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Da qualche anno l'Associazione Italiana
Agricoltura Biologica (A.I.A.B.) associazione che raggruppa Produttori
agricoli Biologici, Consumatori e Tecnici,anche grazie ad un Progetto
Finanziato dalla U.E., sta attuando un difficile anche se necessario
riavvicinamento tra mondo produttivo e Cittadini. Come si sà la
perdita di identità dei prodotti alimentari tanto voluta dalla
G.D.O.(Grande Distribuzione Organizzata) ha portato ad una perdita di
valori che nei prodotti stessi un tempo era contenuta e visibile agli
occhi ed al palato. Dietro ogni alimento era visibile una storia di uomini,
delle tradizioni, culture materiali. Poi è arrivato il "Supermercato" e
la grande industria agroalimentare che per accontentare tutti i consumatori
ed a bassi prezzi ha tolto i sapori forti ai cibi, ma ha anche nascosto
la loro origine, la storia della gente che li ha ottenuti con il suo
sudore ed ha messo il suo marchio o marchi che evocano mulini bianchi
che non esistono nella realtà (e quindi poi li si costruisce ad
hoc e li si fa diventare anche meta per visitatori paganti) standardizzando
tutto, appiattendo la cucina e inducendo nella gente il ricorso a piatti
veloci, precotti e spesso in scatola. Tutto a discapito dei sapori e
della genuinità. L'AIAB, ma per altri versi anche Slow-Food, è stata
fra i primi a capire l'inganno ed ha cercato di ridare una dignità ed
un ruolo da protagonista al mondo produttivo.
Come?
Facendolo avvicinare al mondo dei consumatori. Ha avviato un po in tutta
Italia tante iniziative accomunate tutte da alcuni denominatori comuni:
- La coltivazione di tipo biologico
- Il rifiuto di Prodotti ottenuti con O.G.M.
- la salvaguardia di varietà di piante e razze di animali in via
d'estinzione
- l'avvio di iniziative di promozione della "filiera corta" ovvero
un sistema per avvicinare città e campagna, agricoltori e consumatori
con vantaggi per entrambi.
- ha aperto le Aziende ai Cittadini Consumatori perchè vedessero
cosa c'è dietro un prodotto agricolo
- ha attivato la prima rete italiana di Biofattorie didattiche.
- gli Agriturismi bioecologici, ecc.
Anche in Sicilia, grazie ad Aiab Sicilia Associazione federata ad Aiab
nazionale si stanno avviando significative iniziative in questa direzione.
Da più di un anno infatti sia a Catania come a Siracusa sono partite
esperienze di Mercatini urbani gestiti dagli stessi Produttori Biologici
che incontrano i consumatori con periodicità settimanale o mensile.
Si stanno organizzando gruppi di acquisto di consumatori biologici come
già 80 mila famiglie sparse per l'Italia hanno fatto per sviluppare
l'acquisto su prenotazione dei prodotti biologici ed a prezzi più bassi.
Si stanno organizzando i Gruppi di offerta di produttori Biologici e si
sta promuovendo la vendita diretta in azienda, così come la realizzazione
di momenti di dibattito sul modello alimentare attuale.
Si stanno realizzando incontri nelle scuole per stimolare la crescita di
un consumo consapevole e del Mercato dei prodotti da Agricoltura Biologica
ed anche in piazza S. Lucia il 9 gennaio si è svolto il primo incontro
dibattito sull'Agricoltura Biologica di una serie che seguirà.
Si è fatto aderire Siracusa all'Associazione Nazionale "Le
citta del Bio", prima città siciliana e si è cominciato
a parlare di Mense Biologiche nelle scuole.
L'esperienza Siracusana più interessante tra quelle che stiamo realizzando
denominata "Biomercatino di S. Lucia", peraltro, è molto
particolare poichè unisce in sè valenze ecologiche e sociali.
Tale iniziativa, che vuole promuovere il consumo dei prodotti biologici
certificati, che ha avuto carattere domenicale dall'ottobre 2003 e che
da febbraio 2005 si terrà la 1° e la 3° domenica di ogni
mese fù voluta dalla Amministrazione Comunale della passata legislatura
che chiese ad Aiab Sicilia una collaborazione per riqualificare un quartiere
che gli stessi Siracusani, per motivi di degrado sociale hanno, potremmo
dire, ignorato per anni, pur essendo uno dei più antichi e bei quartieri
di Siracusa: il Quartiere S.Lucia.
