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E’ ormai urgente, oltre che
indispensabile, arginare il fenomeno della estorsione, della cosiddetta “Dittatura
del Pizzo” come è stata definita dal Presidente di Confindustria
Sicilia, Giuseppe Costanzo.
Ciò non soltanto per motivi di sicurezza e ordine pubblico ma anche
per affermare la cultura della legalità e per favorire lo sviluppo
del territorio.
La sicurezza in un territorio resta il presupposto imprenscindibile per
sostenere processi di sviluppo economico insieme alla necessità di
realizzare infrastrutture e servizi.
Le estorsioni, gli attentati, la mancanza di sicurezza cancellano sviluppo
e civiltà.
Per questi motivi Assindustria è stata a fianco del sindacato nelle
iniziative antiracket promosse ed ha dimostrato la propria solidarietà alla
CGIL nei recenti fatti intimidatori subiti.
Assindustria lancia ora la nuova iniziativa: il telefono verde antiracket:
un numero telefonico utilizzabile con assoluta garanzia di riservatezza
e tutela per l’imprenditore che denuncia l’estorsione o il
tentativo di intimidazione subita.
L’iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza
stampa, nella sede di Assindustria, dal Presidente Ivanhoe Lo Bello. Hanno
presenziato alla conferenza stampa il Presidente della Commissione nazionale
antimafia, Roberto Centaro, il Prefetto Francesco Alecci e il Presidente
della Camera di Commercio Ugo Colajanni. Presenti anche il Questore Vincenzo
Mauro, il Sindaco Titti Bufardeci, il coordinatore provinciale delle Associazioni
antiracket, Bruno Piazzese, i segretari generali di CGIL UIL e UGL, Zappulla
Munafò e Galioto, i rappresentanti delle altre organizzazioni produttive
dei commercianti, artigiani e agricoltori.
Il telefono verde, dunque, intende offrire alle aziende associate ad Assindustria
uno strumento di autodifesa dai tentativi estortivi con assoluta garanzia
di anonimato e tutela della provenienza della segnalazione.
Il Presidente Lo Bello ha anche annunciato che Assindustria si costituirà parte
civile nei processi per estorsione che coinvolgeranno aziende associate.
Potranno infatti essere gli stessi legali dell’Associazione a presentare
le documentazione a prova dei tentativi di estorsione senza che l’imprenditore
si esponga in prima persona. Ciò può aiutare a dare coraggio
a che non ne ha o a sostenere che ce l’ha già di suo. Il numero
verde antiracket è collegato ad una linea telefonica indipendente
dal centralino, collegata a sua volta ad una segreteria telefonica digitale,
con durata di registrazione dei messaggi illimitata, e ad un PC.
Il chiamante non può essere identificato in alcun modo dal ricevente
perché il sistema è disabilitato al riconoscimento del numero
in entrata.
Il messaggio registrato in segreteria viene automaticamente trasformato
in file audio crittografato e salvato sul PC all’interno di una cartella
protetta da password.
I messaggi registrati e convertiti in file protetti vengono consegnati
alle Forze dell’Ordine in forma crittografata, protetti da Password.
Queste caratteristiche tecniche garantiscono, di per sé, la tutela
della riservatezza assoluta.
Per ulteriore garanzia il numero verde non verrà divulgato ma fornito
direttamente alle aziende associate.
Lo Bello ha anche ribadito che resta fondamentale la collaborazione tra
istituzioni, forze dell’ordine, rappresentanze politiche, forze sociali
e organizzazioni imprenditoriali: solo così e tutti insieme si può realizzare
un sano sviluppo integrato.
Il Presidente della Camera di Commercio, Ugo Colajanni, ha sottolineato
a sua volta l’importanza della sinergia tra tutte le organizzazioni
produttive. Nella Camera di Commercio sono istituzionalmente rappresentate
tutte le categorie imprenditoriali. Proprio la Camera di Commercio, secondo
il Presidente Colajanni, rappresenta la sede istituzionale nella quale
questa sinergia può pienamente esprimersi e attivarsi. C’è tutto
l’impegno affinchè questo obiettivo venga raggiunto.
E’ questo un ulteriore passo avanti nella collaborazione con tutte
le forze sane della società civile per gli obiettivi della sicurezza,
dello sviluppo, della affermazione della cultura della legalità.
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