la fabbrica del programma

  di michele accolla  

 

Ricordate le elezioni del 2001? Mentre Berlusconi organizzava con i suoi la cavalcata trionfale verso il successo che gli avrebbe poi permesso a lui di governare l'Italia, e all'Italia di diventare quello che è oggi, il centrosinistra si appassionava all’esilarante dibattito sul trattino. Centrosinistra và scritto con o senza il trattino?
Oggi, mentre riprende l’appassionante confronto, e in attesa di conoscere il destino dello strategico trattino, dal quale sembrerebbero dipendere i destini della coalizione dell’Ulivo, per fortuna c’è chi pensa a fare lo statista e lo fa sul serio.
Alla periferia di Bologna, in via Corazza, un capannone come tanti è diventato la Fabbrica del programma dell'Ulivo.
L’idea è stata di Giulio Santagata, un deputato vicino a Prodi, che ne ha anche curato la realizzazione. Dal 16 febbraio scorso, la Fabbrica è così diventata il luogo in cui, più o meno ogni settimana, Prodi incontra i cittadini, le categorie, e con loro discute in modo specifico dei loro problemi.
E’ quel lavoro di ascolto e conoscenza necessario per la costruzione di un programma della coalizione che sia condiviso e che permetta di fissare la rotta, senza esitazioni, di quello che, tutti noi ci auguriamo, sarà il prossimo governo del centrosinistra.
Sono giornate di lavoro intenso, solo una breve pausa per un pranzo in piedi, e poi di nuovo al lavoro.
Perché di lavoro vero si tratta. Romano Prodi è lì ad ascoltare ed annotare sul suo computer. Non si distrae un attimo, neanche quando arriva la moglie Flavia, non lascia un attimo la sala, ed alla fine riassume in una breve sintesi gli spunti emersi dalla discussione.
Non più di cento persone, scelte tra esperti ed operatori del settore a cui è dedicata la giornata; sono solo la metà quelli di loro che potranno intervenire nella discussione. Il regolamento è rigido: quattro minuti, al massimo cinque, per ogni intervento.
Un segnatempo elettronico, simile a quello delle partite di basket, campeggia nella sala, e allo scoccare del quarto minuto, un garbato suono sirena avvisa che è ora di concludere.
L’attenzione è grande. La sensazione è di partecipare a qualcosa di importante.
E' una sensazione che ho avuto la fortuna di provare personalmente il 14 maggio, intervenendo alla giornata dedicata alla scuola. Due giorni dopo padre Carlo D’Antoni sarebbe intervenuto alla giornata dedicata al problema dell’immigrazioni, dal titolo migra-azioni. Due contributi alla Fabbrica del programma in pochi giorni penso siano davvero un grande riconoscimento per l’area culturale che si muove intorno a questo giornale.
La fatica e l'orgoglio degli insegnanti è stato il titolo scelto per parlare di scuola.
E di cose interessanti ne sono venute fuori tante. Ma un punto fermo è emerso un po’ da tutti gli interventi: la legge 53/01, la cosiddetta legge Moratti va abolita.
E mentre il trattino torna a riempire le pagine dei giornali, auguriamo buon lavoro a Prodi ed alla sua fabbrica, perché ci sembra proprio questa la giusta via da seguire. E ne siamo convinti al punto che ci facciamo promotori dell’idea di riprodurre la fabbrica in Sicilia in preparazione delle elezioni regionali dell’anno prossimo.
E’ questa la strada maestra per convincere gli elettori che facciamo sul serio. Altro che rincorrere o scimmiottare questo o quell’altro generale reduce dalle delusioni, per quello che non ha avuto da Berlusconi.

il lavoro per costruire il programma di governo del centrosinistra