Nacque l'idea di realizzarvi un Mercatino dei Prodotti biologici, a partire
dalla Biodomenica 2003 e ci fu anche il sostegno della Provincia Regionale
di SR e della C.C.I.A.A..
L'iniziativa di elevato valore socio culturale fu ben accolta da Aiab Sicilia
che voleva promuovere il consumo dei Prodotti Biologici tra i Siracusani
per diffonderlo a tutte le fasce di popolazione e non solo a quelle benestanti
.
La Provincia finanziò l'acquisto dei Gazebo che ancora oggi vengono
usati.
Peccato che dopo un primo entusiastico incoraggiamento da parte dell'Amministrazione
Comunale seguì un periodo di abbandono dell'iniziativa da parte
dell'Amministrazione stessa.
Infatti è chiaro che se si vuole stimolare una comunità cittadina
a rifrequentare una parte bella della città la si deve stimolare
a ciò. Si deve attivare una qualche forma di promozione degli eventi,
bisogna pubblicizzare le cose. Non basta chiamare qualcuno ad animare una
piazza meravigliosa, come quella di S. Lucia e poi abbandonarlo a se stesso.
Se il nostro intento era soltanto vendere Bio avremmo potuto trasferirci
all'avviatissimo mercato del pesce adiacente all'antico mercato della Città.
Di consumatori ne avremmo avuto a iosa e portando prodotti biologici certificati
avremmo sfondato sicuramente.
Ma abbiamo voluto tener fede ad un impegno preso con la città e
siamo rimasti, almeno fino ad ora, in Piazza S. Lucia con l'unico sostegno
rappresentato dal Consiglio di quartiere che ha perorato la causa, nonstante
non avesse fondi.
E con un rinato impegno da parte dell'attuale Assessore al Commercio Avv.
Corso, che ha preso a cuore disinteressatamente le nostre iniziative, stiamo
andando avanti nella speranza di poter promuovere in modo adeguato l'iniziativa
che non vuole avere solo un ruolo commerciale, anzi.
Molti i Siracusani che partecipano con costanza , ma molti altri non sanno
neanche dell'esistenza del Biomercatino proprio a causa della mancanza
dei fondi per lanciare campagne stampa e sui mass media locali. Così,
realizzati perfino i manifesti pubblicitari mancarono i soldi per l'affissione
e così l'iniziativa non decollò come avrebbe potuto se fosse
stata sostenuta a dovere.
La cosa che ci dispiace è che la stessa parte viva, aperta della
città, ignora o vuole ignorare il grande valore socio culturale
che una tale iniziativa potrebbe avere per la crescita degli spazi di aggregazione
cittadini.
Infatti AiabSicilia non ha mai considerato una sua proprietà tale
iniziativa ma vuole far diventare il Biomercatino di S. Lucia un momento
di incontro, giochi, musica, dibattiti,arte, degustazioni di prodotti tipici,
tutto Siracusano.
La nostra idea è quella di far nascere un comitato organizzatore
che coinvolge quanti in città fanno belle cose e vogliono parteciparle
e proporle agli altri.
Chi dipinge potrebbe insegnare agli altri a dipingere, chi suona potrebbe
insegnare agli altri a suonare, chi sa scrivere potrebbe organizzare dei
brevi seminari di scritturra creativa, . Insomma il luogo dove la parte
ricca della città si dona e diventa condivisione creativa. Per la
verità, in ciò, Aiab Sicilia ha trovato una certa tiepidezza.
Nonostante ciò riteniamo che in un'epoca in cui la domenica la gente
non trova nulla di meglio da fare che visitare in massa gli Ipermercati
l'iniziativa potrebbe rappresentare un momento in cui la gente si riappropria
del suo tempo e dei suoi spazi attivando tante dimensioni ludico-creative
e relazionali che quest'era, creando divertimentifici, vuole spegnerci.
Per concludere, Aiab Sicilia c'è e vuole continuare ad interloquire
con la città e con le Sue forze vive.
Le cose da fare sono tante.
Aspettiamo che ci si dia una mano per non far spegnere i segnali di speranza
che in Sicilia, pur faticosamente, anche da questo settore fioriscono.
importante
iniziativa di promozione della filiera corta anche a siracusa |
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