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Si è svolto in Sala Dante
il convegno mostra organizzato dal comitato SDI di Noto. Un incontro
di carattere culturale nato dal bisogno sincero degli esponenti del comitato
cittadino di rintracciare le radici del movimento socialista a Noto,
di fare un affondo nella memoria storica e culturale della città per
ritrovare il senso vero di un’identità. “Non si tratta
del varo del partito”, ha voluto precisare in apertura l’avv.
Giorgio Giannone, esponente del comitato SDI, “ma di un momento
preliminare e necessario di riflessione per parlare di politica nel senso
più nobile del termine, di ideali e di uomini che in nome di un’idea
hanno messo in gioco e sacrificato la propria vita”. Giannone ha
poi annunciato un prossimo incontro di carattere prettamente politico
e che punterà l’attenzione sull’azione politica del
Partito Socialista dal secondo dopoguerra ai giorni nostri.
La parola è poi passata alla dott.ssa Cettina Raudino, moderatrice
della serata, che ha presentato i relatori: il dott. Enzo Palamenghi, nipote
di Ugo De Fecondo, fondatore della prima lega socialista a Noto nei primi
del ‘900 e il prof. Enzo Papa, intellettuale di spicco nel panorama
culturale, scrittore e critico letterario di origini netine. Nella sua
introduzione Cettina Raudino ha messo l’accento sullo scadimento
dell’azione politica attuale, “imbrigliata nelle logiche della
speculazione, dell’affarismo, o nel migliore dei casi, della faziosità che
annulla ogni programma di più vasto respiro, che perde di vista
il senso ultimo delle sue finalità, il bene comune”. Il dott.
Palamenghi ha tratteggiato un commosso ricordo del nonno, Ugo De Fecondo,
ripercorrendo fra memorie familiari, pagine di storia locale e articoli
di giornali del tempo, come “Il Proletario”, diretto proprio
dal De Fecondo, un importantissimo segmento di storia netina.
Grazie alla testimonianza di Palamenghi si è fatta luce su una figura
di grande spessore umano e culturale che impresse una impronta forte nella
Noto del primo ‘900.
De Fecondo, innamoratosi dell’idea socialista, lasciò la sua
città natale, Padova, e un destino di sicura agiatezza e prestigio
sociale per andare incontro ad una vita scomoda e dura segnata dalla persecuzione
e, negli anni del Fascismo, dall’esilio e dal confino. “E’ un
sole che nasce non un sole che tramonta” sono state le ultime parole
che De Fecondo, riferendosi al Socialismo, rivolse in punto di morte ai
propri figli.
Una sintesi completa e sostenuta da lucida ricerca storica è stato
poi l’intervento del prof. Papa che ha ricostruito la temperie culturale
e politica della Noto a partire dal 1860, per arrivare, alla crisi degli
intellettuali del secondo dopoguerra. Prima di entrare nel merito del suo
excursus storico-culturale, Papa ha voluto ribadire il difficile rapporto
e al tempo stesso l’intima connessione fra Politica e Cultura, un
rapporto che è veramente costruttivo solo quando la cultura è indipendente
dal potere politico. Un affondo in una Noto poco esplorata, quella socialista,
anticlericale, borghese, anarchica e massone attraverso le famiglie e i
personaggi che ne calcarono la scena.
Il prof. Papa ha voluto ricordare come la Noto degli inizi del ‘900,
pur nella sua marginalità geografica, fu protagonista di una grandissima
stagione culturale recependo tutti i più nuovi fermenti europei
del tempo: la sua classe intellettuale vantò personalità di
grande rilievo come Corrado Avorio e Francesco Cassone. Interessante anche
la sezione documentaria allestita dallo studio Barnum nella sala Dante.
cultura
e politica a noto fra '800 e '900 in un convegno-mostra a cura del
comitato sdi di noto
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