le ragioni del sì

  di donata parisi  

 

In una società libera e laica, le scelte etiche sono dell’individuo, non può essere lo stato né nessun’altra istituzione a decidere che cosa sia naturale o artificiale, giusto o sbagliato. Lasciamo, senza paura, che il cittadino ridiventi responsabilmente causa del suo agire, perchè solo lui può scegliere in materia del suo corpo, solo così possiamo costruire una civiltà fatta di individui reali e compiuti.
Nino Guglielmino, responsabile dell’associazione “Hera” per la cura dell’infertilità e consigliere del Direttivo Nazionale della SIFES (Società Italiana di Fertilità e Sterilità) spiega perchè votare si al referendum sulla procreazione assistita.

D: Perchè la nuova legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita dev’essere cambiata?
R: E’ una legge contro la scienza e contro la medicina, non tutela bensì danneggia la salute delle donne. E’ contro l’unione dei genitori e contro la stabilità della coppia, é una legge che toglie la speranza alle coppie e a molti malati che attendono i risultati della ricerca. É una legge che toglie la speranza ai giovani di vivere in un paese laico e libero, iniettando nella comunità elementi di cinismo e di crudeltà.
D: Quali sono, dal suo punto di vista, i principi inaccettabili di questa legge e perchè?
Non si può accettare il tentativo esplicito di bloccare la ricerca rigenerativa che si basa sull’utilizzo delle cellule staminali. Si parte dal presupposto di sostituire le cellule staminali di origine embrionali con quelle di origine adulta, sapendo che questo é scientificamente errato, quindi si sbarra la strada volontariamente alla ricerca e si deludono le aspettative di oltre dieci milioni di malati in Italia.
Questa legge, inoltre, inserisce un elemento grave che turba il principio che sta alla base del giuramento di Ippocrate, obbligando il medico ad agire secondo procedure fissate per legge e non più, com’è giusto, secondo scienza e coscienza. Dopo la fecondazione dell’ovulo il trattamento diventa addirittura obbligatorio per la donna e per il medico...la medicina viene così calpestata e svuotata di ogni suo valore fondante.
D: In riferimento alla legge 40 si parla della necessità di difendere i diritti delle donne, perchè?
R: Questa legge stabilisce che si possono fecondare solo tre ovociti e che tutti gli embrioni vanno trasferiti in utero contemporaneamente. Le percentuali di successo diminiuscono sensibilmente e la donna deve così ripetere le stimolazioni ormonali, nocive per la sua salute, molte più volte.
Questa legge é contro le donne.
Questa legge vieta la fecondazione eterologa, ammessa in quasi tutto il mondo, cosicché se nel nostro paese una donna di venti anni perde i gameti a seguito di un trattamento chemioterapico, superato con sacrificio il cancro non potrà più essere madre.
Questa legge ha l’obbiettivo di indurre la donna a rinunciare e per questo distrugge la coppia.
D: Il mondo cristiano e non cristiano aspetta di vedere quale sarà l’orientamento di Papa Ratzinger sui grandi temi della civiltà contemporanea.
Nel resto d’Europa le leggi sulla procreazione assistita sono molto diverse che da noi, quanto e come influisce la presenza del Vaticano in Italia sulle scelte in materia di politica della salute?
R: L’intervento della Chiesa su questioni di carattere politico-legislativo è inopportuno, dovrebbe agire solo nell’ambito del suo potere spirituale. Non é accettabile che il Vaticano cerchi di introdurre valori e principi di comportamento teologici nella comunità di uno stato laico.
D: Cosa dire ai molti giovani che andranno a votare per la prima volta e che spesso non conoscono i temi del dibattito sulla bioetica?
R: E’ necessario aiutare i giovani a sviluppare una coscienza morale e critica, radicata sui valori dell’autonomia e della responsabilità personale e collettiva.
Non é concepibile pensare che, nella nostra epoca, ci possa essere un’etica per tutti i popoli, ognuno deve rispettare e accettare l’etica dell’altro. L’etica unica può essere solo quella della responsabilità, soprattutto quando si parla della vita dell’uomo, in questo senso non é possibile che nel nostro paese ci sia una legge che ci dice cos’è vita e cos’è morte. E la posizione di chi invita a non votare é eticamente pericolosa, non ci possono essere deleghe alla coscienza.

intervista al prof. nino guglielmino