alcune proposte

  di padre carlo d'antoni  

 

L’Italia deve darsi subito una legge organica che regoli il diritto di asilo. E questa legge non dovrà essere figlia dei calcoli dei ragionieri di Stato ma della meditazione dei Politici
bisogna mettere tutti gli extracomuitari che abitano nel territorio nazionale nella condizione di poter contribuire con il loro genio e la loro capacità lavorativa alla crescita del loro nuovo Paese contribuendo quindi alla sua ricchezza pagando le tasse.
- Si potrebbero prevedere, anche se avrebbero un sapore discriminatorio, dei contratti di lavoro diversificati, dando agli italiani la precedenza e qualche incentivo in più.
- Và curata una politica dell’accoglienza decidendo che, fino a prova contraria, questi miseri che sbarcano da noi sono esseri umani in fuga e non rei di violazione di domicilio, per cui, accanto alle forze dell’ordine, devono esserci facce amiche (figure amiche quali il religioso cristiano, musulmano, buddista, ecc.) , il rappresentante dell’ACNUR, un avvocato che li informa dei loro diritti.)
- Bisogna smantellare i CPT partoriti da menti gloriose (Napolitano – Turco)
- Bisogna spingere perché l’Europa si apra alla nuova epoca iniziata e accolga questi cittadini del mondo. La smetta con la sua politica becera e senza futuro della chiusura e del pattugliamento dei suoi mari.
- Tutti sappiamo che i paesi d’origine di questi popoli che scappano sono da secoli e fino ad ora sfruttati dalle multinazionali USA ed europee. Per esempio, è in atto il pompaggio di petrolio di ottima qualità nell’Africa centro – occidentale e il golfo di Guinea è meta anche delle nostre petroliere. I prezzi del greggio sono trattati dai dirigenti delle multinazionali e i dittatori di turno di Nigeria, Ciad, Liberia, Costa d’Avorio ecc. Non c’è alcuna ricaduta di questa ricchezza sulle popolazioni che invece sono costrette a scannarsi in guerre civili combattute con le armi che noi gli vendiamo. Chi può scappa e viene da noi: dalla padella alla brace. Non possiamo lasciare che continui così. In un mondo sempre più interconnesso, ci stiamo giocando un futuro di pace anche così.
- Le periferie delle nostre città del sud, già piene dei loro problemi strutturali e sovraffollate da quello che una volta si chiamava sottoproletariato, vengono caricate della presenza di questi nuovi poveri e diventano colme di malumore, rabbia, frustrazione: diventano università della violenza abbondantemente frequentate dai cosiddetti “ragazzi di strada”. Bisogna spingere gli enti locali a definire con estrema serietà progetti di riqualificazione urbana delle periferie prevedendo anche una azione sinergica con tutte le risorse umane ed economiche che il territorio offre.

Mi chiedo: coloro che si candidano al governo del Paese hanno la voglia di leggere il presente, di lanciarsi nel futuro, rischiare, uscire dall’opportunismo?
C’è chi vede l’Italia come una…azienda per la produzione di polli ingrassati con il telemangime. Per questi gli stranieri sono selvaggina da importare o respingere asseconda degli appetiti del mercato. Naturalmente il governo è visto come il suo consiglio di amministrazione dedito alla massimizzazione dei profitti e dei dividendi.
Il futuro governo di centrosinistra sarà solo un cambiamento di questo consiglio di amministrazione o sarà il volano della riconversione dell’Italia in uno Stato aperto, moderno, fondato sui diritti?