ho accettato

  di padre carlo d'antoni  

 

Ho accettato l’invito ad andare alla “fabbrica del programma” di Prodi per portarvi qualche proposta concreta riguardo i problemi collegati all’immigrazione .
Mi era piaciuta l’idea di fondo: ascoltare le proposte della base e integrarle in un progetto politico. Ottimo. Infatti mi pare che il mestiere del politico sia proprio questo: mettersi in ascolto del Paese e tradurre in un piano organico e finalizzato tutte gli apporti, tutte le istanze e le disponibilità. In vista del ben-essere comune. In vista di una integrazione sempre più propositiva e produttiva tra i cittadini.
E quindi mi è piaciuto andare “in fabbrica” a portare un mio piccolo mattone.
Il politico, Prodi, ascoltava e prendeva appunti.
Tutti gli interventi che ho ascoltato sono stati concreti e tutti convergevano sull’idea che quella sulla immigrazione deve essere una riflessione affidata ai Politici e non ai ragionieri di Stato. Anche se ovviamente, sono da considerare le ricadute che l’immigrazione comporta in campo economico.
E così abbiamo parlato di come un governo debba gestire l’attrazione che esercita sui poveri del terzo mondo l’offerta di lavoro in Italia. Lo sanno in tutto il mondo che in Italia, se accetti di lavorare in nero, mal pagato e senza alcuna garanzia, il lavoro c’è. E per coloro che non hanno proprio niente è pur sempre un…avanzamento della loro qualità della vita. Come gestirne gli arrivi e l’integrazione? Come imbarcare Bossi e Fini e gestirne l’arrivo e l’integrazione in Libia ?
Si è parlato della illegalità diffusa (corroborata dall’assenza di spessore politico in chi ci governa) che permette un terrorismo strisciante nel modo di approcciare il fenomeno degli ingressi in Italia.
Sono venute fuori tante proposte interessanti che è possibile leggere nel sito della fabbrica del programma.
Non ho potuto esimermi (come si dice ? “Parlar chiaro è segno di amicizia”!) dall’informare Prodi che c’è in giro per l’Italia una interessante opera teatrale dal titolo "la nave fantasma" ricavata dalle interviste e dagli atti pubblici e processuali relativi all’affondamento di un barcone al largo di Portopalo nel natale 1996 dove perirono 283 persone. In quest’opera,firmata da Renato Sarti e Bepo Storti, appare a un certo punto il primo ministro Prodi che, allargando le braccia esprime “ il suo dolore per questa tragedia che, se veramente accaduta, è qualcosa di troppo triste…”. Dopodiché non fece nulla, così come il suo successore Baffo D’Alema Raffinato. Prodi mi ha risposto: “Ma davvero…!?”. Gli ho detto:”Si”. Prendeva appunti.
Cioè: come facciamo ad essere sicuri che cambiando colore al governo ci sarà finalmente un ritorno al diritto ? alla Politica?
La speranza non deve mai morire.
Livia Turco era seduta davanti a me dentro un tailleur rosa simpaticissimo che si stringeva gloriosamente alla vita per poi allargarsi alquanto più sotto. La mascella era dura. Ma io glielo chiesto lo stesso: “Mi scusi signora, ma questa storia dei CPT che corona la legge sua e di Napolitano, come le è venuta in mente?”. Ma mentre glielo dicevo sorridevo, pronto al perdono. E lei ha socchiuso riflessivamente gli occhi e mi ha giurato che l’avevano fregata in parlamento dove, con mille emendamenti avevano stravolto le sue reali intenzioni. Penso che fosse sincera. Infatti, quando Prodi ha detto (testualmente): “Dopo ciò che oggi ho sentito qui, ai CPT viene a mancare ogni base giuridica per cui vanno chiusi”, lei ha applaudito convinta.
Certo che vedere lì a Bologna tante persone che nel tessuto del Paese lavorano, si scommettono e si appassionano al bene comune producendo poi linee programmatiche credibili in rappresentanza di larghi strati della società civile , è stato troppo bello. Mi ci sono trovato davvero bene. Emergeva un Paese che pensa, ha dei valori civili condivisi, non si tira indietro.
Ma brutto è stato, tornando a casa, riascoltare tutti quei non politici che si azzannano sulle architetture dei “contenitori” (Fad? Fed? Fast food? Partito unico? Ulivo? Banane?). Lo so, sono un semplicistico che non capisce niente: dovrei andare a scuola di democraziacristiana. Ma i capi del centrosinistra (non ricordo se col trattino o senza) hanno tutti i… rutelli a posto…? Tutti i mastelli al loro posto…?
Ma vadano a Porta a Porta! Io invece me ne sarei rimasto otto giorni in fabbrica.

alla giornata sulle questioni legate agli immigrati in italia ha partecipato padre carlo d'antoni