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Ad Avola tutti credono nella vocazione
turistica della città, ma ogni anno, all’inizio dell’estate,
si ripropongono le stesse contraddizioni e, ogni tanto, ne spunta pure
qualcuna di nuova.
Non c’è amministrazione, ad esempio, che non abbia puntato,
a parole o con idee bizzarre di funivie e di ascensori, su Cava Grande
del Cassibile come attrazione turistica per il rilancio economico della
città. Si pensa a moltiplicare le presenze dentro la Riserva, come
se l’impatto di centinaia di persone ogni giorno, nel mese di agosto,
non saturasse già le marmitte, gli “uruvi” del Cassibile
(li chiamiamo laghetti con la stessa enfasi con cui chiamiamo montagna
l’altopiano di Avola Antica). In realtà i veri turisti a Cava
Grande sono una minoranza. I registri presenze della forestale che censiscono
la provenienza, parlano di comitive di giovani del posto, di ragusani,
di catanesi, che vengono in giornata, solo per fare il bagno ai “laghetti” (in
alternativa agli acquascivoli - aggiungiamo noi), con il pranzo a sacco.
Gli amanti del trekking sono una minoranza, e spesso scendono in periodi
dell’anno in cui non vengono registrati.
Non si può puntare solo sulla Riserva del Cassibile per rilanciare
l’economia di Avola. Quest’anno la novità è rappresentata
dai campi da golf, quelli che Miccichè invoca per il rilancio del
turismo in Sicilia, e che si vogliono realizzare anche sull’altopiano
di Avola Antica.
C’è da chiedersi dove prenderanno l’acqua, e quanta
acqua, per innaffiare ettari di prato tutto l’anno, a latitudini
tunisine.
Certo, ad Avola, l’acqua non abbonda; appena arriva giugno, dai rubinetti,
comincia ad uscire acqua salmastra, a dimostrazione del fatto che le già precarie
falde acquifere sono ai limiti dello sfruttamento e subiscono infiltrazioni
di acqua marina. Ora i casi sono due: o ad Avola c’è poca
acqua, ed allora come si “disseteranno” i campi da golf?, oppure
l’acqua c’è, è nelle viscere calcaree dell’altopiano,
ma agli autoctoni non si concede, non si fanno nuove trivelle (per l’acqua,
non per il petrolio, per carità!), e si manda nelle case l’acqua
già salata, pronta per “calarci la pasta”, e questo è ancora
più grave.
Noi non vogliamo fare i disfattisti, siamo stanchi di sentirci dire che
siamo quelli dei no “senza se e senza ma”, pertanto rilanciamo
con alcune semplici ed umili proposte e una piccola provocazione.
Rendere Cava Grande più fruibile, attrezzando i percorsi e mettendoli
in sicurezza,visti i numerosi rischi di frane e gli incidenti già accaduti,
permettendo a gruppi organizzati, e obbligatoriamente accompagnati da esperti,
di visitare anche i siti archeologici (ddieri, grotta della cunziria, necropoli
del Cassibile), ma aumentando i controlli dentro la Riserva.
Puntare sul turismo residenziale, quello balneare, fatto di famiglie o
comitive che si fermano per almeno una o due settimane. Oggi è assolutamente
improvvisato e va organizzato ripartendo proprio dalle spiagge, che ad
Avola, grazie a Dio, non mancano. Bisogna renderle fruibili, non intendiamo
certo vendendole…. Un po’ in tutte le spiagge mancano i parcheggi,
sul lungomare mancano i servizi, gli alberghi, e gli affitti non sono organizzati
a dovere. Nei pressi della Tonnara (che non è visitabile!), a Mare
Vecchio, c’è lo scarico della fogna cittadina senza depuratore,
che inquina quotidianamente almeno un chilometro di costa (qualcuno avrà pensato
che il turismo si rilancia anche costruendo un impianto di depurazione
delle acque?).
Infine, la beffa, per coloro che durante le vacanze, oltre al mare, cercano
chiese, musei e siti archeologici.
Andiamo con ordine: in alcune chiese di Avola ci sono giovani Lsu, pagati
dal 2000 (dal Giubileo), per fare da guide ai turisti, ma i turisti non
lo sanno, perché nessuno glielo dice, o glielo vuole dire.
Il museo è chiuso e nessuno se ne occupa.
L’archeologia. All’inizio del lungomare Tremoli, a destra e
a sinistra della strada, ci sono due tabelle con su scritto: resti di Villa
Romana. Una recinzione arrugginita protegge l’area, e le erbacce
la fanno da padrone.
Non sappiamo cosa sta pensando la turista della foto passando davanti al
sito, ma proviamo ad indovinare: “se proprio non vogliono togliere
le erbacce, non sarebbe meglio togliere l’insegna?”
rendiamo
cava grande meglio fruibile |
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