una legge contro la libertà

  di saro miano  

 

Domenica 12 e lunedì 13 giugno 2005, si voterà per l'abrogazione di alcuni commi dei vari articoli che compongono la legge 40 (P.M.A.) I pareri degli “addetti ai lavori” sulla bontà di questa legge sono tra loro, molto spesso, assolutamente contrastanti. Si deduce che quando si discute di bioetica non sono solo le conoscenze scientifiche che concorrono a crearci un'opinione, quanto la nostra formazione etica e culturale. E’, cioè, un argomento, così detto, eticamente sensibile. Tutto ciò mi incoraggia ad esporre alcune personali riflessioni, lungi dal pensare di poter essere esaustivo nel trattare un argomento così complesso e importante . Che cos'è la P.M.A.? E’ la procreazione medicalmente assistita tramite la fecondazione artificiale. Esemplificando al massimo, un ovulo si fa incontrare in provetta con uno spermatozoo e, a fecondazione avvenuta, l'eventuale embrione si impianta nell'utero della probabile futura madre (non in maniera incruenta). Chi ricorre alla P.M.A.? Le coppie che non possono avere figli perché infertili o poco fertili e, fino all'emanazione della legge, anche le coppie che, portatrici di malattie genetiche (Talassemia, fibrosi cistica e altre), desideravano, comunque, avere un figlio sano. Dal 1978, data della prima bimba nata in provetta sono stati milioni i bambini nati con la P.M.A. nel mondo. Si sentiva il bisogno di una legge? Sembra di sì, perché nel frattempo sono successe cose strane: Uteri in affitto, nonne che sono diventate mamme a 60 anni e più, bimbi nati dopo che il genitore è morto da anni, commercio di embrioni, etc. Ma non di questa legge che è liberticida, inapplicabile, probabilmente in alcuni punti incostituzionale e sicuramente viziata alla radice da pregiudizi etico religiosi. L'articolo 1 della legge (Ammesso per intero a referendum) recita: "Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana, è consentito il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, che assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito”. In queste ultime 3 Parole (Compreso il concepito) è racchiusa la chiave di lettura dell'impostazione generale data alla legge.
Al concepito, cioè all'embrione, viene accordata pari dignità giuridica della madre che lo accoglierà dentro di sé. E questo perché l'embrione in quanto tale, secondo gli estensori di legge, è già vita e quindi dovrà godere di tutte le attribuzioni di cui gode un individuo. Da ciò la conseguenza per cui non possono essere fecondati più di tre ovuli e, in ogni caso, i tre embrioni formatisi devono essere impiantati tutti e tre (Art 14, 2° comma. Ammesso a referendum) anche se il medico si è accorto, osservandoli al microscopio, che uno o più di essi non potrà evolvere in feto o addirittura sia malato.
Attenzione, osservandoli al microscopio, perché un’analisi pre-impianto, per appurare la presenza di malattie genetiche (Darwin, talassemia o altro), non è possibile, in quanto ciò non potrà portare agevolazioni alla salute dell'embrione e poi del feto (Art 13, 2° comma. Ammesso a referendum). Salvo poi poter ricorrere all’ aborto terapeutico per malattie al feto dopo 3, 4 settimane di gestazione. Assurdità lapalissiana che solo un furore ideologico poteva partorire! Ma se l’embrione è vita, lo è a maggior ragione il feto. Come si potrà ovviare a questa palese contraddizione? Ma rivedendo la 194 (Legge sull'interruzione di gravidanza) e impedendo 1’aborto! E’ fuori da ogni logica anche l'imposizione di non poter fecondare più di tre ovuli. Come se le donne, in quanto a capacità di gestazione, fossero tutte eguali, e non ci fossero differenze, quanto meno dovute all'età. La coppia prima di essere ammessa alla P.M.A. deve tentare tutte le altre possibili tecniche, con tanti saluti alla libertà della scelta terapeutica! Le coppie che possono accedere alla P.M.A. devono essere infertili o sterili (Art. 1 già menzionato). Cioè se sono fertili ma portatrici di malattie genetiche, e tuttavia desiderose di avere un figlio sano, non vi possono accedere. Ma non è finita. Il medico deve cercare di dissuadere la coppia dal ricorrervi e prospettare la possibilità