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| di pietro valenti | ||
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Intrecci o laboratori municipali sono, volendo, le facce della stessa medaglia. I Governi nazionali e locali di centro destra con leggi repressive, negazioni di diritti e l’indebolimento delle strutture pubbliche a favore dei privati, hanno posto le condizioni a una maggiore aggregazione della sinistra, ma nello stesso tempo una vera verifica sulle passate “minchiate” realizzate dal centro sinistra al Governo, proprio “in quel posto” dove l’abbiamo presa con forti mal di pancia. Ricordiamo la Napolitano-Turco e la flessibilità del mercato del lavoro come due pessimi esempi di politica d’innovazione al contrario. Tutto questo ha dato anche forza e vigore e stimoli a movimenti e ad associazioni che fanno parte della società civile democratica, favorendo le mobilitazioni di piazza. Dunque Intrecci, intrecciare situazioni, erano termini usati dalle nostre parti per relazioni amorose sia extra che in. Ci voleva l’ARCI Sicilia per svilire quel significato così intrigante e fascinoso. L’intreccio è una forma dialettica e di relazioni condivise di soggetti che hanno come fine un cambiamento innovativo possibile. La trasformazione programmatica e organizzata di idee e di risanamento politico, morale, etico, culturale da parte di associazioni, rappresentanze di base, sindacali, del volontariato impegnato, di categorie economiche e produttive, comunità ecc… è la strada che Intrecci vuole percorrere. L’occupazione degli spazi democratici sono infiniti, sebbene appaiono ridotti, non solo perché negati, ma perché spesso dimentichiamo che la “socialità dal basso” è l’unica espressione vera di partecipazione attiva al cambiamento. Le rappresentanze istituzionali, elette nei luoghi decisionali del potere politico ed economico, ben sappiamo che spesso avvengono, attraverso diktat di lobby, interessi personali, categorie forti e, peggio ancora, politico mafiosi. Allora, l’intreccio buono si traduce abilitando tutti i soggetti del cambiamento all’unità, rispettando le proprie diversità; compito certamente ingrato, sarà includere contraddizioni che emergeranno in fase di costruzione di Intrecci. Questo processo di trasformazione per una società più giusta si pone di annullare: le negazioni di diritti, il rifiuto di domanda di socialità di ceti non rappresentati, e l’intermediazione clientelare istituzionale. Attualmente interessi politico-economico-mafiosi, attuano tenacemente in modo repressivo un potere disarmante alle istanze di cambiamento. L’ARCI sarà impegnata a promuovere localmente laboratori municipali, momenti di aggregazione riferiti alla democrazia partecipativa come fulcro centrale, che ha nelle sue derivazioni l’affermazione delle rappresentatività dal basso e i diritti negati, l’inclusione sociale di fasce deboli ed emarginate. Si possono stabilire per un nuovo municipio parti statutarie e protocolli d’intesa per una democrazia allargata e l’attivazione di nuovi statuti decisionali che strettamente collaborano con gli enti di governo, allargate al maggior numero di soggettività rappresentative, finalizzate ad un processo sociale ed economico, per un cambiamento possibile. Ai prossimi appuntamenti conviviali su Intrecci, non saranno proposti menù fissi, quindi assenza di tesi precostituite in partenza. Personalmente ritengo che la complessità del vasto assortimento di proposte politico-sociali-culturali impongono una strategia programmatica in grado di non mettere “il tutto” dentro uno stesso calderone. Quindi ritengo indispensabile l’individuazione di gruppi di lavoro tematici che siano l’espressione di conoscenze ed esperienze, onde evitare la dispersione della pluralità e genericità dei problemi. Il tutto deve rientrare comunque in una visione unitaria. È una questione di metodo che permetterebbe un sistematico e costante lavoro organizzato. Vogliamo e dobbiamo rilanciare a Siracusa e in provincia idee e protagonisti (alcuni persi per strada, da recuperare, altri ancora impegnati), che si riappropriano e allargano gli spazi di democrazia e diritti negati. A conclusione su Intrecci Solidali l’Arci ha speso tanto, laboratori municipali sono già diffusi in molte città, specie al nord; la tendenza è in aumento con esperienze innovative e significative di cambiamento. Le voglie di espressione di nuove soggettività, di movimenti e di socialità dal basso ecc… aprono nuove strade al cambiamento possibile. Rappresentano oggi, rispetto ai partiti l’esenzioni di interessi individuali e particolari. Oggi dobbiamo registrare un ritardo notevole nei partiti diventati d’opinione e verticistici, e in affanno nell’interpretare i bisogni di una società certamente molto complessa. A Intrecci il ruolo assegnato ai partiti diventa interlocutorio e propositivo. Non contro i partiti, ma prevale il timore che le logiche di potere e interessi clientelari elettorali possano mettere a rischio un processo democratico, trasparente e partecipativo; è ovvio che anche individualmente chiunque può contribuire a questo disegno programmatico di cambiamento. Rinnovare la politica delle spettanze di tutti i cittadini senza nessuno escluso, creare le condizioni per fare emergere le differenze dentro un movimento di movimenti e di associazioni che sappiano al meglio fare un percorso comune di democrazia partecipativa organizzata. proposta per un cambiamento possibile |