i centri commerciali naturali

  di roberto de benedictis  

 

Diffondere una nuova cultura d’impresa nell’ambito del commercio tradizionale, attraverso la promozione di forme di collaborazione fra imprese commerciali allocate in un medesimo territorio e favorire, al contempo, processi di valorizzazione dei centri storici delle città d’arte.
Sono queste le parole chiave dei nuovi modelli organizzativi del piccolo commercio, diffusi ormai in varie regioni italiane.
Un primo fondamentale passo in questa direzione è stato compiuto, anche in Sicilia, lo scorso 28 giugno, quando la IV Commissione legislativa (Territorio e Ambiente) dell’Ars, in seno al ddl sulla riforma del sistema turistico, ha approvato un mio emendamento, predisposto con la collaborazione della Confesercenti, che definisce ruolo, obiettivi, natura e funzioni dei centri commerciali naturali.
Un’importante novità attesa da moltissimi commercianti.
Nell’epoca dei consumi di massa, in cui le nuove forme di distribuzione hanno trasformato la fisionomia delle città, con la comparsa dei grandi centri commerciali periferici e la diffusione di mega strutture specializzate lungo le arterie extraurbane, che hanno prodotto, o contribuito, al declino economico e alla desertificazione dei centri storici, i centri commerciali naturali possono rappresentare uno strumento di tutela dei piccoli punti vendita contro lo strapotere della grande distribuzione organizzata e un modo per far rimanere in vita i negozi tradizionali, venendo incontro alle necessità dei vari quartieri.
La proposta è quella di riuscire a creare consorzi fra i negozianti, che insieme facciano sistema e che abbiano come scopo quello di riqualificare e valorizzare il territorio in cui operano attraverso promozioni, abbellimento dell’arredo urbano, iniziative di animazione e piani di formazione per gli operatori del settore. In una parola fare “marketing territoriale”. Ovvero trasformare il territorio in cui operano i negozianti associati in un luogo interessante da visitare. In molti casi, d’altra parte, i progetti avanzati dai centri commerciali naturali sono stati finanziati dalla Comunità Europea attraverso i fondi di Agenda 2000.
L’auspicio è che anche la Regione Siciliana riesca a guardare lontano e a cogliere la potenzialità di questi nuovi soggetti di un’offerta commerciale integrata, adeguando la propria normativa di settore alle altre regioni d’Italia (Toscana in particolare).
L’obiettivo è davvero ambizioso ma l’iter ancora lungo e insidioso: dopo l’approvazione da parte della quarta commissione legislativa all’Ars, il ddl sulla riforma del sistema turistico in Sicilia dovrà attende il passaggio in aula per diventare legge, e lì speriamo che anche l’emendamento sui centri commerciali naturali venga confermato.

nuovi modelli organizzativi