dell'adozione o dell'affidamento (Art 6), come se in Italia fosse facile! E la volontà di accedervi da parte della coppia può essere revocata fino al concepimento dell'embrione (Art 6, 3° comma. Ammesso a referendum) . Cioè, se la donna, nel frattempo, scopre di avere un tumore o se il marito muore, o comunque non desidera più avere una gravidanza, deve farsi impiantare egualmente i tre embrioni. Il tempo è scaduto! E' vietata, altresì, la fecondazione eterologa, vale a dire l'utilizzazione di ovuli o semi di donatori esterni alla coppia (Art 4, 3° comma. Ammesso a referendum). E figuriamoci, se tra i pregiudizi ideologici non avrebbe trovato posto quello del sangue e della discendenza! (Occorrerebbe, a questo punto, ripristinare il reato d'adulterio). E' vietato il congelamento degli embrioni, cioè la loro conservazione (Art 14, 1° comma. Ammesso a referendum). Così che, se il primo tentativo va male, la donna sarà costretta a ricominciare la trafila, cioè rifarsi bombardare con gli ormoni, etc. E se gli embrioni non possono essere congelati e conservati, niente ricerca e impossibilità di utilizzare le cellule staminali prodotte e così utili alle cure di tante importanti malattie (Parkinson, Diabete, Alzheimer, Sclerosi multipla. Tumori, Cardiopatie, Etc..). E' vietata la clonazione di cellule embrionali mediante il trasferimento di nucleo (Art 13, 3° comma, lettera C. Ammesso a referendum). Quando si parla di clonazione si pensa subito alla clonazione di individui, cosa già assolutamente vietata da altre leggi e indipendente dalla vittoria dei si o dei no di questo referendum. In questo caso significa, invece, creare da un'unica cellula, cellule eguali aventi lo stesso nucleo. Tutto ciò è finalizzato a produrre cellule staminali in grado di guarire, come già detto, gravi malattie. Il divieto ha la stessa logica di chi pensa che è meglio chiudere le banche se è possibile che qualcuno vi rubi! Vedete, cari amici, la differenza tra uno stato laico e di diritto, quale è ancora il nostro, e uno stato confessionale, sta qui: In uno stato laico una legge non stabilisce quando inizia la vita, non " decreta" che i diritti di una vita in potenza siano superiori ai diritti di persone già esistenti. Una maggioranza o minoranza che sia non impone il proprio credo religioso agli altri, perché di questo si tratta, giustificando i propri pregiudizi con argomentazioni che sanno di terrorismo psicologico. Ma lascia alla coscienza delle persone e al loro senso di responsabilità la libertà di scelta. Beati voi, che avete già scoperto il significato di vita e soprattutto l'inizio cronologico di essa, decretandolo per legge! Ma sbaglio o fino ai primi anni cinquanta (Del ventesimo secolo) i feti non venivano battezzati perché non avevano "anima"? Questa legge andrebbe bocciata tutta e non solo i commi ammessi a referendum. Perché è il principio ispiratore che non è condivisibile. Che non è quello di salvaguardare la salute della donna, considerata solo un mero "contenitore", e aiutarla a concretizzare la sua legittima aspirazione alla maternità. Ma, piuttosto, tende a scoraggiarla e avvilirla con una " legge iniqua, e inumana che lede la sua salute e la sua dignità e impedisce la ricerca" (Umberto Veronesi). La battaglia di noi laici, credenti e non credenti, deve essere quella di divulgare i contenuti di questa assurda legge e smascherarne le vere finalità. Poiché questa non è solo una battaglia per una migliore fecondazione assistita ma una battaglia per la libertà. Cominceranno (Sono già cominciati) i viaggi della speranza nelle nazioni in cui le maglie della legge sono più larghe e la maternità sarà "accessibile" solo a chi avrà la possibilità di sostenerne gli alti costi. E la stessa cosa avverrà per la ricerca, perché le due cose sono fra loro collegate. Emblematico il trapianto di cellule staminali, avvenuto nel 2004, ad un bimbo italiano malato di talassemia e poi guarito, ottenute dal cordone ombelicale del proprio fratellino nato in provetta, in Turchia. Con la nuova legge, in Italia non sarebbe stato possibile farlo nascere!

si sentiva il bisogno di una legge sulla procreazione medicalmente assistita?