la finanziaria degli assurdi

  di antonio rudilosso  

 

La Finanziaria 2005 fissa un tetto di spesa per i Comuni violando pesantemente il principio di autonomia degli Enti Locali fissato dalla Costituzione. Se si supera quel tetto scattano pesanti sanzioni.
Per contro, un’altra legge obbliga i Comuni a mettere in sicurezza tutti gli edifici scolastici entro la fine del 2005: per rispettare quest’ultimo obbligo il Comune di Floridia (come qualsiasi altro)deve necessariamente superare il tetto di spesa fissato dalla finanziaria.
E’ questa l’assurda situazione che il Governo ha costruito nell’arco di pochi mesi. A questo punto ogni Ente deve scegliere quale dei due principi violare.
A rendere ancora più paradossale il tutto suinterviene la Regione Siciliana con un finanziamento pari a 35 milioni di euro destinato alla ristrutturazione di edifici scolastici.
Si tratta di fondi che per quanto detto, i Comuni non potranno spendere. Per evitare che i soldi restino nel cassetto l’Assessorato ai Lavori Pubblici ha pensato bene di indicare tra i soggetti destinatari non solo gli enti pubblici ma anche gli enti di culto le cui scuole private saranno le maggiori beneficiarie di queste risorse in quanto non soggette ai vincoli imposti ai Comuni. Ecco come, con una architettura a dir poco diabolica, si finanzia la scuola privata a pagamento con denaro pubblico.
Tutto ciò accade nel più assordante silenzio da parte dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, la quale contro la finanziaria 2005 si è limitata a proporre una bozza di lettera –dai contenuti peraltro discutibili- che i Sindaci dovrebbero inviare a quegli stessi parlamentari che hanno avallato questo scempio.
Avrebbe fatto meglio l’ANCI a proporre un’azione per palese incostituzionalità di una finanziaria che lede pesantemente le autonomie degli Enti Locali; si tenga conto che non più tardi di due mesi fa la Corte Costituzionale ha dichiarato la illegittimità dei vincoli posti dal Governo in tema di nuove assunzioni.
D’altra parte in poche altre occasioni si era visto un mostro giuridico –anche nella forma- come la Finanziaria 2005: un unico articolo con 572 commi! .
Tutti siamo interessati al contenimento della spesa pubblica e tutti dobbiamo fare la nostra parte. Ma non è possibile stravolgere la filosofia sottostante il patto di stabilità interno che da saldo finanziario diventa rigido meccanismo di controllo della spesa: un patto, per definizione è un accordo tra le parti e non certo un unilaterale sconvolgimento delle regole.
Comuni e Province potranno aumentare la spesa dell’11,5% rispetto alla media del triennio 2001-03: di fatto l’aumento reale sarà di gran lunga inferiore in quanto non tiene conto dell’inflazione reale né del rinnovo contrattuale del pubblico impiego i cui aumenti ricadono esclusivamente sui bilanci comunali. Si aggiunga che nel calcolo del tetto di spesa da quest’anno vanno inclusi anche gli investimenti. Assurdo ed economicamente deprimente.
In tale contesto, i sindaci non hanno più interesse nemmeno al recupero dell’evasione fiscale in quanto comunque non potranno poi spendere le somme introitate.
Del desolante quadro di finanza locale ridisegnato da questa finanziaria condivido un unico punto. È logico ridurre il limite di indebitamento degli Enti locali in quanto l’attuale tetto fu fissato in anni in cui sui mutui si pagavano tassi di interessi a due cifre.
Per il resto, questa legge è la degna metafora di questo Governo.

il sindaco di floridia interviene sui limiti posti agli enti locali dalla legge finanziaria