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Alla Prof. Angela Adamo
Carissima collega,
ho appena finito di leggere il tuo articolo "Scuola violenta" pubblicato
su Idea solidale' di marzo che ho trovato nella saletta d'attesa del
Centro Le Nereidi, e sono qui con un groppo alla gola e tanta voglia
di piangere perché mi hai fatto rivivere il mio periodo di 'apprendistato'
all'ingiustizia, alla violenza e all'assoluta mancanza di pietà che
ho vissuto anch'io dalle suore, cui mi ribellavo con altrettanta violenza
e determinazione.
Mia madre purtroppo non mi permise di cambiare scuola e mi toccò subirle,
e loro subire me (ero un'iscritta pagante) fino alla terza media, finché mi
vietarono di sostenere gli esami di licenza media perché mi ero
permessa di presentarmi con una camicetta senza maniche! Avevo solo 12
anni. Ne fui felice. Ricordo ancora il senso di liberazione totale e
la felicità di quando uscii da quel portone e guardai il mare
davanti a me……
In seguito, quella violenza l'ho sperimentato anche come docente. Mi
ribellavo, mi sono sempre ribellata, pagando spesso di persona, ma ho
sempre difeso i miei alunni, tanto che ho finito per specializzarmi nel
'recupero dello svantaggio', ruolo non sempre beneaccetto dai colleghi
curriculari, ma che mi ha dato modo di aiutare concretamente alunni che,
svantaggiati socialmente, subivano vessazioni e isolamento e umiliazioni,
aiutandoli a credere nelle proprie capacità che altrimenti non
sarebbero emerse e dando loro fiducia in se stessi.
Anche se può sembrare banale, ti ringrazio di cuore per quello
che hai scritto e mi rammarico di non avere incontrato nella mia carriera
scolastica, dei colleghi come te. la
prof. angela adamo è vicepresidente
del centro antiviolenza le nereidi
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