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L’ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
CONSIDERATO:
- i recenti arresti operati dalla Procura della Repubblica di Siracusa
(...)
- le enormi preoccupazioni che da tale scenario, ove confermato, derivano
per la salute delle popolazioni (...)
- l’annunciata fuoriuscita dell’ENI dal settore della chimica
in Italia (...)
- il peso che le relative produzioni rivestono all’interno del tessuto
industriale siciliano;
- il danno che ne deriverebbe per la già precaria situazione occupazionale
nell’isola, in particolare negli stabilimenti dell’area petrolchimica
di Melilli-Priolo, (...)
- che tale riduzione di posti lavoro avrebbe effetti drammatici sull’intera
economia dell’area interessata, già pesantemente penalizzata
da un drastico depauperamento degli occupati negli ultimi dieci anni;
- che occorre invece mantenere, rendendole sicure, le produzioni esistenti,
incentivando gli investimenti necessari a garantirne competitività
nel mercato e rispetto della compatibilità con il territorio e
con l’ambiente;
- che è necessario altresì tutelare l’ambiente e la
salute delle popolazioni interessate nelle aree in oggetto attraverso
lo strumento del Piano di Risanamento Ambientale, ormai datato al maggio
1995 e per il quale lo Stato accreditò alla Regione Siciliana una
prima trance di 140 miliardi di vecchie lire, ma rimasto del tutto inattuato
per ciò che concerne gli interventi pubblici;
- che occorre pertanto concordare fra tutti i soggetti imprenditoriali
interessati, le rappresentanze dei lavoratori e le istituzioni locali
un piano organico ed integrato per la difesa dei comparti industriali
e la promozione di ulteriori insediamenti produttivi e manifatturieri,
anche attraverso l’incentivazione di interventi di ammodernamento
ed adeguamento degli impianti esistenti, di messa in sicurezza delle attuali
produzioni, di bonifica delle aree dismesse, di miglioramento dei servizi
alle imprese e di realizzazione di interventi strutturali in tutti i settori
da cui dipendono le attività industriali;
- che per tale scopo occorre promuovere la redazione e la stipula di un
Accordo di Programma quadro, secondo il modello già sperimentato
per l’area industriale di Portomarghera, che per la dimensione e
la rilevanza delle questioni poste veda partecipi, oltre ai soggetti sopra
citati, sia il governo regionale che quello nazionale;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad attivarsi nell’ambito dei propri compiti e responsabilità
istituzionali, al fine di pervenire alla esauriente conoscenza di ogni
fattore di inquinamento per l’ambiente e di rischio per la salute
e la sicurezza nelle aree interessate dalle produzioni chimiche in oggetto;
- a promuovere e mettere in atto, per quanto di competenza, tutti i provvedimenti
e le iniziative necessarie ad eliminare i suddetti fattori di inquinamento
e di rischio per l’ambiente e la salute dei cittadini;
- a sviluppare ogni possibile azione atta ad impedire la dismissione delle
produzioni chimiche in Sicilia, a garantire il mantenimento degli stabilimenti
e dei livelli occupazionali esistenti, a promuovere ed incentivare l’insediamento
di nuove attività industriali, in un quadro complessivo di compatibilità
e sostenibilità ambientale;
- ad attivarsi presso tutte le sedi e nelle forme necessarie, per promuovere
la redazione e la sottoscrizione di accordi di programma finalizzati alla
difesa ed il rilancio delle produzioni industriali in Sicilia, con particolare
urgenza per l’area di Melilli-Priolo;
- a partecipare fattivamente, con risorse finanziarie proprie e/o derivate,
al sostegno dei predetti accordi di programma;
- a chiedere e conseguire analoga concreta partecipazione da parte del
Governo nazionale;
- ad ottenere la effettiva partecipazione dell’ENI a tutti i lavori
di preparazione dell’accordo di programma, essendone il Ministero
del Tesoro azionista di maggioranza;
- ad impegnarsi per dare corso alla esecuzione degli interventi previsti
nel Piano di Risanamento Ambientale, ad oggi del tutto inattuato per la
parte di spesa pubblica nonostante gli ingenti finanziamenti che lo Stato
ha da tempo trasferito alla Regione Siciliana. chiare un fondo di barile
che presto si bucherà.
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