quando si vince

  di virgilio gionfriddo  

 

Una vittoria del centro-sinistra non inaspettata, tranne che per qualche giornalista del luogo che più che scrivere dei fatti del triangolo Lentini-Carlentini-Francofonte, sembra scrivere romanzi gialli.
La vittoria era nell’aria da quando Sergio Monaco aveva accettato la candidatura. Da allora il Sindaco del centro-destra sconfitto era rimasto sempre più solo. Mentre Carlentini sentiva che c’erano tutte le condizioni per ricominciare a riconquistare quella dignità che da anni era stata smarrita: prima con la sindacatura fallimentare del centro-sinistra, dopo con la sindacatura del Sindaco sconfitto sul quale giudizio più chiaro non poteva essere espresso.
La vittoria è stata assai rilevante e importante per tutto il territorio fino a Lentini, che con Carlentini si interseca in modo inscindibile.
Come tutti ricorderanno dopo l’amministrazione Raiti a Lentini, questo territorio ha registrato una serie di sconfitte del centro-sinistra indimenticabili. Né poteva accadere diversamente con un gruppo dirigente in gran parte non all'altezza, e nel quale proprio negli ultimi anni si era ben distinto lo stesso Raiti, il quale anziché far perdere le proprie tracce, aveva avuto la presunzione di voler disegnare il futuro del centro sinistra a Lentini e quello del suo governo municipale. Noi pensiamo che quanto più velocemente ci si dimenticherà dell'esperienza Raiti, tanto più si potrà nutrire qualche significativa speranza che il centro-sinistra possa ritornare al governo della città.
Per fortuna Consiglio, lo stesso Raiti e c. non hanno fatto apparizioni significative nel corso della campagna elettorale a Carlentini, lasciando nelle mani dell’ottimo gruppo dirigente dei DS del luogo la gestione della strategia da seguire per tornare a vincere.
A pregiudicare il destino del Sindaco uscente ci si è messo anche il nuovo Sindaco di Lentini, Neri, di centro destra, che aveva chiesto a Battaglia di potersi occupare della raccolta dei consensi nel quartiere Santuzzi che conta migliaia di abitanti e che si stringe a Lentini senza soluzione di continuità.
Com’era previsto e prevedibile, dato che Neri non ne azzecca una da quando è stato eletto, è stata una catastrofe: è riuscito a non fare eleggere persino candidati da sempre eletti…
Il quadro è chiaro e assai indicativo per il futuro, se non si smarrisce l’intelligenza politica richiesta per ogni impresa che si vuole portare a compimento nel migliore dei modi. Estranea, per esempio, ad altri dirigenti dei DS che pascolano a poche centinaia di metri, la scelta di Sergio Monaco di scegliere come assessore anche chi non risulta essere iscritto ad alcun partito o movimento che sostiene la coalizione: è il caso di Armando Rossitto.
Detto ciò qualche elemento su cui riflettere con serietà è presente.
Questa città da oltre dieci anni non riesce a far vincere al meglio il centro-sinistra se non con Sergio Monaco. Lo stesso che ha ridato seguito alla tradizione di aver un proprio deputato al territorio nord della Provincia di Siracusa. Monaco e solo Monaco. Soggetto schivo che non ama apparire, con qualche aspetto non chiaro. Ma chi non ne ha?
Il centro sinistra con urgenza e determinazione si deve porre il problema del rinnovamento del suo gruppo di dirigente. A Carlentini le condizioni ci sono. A Lentini molto meno, giacchè a dirigere il Partito c’è ancora chi non ha alcuna difficoltà a negare la tessera dei DS a chi non viene ritenuto degno di questa scelta.
La giunta designata da Monaco ha soggetti assai noti che hanno ben lavorato in passato e chi, come Armando Rossito non abbiamo ancora visto all’opera. Spero che più che pensare a ben poca cosa come la rinuncia all’indennità assessoriale, abbia chiaro come ridare fiducia a chi pensa ancora che il centro-sinistra sia altro rispetto al centro-destra.

l'elezione di sergio monaco a sindaco di carlentini, con il 63 % dei voti