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Che siano di destra o di sinistra,
gli italiani sentono ormai forte il senso di appartenenza al proprio
schieramento.
Sarà pure colpa del sistema maggioritario, ma certo il livello del
conflitto politico di questi anni ha prodotto una divisione profonda nella
società italiana.
Alcuni provvedimenti legislativi di questi anni sono francamente indigeribili
per chiunque guardi con un minimo di obiettività alle cose di casa
nostra, eppure la difesa radicale della 'ragion di parte' impedisce ormai
quasi del tutto ogni forma di discussione nel merito delle vicende politiche.
Ma la difesa dell'interesse del proprio schieramento, che ad onor del vero
vale tanto per il centrodestra che per il centrosinistra, impedisce ogni
riflessione critica e soffoca quel dibattito nella società che produce
lo sviluppo civile di un popolo, e il controllo popolare sulla politica,
vero motore della democrazia. Perfino una pessima legge, la cosiddetta
'devolution', che sancisce nei fatti la fine del patto di solidarietà tra
regioni povere e regioni ricche, e che di fatto realizza il progetto secessionista
di Bossi, trova l'incredibile difesa da parte dei parlamentari meridionali,
e siciliani in particolare, del centrodestra.
E' in questo clima che, tra qualche mese, ci recheremo alle urne per un
referendum che si occupa di una questione particolarmente delicata. Quella
sulla procreazione assistita non è una buona legge, ma il referendum
pone una questione che è di coscienza e che non può essere
ridotta a questione di schieramento.
E' necessario perciò che i partiti facciano un passo indietro, rinunciando
a farne una battaglia politica che vada al di là del contenuto del
referendum. E' il momento di liberare le coscienze. E' necessario che ognuno
possa esprimere il proprio voto con serenità, senza il peso delle
conseguenze politiche sullo schieramento di riferimento. Agire Solidale
non assumerà una posizione sulla questione ma si impegnerà con
i mezzi di cui dispone, a cominciare dal prossimo numero di questo giornale,
a contribuire al dibattito franco e sereno ed alla circolazione di informazioni
che portino ciascuno a maturare con serenità la propria scelta.
Come affermava Ghandi, "nelle questioni di coscienza le ragioni della
maggioranza non esistono".
questione
di coscienza
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