i dubbi di don ferrante

  di enzo parisi  

 

Il comunicato stampa del 23 giugno 2005 dice: «Il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, commissario delegato per l’emergenza rifiuti, ha insediato oggi a Palazzo d’Orleans il “Comitato scientifico di garanzia”. Il provvedimento si inquadra nell’ambito del Piano di gestione integrata dei rifiuti solidi urbani per l’intera Regione Siciliana, che consentirà il superamento dello stato d’emergenza. Si tratta di un organismo, composto da personalità di assoluta obiettività e di riconosciuto valore scientifico, la cui opera è finalizzata ad esercitare un rigoroso controllo sugli effetti della gestione integrata dei rifiuti solidi urbani, perché questa possa svolgersi nel più assoluto rispetto dell’ambiente».
Lì per lì pare quasi che il commissario / presidente si sia accorto delle sempre più vaste proteste contro il suo piano degli inceneritori e, dopo un anno e mezzo, si sia premurato di nominare un altro comitato per vedere se c’è qualche problema. “Abbiamo costituito questo comitato scientifico perché vogliamo che un organismo al di sopra delle parti vigili attentamente sulla gestione integrata dei rifiuti in modo da garantire serenità ai siciliani. Vogliamo che venga effettuato un efficace controllo sulle eventuali refluenze che la realizzazione dei termovalorizzatori possa (sic!) avere sulla salute dei cittadini”, afferma, protettivo, Cuffaro. In realtà è solo un maldestro tentativo di deviare l’attenzione dalle gravi responsabilità di chi ha costruito un mostruoso piano degli inceneritori, li ha collocati in zone del tutto inidonee violando la normativa ambientale ed ha commesso abusi ed illegittimità plateali sulle quali indaga la Magistratura. D’altronde come la pensi il presidente è risaputo: ha più volte dichiarato che gli inceneritori non producono diossina e non fanno male alla salute. Forse adesso ci ha ripensato non volendo fare la fine di quel Don Ferrante che nei Promessi Sposi negava l’esistenza della peste. La questione dell’impatto sanitario è stata da gran tempo sollevata dagli ambientalisti, dalle amministrazioni comunali, dai comitati cittadini, dalla Chiesa siciliana e dall’ordine dei medici di varie località. Legambiente ed il WWF, nel chiedere alla Commissione Europea l’avvio di una procedura d’infrazione su questo caso, segnalavano che “In violazione dell’art. 174 del Trattato paragrafo 2 e della Risoluzione del Parlamento Europeo adottata il 14.12.2000 sul principio di precauzione, gli Studi di Impatto Ambientale ed i pareri espressi dalla Commissione VIA sui sistemi di smaltimento difettano delle considerazioni sugli effetti sanitari che caratterizzano i sistemi scelti e manca una puntuale analisi degli studi epidemiologici sull'incidenza delle emissioni degli inceneritori sull'insorgenza di sarcomi dei tessuti molli e di linfomi non-hodgkin nelle popolazioni che vivono nelle zone limitrofe agli stessi, in relazione alle caratteristiche tecniche degli impianti previsti”. La stessa Commissione VIA, consapevole delle deficienze, prescriveva nuovi e più approfonditi studi sanitari prima della realizzazione degli inceneritori. Nonostante ciò il commissario / presidente ha autorizzato tutti gli impianti e ora tenta di placare le contestazioni con una trovata che immagina astuta ma che non ingannerà nessuno. Anche Cuffaro ormai sa che l’aspetto positivo e confortante (per noi) della lunga battaglia contro il piano dei rifiuti e degli inceneritori è che il movimento d’opposizione cresce e non accenna a scemare. A riprova che le proteste sono ragionate e fondate, civili e responsabili, c’è la decisa presa di posizione dei sindacati CGIL, CISL e UIL che chiedono di rivedere integralmente il piano e di basarlo sulla riduzione, sulla raccolta differenziata, sul riciclo e su recupero piuttosto che sull’incenerimento massivo. E allora a che serve questa commissione se, come prevede la legge, gli studi sugli effetti sanitari devono essere fatti prima del rilascio delle autorizzazioni e a spese delle imprese interessate sotto il controllo degli enti pubblici? A che serve fare ulteriori studi nella zona di Augusta dove i dati già disponibili e certificati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) forniscono un quadro drammatico che impone di delocalizzare piuttosto che inserire altri impatti? Perché del comitato di Cuffaro non fanno parte quegli epidemiologi ambientali dell’ISS che sugli effetti sanitari (negativi) di inceneritori e discariche hanno prodotti numerosi studi? Come mai, invece, ne fanno parte componenti dell’Organismo di Vigilanza e Controllo – altro comitato nominato da Cuffaro e pagato dalle imprese – che non pare abbiamo particolari competenze in epidemiologia? A presiedere il comitato è stato chiamato l’ex ministro della Sanità, Umberto Veronesi, la faccia più nota del fund raising a favore della ricerca medico-scientifica in Italia, ma che - con tutto il rispetto - non può fornire nessuna autorevolezza ad una commissione che appare oggettivamente pensata per difendere le scelte sbagliate di Cuffaro e non la salute dei siciliani.

cuffaro, pressato dal movimento contro il suo piano dei rifiuti, chiama in soccorso il prof. veronesi