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Ero già stato a Barbiana
con la mia famiglia per partecipare alla Marcia contro la Riforma Moratti.
Erano stati gli ex allievi di Don Milani, nel 2002, delusi dalla bozza
di riforma della scuola, a lanciare l'appello ad insegnanti, sindacati,
genitori, alunni e società civile, per rilanciare il messaggio
di Barbiana: "Per una scuola di tutti e di ciascuno". A migliaia
abbiamo aderito all'appello, e da allora la marcia si ripete ogni anno
a maggio.
Questa volta saliamo da soli, senza alcun evento, per sostare nel luogo
da cui Don Milani, negli anni del boom economico, ha annunciato la sua
teologia della liberazione per riscattare i parrocchiani del Monte Giovi.
Oggi il Mugello è una valle ricca, in pieno sviluppo turistico,
ma fino a pochi decenni or sono la vita sulle montagne, era davvero dura:
senza acqua corrente, senza luce elettrica, senza strade e senza telefono.
I montanari erano esclusi dalla vita civile e sociale, i loro figli frequentavano
le pluriclassi (5 classi in una), e rimanevano analfabeti per tutta la
vita, lavorando terre e pascolando greggi che nemmeno gli appartenevano.
Non è difficile raggiungere la chiesa di S. Andrea di Barbiana.
Siamo a circa 30 chilometri da Firenze, in territorio di Vicchio del Mugello,
il comune che ha dato i natali a Giotto ed al Beato Angelico. Noi arriviamo
una domenica mattina del mese di luglio, due pulmini ci nascondono il prospetto
della chiesetta. Una comunità parrocchiale di Vicenza è riunita
attorno a Michele Gesualdi; è in Toscana per un giro di 3 giorni
con l'intento di visitare i luoghi in cui sono vissuti Giorgio La Pira
e don Lorenzo Milani. Hanno incontrato testimoni, amici e studiosi dei
due e si accingono a concludere il loro week-end celebrando la messa nella
chiesetta. Entriamo nell'aula che fu la Scuola di Barbiana (tutto è rimasto
intatto dal 1967, anno della morte di Don Lorenzo) e cogliamo l'occasione
per ascoltare anche noi la testimonianza di colui che assieme al fratello
Francesco (detto Francuccio), visse in canonica con il priore dal 1957
fino alla sua morte. Francesco Gesualdi oggi dirige a Vecchiano (Pisa)
il Centro Nuovo Modello di Sviluppo che si occupa di boicottaggi e di commercio
equo, e pubblica periodicamente il Manuale per un Consumo Critico (Ed.
Feltrinelli). L'edizione del 2005 ha per titolo Sobrietà.
Michele ha dedicato gran parte della sua vita all'attività sindacale
nella Cisl della Toscana, e dal 1995 al 2003 è stato Presidente
della Provincia di Firenze con una giunta di Centrosinistra. Tolti i panni
del politico, da due anni ha ripreso a diffondere il pensiero di Don Milani
attraverso la Fondazione a lui dedicata. "Viene citato troppo spesso
a sproposito- sostiene - e per questo bisogna ridargli la parola continuando
a pubblicare tutto il materiale inedito di cui siamo in possesso".
Ci soffermiamo a commentare l'ultima pubblicazione che ha curato, "Una
lezione alla scuola di Barbiana" (Lef, Firenze 2004 - Euro 6). Una
vecchia registrazione, adesso trascritta fedelmente, in cui Don Milani
si confronta con gli alunni di una scuola media di Borgo San Lorenzo. "Si
tratta di un documento per molti aspetti fortemente attuale - ha scritto
nella prefazione -, un'appassionata lezione ai giovani piena di stimoli
critici verso le inutilità, le mode, la perdita di tempo, fornendo
nel contempo le motivazioni di un impegno dei giovani nel sociale e verso
i più bisognosi". Michele continua a raccontare aneddoti ed
episodi per noi sconosciuti della sua vita assieme al sacerdote, parla
con molta disponibilità del suo impegno nel sindacato, in politica,
tra i ragazzi delle scuole. Sono molti, assieme ai fratelli Gesualdi, gli
ex allievi di Barbiana che hanno scelto di dedicare la loro vita all'impegno
sociale. Ce ne torniamo a valle con la certezza che le idee di Don Milani
continuano a camminare senza sosta sulle loro gambe.
le
suggestioni della scuola di don milani
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