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| di andrea baffo | ||
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Forse a qualcuno degli amministratori
della città di Augusta arriveranno le voci emozionate dei professori
che hanno assistito alle ultime assemblee d’istituto dei licei
classico, scientifico e psico pedagogico, o forse quelle incredule delle
centinaia di studenti che per la prima volta hanno partecipato (e non
assistito) ad una assemblea d’istituto. Forse, se una sola di queste
voci arriverà alle orecchie giuste, qualcuno potrebbe capire che
investire sulle potenzialità vere, reali del proprio territorio
conviene. Così capita che il comune di Augusta la scorsa estate
inserisca nella programmazione dell’estate augustana lo spettacolo
teatrale “Da faro a faro” dell’attore augustano Alessio
Di Modica, uno spettacolo che per il suo livello di ricerca artistica
e per le tematiche trattate, dal degrado ambientale della nostra terra
fino ai fatti del G8 di Genova, esula da tutto il resto del calendario
della rassegna estiva. Capita poi che a vedere quello spettacolo quella
sera, dentro le mura del castello svevo, ci siano quattrocento persone,
non solo augustani, ma anche siracusani, floridiani,e catanesi, e non
solo dai cinquant’anni in su, ma anche ragazzi dai trenta in giù,
molto più in giù. Capita infine, che dei ragazzi si sentano
coinvolti da quel modo di fare teatro al punto da chiedere ad Alessio
di allargare il suo laboratorio teatrale ad Augusta per dare a molti
altri la possibilità di fare del teatro. Manco a dirlo. Alessio
Di Modica e tutta la struttura di Casa Comune, che da sempre credono
che l’arte debba innanzitutto essere veicolo di comunicazione e
di emozione per tenere vive le coscienze,riescono ad intercettare un
contributo della Comunità Europea per sviluppare sul territorio
di Augusta un progetto teatrale rivolto ai giovani dai quindici ai venticinque
anni. La voce si diffonde in città e a Dicembre i rappresentanti
d’istituto dei licei di Augusta invitano Alessio Di Modica come
unico ospite delle assemblee d’istituto di febbraio, per portare
all’interno delle scuole la testimonianza relativamente al mestiere
dell’attore e al ruolo che in questo periodo di comunicazione monopolizzata
assume il teatro. Il resto è tutto nelle voci emozionate ed incredule
di chi ha assistito a delle assemblee gremite di studenti emozionati,
partecipi, coinvolti, stupiti loro stessi di non distrarsi, di stare
li a parlare di emozioni, di politica, di attori, di tradizioni, di mafia,
di cultura, di diritti, dei propri corpi, della bellezza, del silenzio,
del sacrificio, delle responsa-bilità, dell’amore,della
giovinezza,della passione, della vita. Più che assemblee sono
sembrate scampagnate nel momento in cui Alessio invita ognuno ad abbracciare
il compagno vicino e poi i professori,per non dimenticare che dall’abbraccio,
dal contatto di due persone passa la strada per superare l’indifferenza
che troppo spesso i ragazzi hanno dichiarato di sentire nei propri confronti.
Alessio parla dell’indifferenza che anch’egli spesso incontra
nella sua vita di attore, ma non tanto da parte del pubblico,bensì da
parte delle istituzioni. |