la sottoscrizione di accordi di programma finalizzati alla difesa ed il rilancio delle produzioni industriali in Sicilia, con particolare urgenza per l’area di Melilli-Priolo;
- a partecipare fattivamente, con risorse finanziarie proprie e/o derivate, al sostegno dei predetti accordi di programma;
- a chiedere e conseguire analoga concreta partecipazione da parte del Governo nazionale;
- ad ottenere la effettiva partecipazione dell’ENI a tutti i lavori di preparazione dell’accordo di programma, essendone il Ministero del Tesoro azionista di maggioranza;
- ad impegnarsi per dare corso alla esecuzione degli interventi previsti nel Piano di Risanamento Ambientale, ad oggi del tutto inattuato per la parte di spesa pubblica nonostante gli ingenti finanziamenti che lo Stato ha da tempo trasferito alla Regione Siciliana. chiare un fondo di barile che presto si bucherà.