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Ho accettato l’invito ad andare
alla “fabbrica del programma” di Prodi per portarvi qualche
proposta concreta riguardo i problemi collegati all’immigrazione
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Mi era piaciuta l’idea di fondo: ascoltare le proposte della base
e integrarle in un progetto politico. Ottimo. Infatti mi pare che il mestiere
del politico sia proprio questo: mettersi in ascolto del Paese e tradurre
in un piano organico e finalizzato tutte gli apporti, tutte le istanze
e le disponibilità. In vista del ben-essere comune. In vista di
una integrazione sempre più propositiva e produttiva tra i cittadini.
E quindi mi è piaciuto andare “in fabbrica” a portare
un mio piccolo mattone.
Il politico, Prodi, ascoltava e prendeva appunti.
Tutti gli interventi che ho ascoltato sono stati concreti e tutti convergevano
sull’idea che quella sulla immigrazione deve essere una riflessione
affidata ai Politici e non ai ragionieri di Stato. Anche se ovviamente,
sono da considerare le ricadute che l’immigrazione comporta in campo
economico.
E così abbiamo parlato di come un governo debba gestire l’attrazione
che esercita sui poveri del terzo mondo l’offerta di lavoro in Italia.
Lo sanno in tutto il mondo che in Italia, se accetti di lavorare in nero,
mal pagato e senza alcuna garanzia, il lavoro c’è. E per coloro
che non hanno proprio niente è pur sempre un…avanzamento della
loro qualità della vita. Come gestirne gli arrivi e l’integrazione?
Come imbarcare Bossi e Fini e gestirne l’arrivo e l’integrazione
in Libia ?
Si è parlato della illegalità diffusa (corroborata dall’assenza
di spessore politico in chi ci governa) che permette un terrorismo strisciante
nel modo di approcciare il fenomeno degli ingressi in Italia.
Sono venute fuori tante proposte interessanti che è possibile leggere
nel sito della fabbrica del programma.
Non ho potuto esimermi (come si dice ? “Parlar chiaro è segno
di amicizia”!) dall’informare Prodi che c’è in
giro per l’Italia una interessante opera teatrale dal titolo "la
nave fantasma" ricavata dalle interviste e dagli atti pubblici e processuali
relativi all’affondamento di un barcone al largo di Portopalo nel
natale 1996 dove perirono 283 persone. In quest’opera,firmata da
Renato Sarti e Bepo Storti, appare a un certo punto il primo ministro Prodi
che, allargando le braccia esprime “ il suo dolore per questa tragedia
che, se veramente accaduta, è qualcosa di troppo triste…”.
Dopodiché non fece nulla, così come il suo successore Baffo
D’Alema Raffinato. Prodi mi ha risposto: “Ma davvero…!?”.
Gli ho detto:”Si”. Prendeva appunti.
Cioè: come facciamo ad essere sicuri che cambiando colore al governo
ci sarà finalmente un ritorno al diritto ? alla Politica?
La speranza non deve mai morire.
Livia Turco era seduta davanti a me dentro un tailleur rosa simpaticissimo
che si stringeva gloriosamente alla vita per poi allargarsi alquanto più sotto.
La mascella era dura. Ma io glielo chiesto lo stesso: “Mi scusi signora,
ma questa storia dei CPT che corona la legge sua e di Napolitano, come
le è venuta in mente?”. Ma mentre glielo dicevo sorridevo,
pronto al perdono. E lei ha socchiuso riflessivamente gli occhi e mi ha
giurato che l’avevano fregata in parlamento dove, con mille emendamenti
avevano stravolto le sue reali intenzioni. Penso che fosse sincera. Infatti,
quando Prodi ha detto (testualmente): “Dopo ciò che oggi ho
sentito qui, ai CPT viene a mancare ogni base giuridica per cui vanno chiusi”,
lei ha applaudito convinta.
Certo che vedere lì a Bologna tante persone che nel tessuto del
Paese lavorano, si scommettono e si appassionano al bene comune producendo
poi linee programmatiche credibili in rappresentanza di larghi strati della
società civile , è stato troppo bello. Mi ci sono trovato
davvero bene. Emergeva un Paese che pensa, ha dei valori civili condivisi,
non si tira indietro.
Ma brutto è stato, tornando a casa, riascoltare tutti quei non politici
che si azzannano sulle architetture dei “contenitori” (Fad?
Fed? Fast food? Partito unico? Ulivo? Banane?). Lo so, sono un semplicistico
che non capisce niente: dovrei andare a scuola di democraziacristiana.
Ma i capi del centrosinistra (non ricordo se col trattino o senza) hanno
tutti i… rutelli a posto…? Tutti i mastelli al loro posto…?
Ma vadano a Porta a Porta! Io invece me ne sarei rimasto otto giorni in
fabbrica.
alla
giornata sulle questioni legate agli immigrati in italia ha partecipato
padre carlo d'antoni |
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