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Una vittoria del centro-sinistra
non inaspettata, tranne che per qualche giornalista del luogo che più che
scrivere dei fatti del triangolo Lentini-Carlentini-Francofonte, sembra
scrivere romanzi gialli.
La vittoria era nell’aria da quando Sergio Monaco aveva accettato
la candidatura. Da allora il Sindaco del centro-destra sconfitto era rimasto
sempre più solo. Mentre Carlentini sentiva che c’erano tutte
le condizioni per ricominciare a riconquistare quella dignità che
da anni era stata smarrita: prima con la sindacatura fallimentare del centro-sinistra,
dopo con la sindacatura del Sindaco sconfitto sul quale giudizio più chiaro
non poteva essere espresso.
La vittoria è stata assai rilevante e importante per tutto il territorio
fino a Lentini, che con Carlentini si interseca in modo inscindibile.
Come tutti ricorderanno dopo l’amministrazione Raiti a Lentini, questo
territorio ha registrato una serie di sconfitte del centro-sinistra indimenticabili.
Né poteva accadere diversamente con un gruppo dirigente in gran
parte non all'altezza, e nel quale proprio negli ultimi anni si era ben
distinto lo stesso Raiti, il quale anziché far perdere le proprie
tracce, aveva avuto la presunzione di voler disegnare il futuro del centro
sinistra a Lentini e quello del suo governo municipale. Noi pensiamo che
quanto più velocemente ci si dimenticherà dell'esperienza
Raiti, tanto più si potrà nutrire qualche significativa speranza
che il centro-sinistra possa ritornare al governo della città.
Per fortuna Consiglio, lo stesso Raiti e c. non hanno fatto apparizioni
significative nel corso della campagna elettorale a Carlentini, lasciando
nelle mani dell’ottimo gruppo dirigente dei DS del luogo la gestione
della strategia da seguire per tornare a vincere.
A pregiudicare il destino del Sindaco uscente ci si è messo anche
il nuovo Sindaco di Lentini, Neri, di centro destra, che aveva chiesto
a Battaglia di potersi occupare della raccolta dei consensi nel quartiere
Santuzzi che conta migliaia di abitanti e che si stringe a Lentini senza
soluzione di continuità.
Com’era previsto e prevedibile, dato che Neri non ne azzecca una
da quando è stato eletto, è stata una catastrofe: è riuscito
a non fare eleggere persino candidati da sempre eletti…
Il quadro è chiaro e assai indicativo per il futuro, se non si smarrisce
l’intelligenza politica richiesta per ogni impresa che si vuole portare
a compimento nel migliore dei modi. Estranea, per esempio, ad altri dirigenti
dei DS che pascolano a poche centinaia di metri, la scelta di Sergio Monaco
di scegliere come assessore anche chi non risulta essere iscritto ad alcun
partito o movimento che sostiene la coalizione: è il caso di Armando
Rossitto.
Detto ciò qualche elemento su cui riflettere con serietà è presente.
Questa città da oltre dieci anni non riesce a far vincere al meglio
il centro-sinistra se non con Sergio Monaco. Lo stesso che ha ridato seguito
alla tradizione di aver un proprio deputato al territorio nord della Provincia
di Siracusa. Monaco e solo Monaco. Soggetto schivo che non ama apparire,
con qualche aspetto non chiaro. Ma chi non ne ha?
Il centro sinistra con urgenza e determinazione si deve porre il problema
del rinnovamento del suo gruppo di dirigente. A Carlentini le condizioni
ci sono. A Lentini molto meno, giacchè a dirigere il Partito c’è ancora
chi non ha alcuna difficoltà a negare la tessera dei DS a chi non
viene ritenuto degno di questa scelta.
La giunta designata da Monaco ha soggetti assai noti che hanno ben lavorato
in passato e chi, come Armando Rossito non abbiamo ancora visto all’opera.
Spero che più che pensare a ben poca cosa come la rinuncia all’indennità assessoriale,
abbia chiaro come ridare fiducia a chi pensa ancora che il centro-sinistra
sia altro rispetto al centro-destra.
l'elezione
di sergio monaco a sindaco di carlentini, con il 63 % dei voti |
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