tu donna che lavori

  di silvana ognissanti  

 

L'idea di ffettuare una indagine conoscitiva sulle condizioni della donna che lavora nasce dalla convinzione, ma anche dalla preoccupazione che il processo di emancipazione femminile, realizzato con il lavoro e l'indipendenza economica , possa subire una battuta di arresto in quanto le istituzioni pubbliche non riescono più a garantire servizi, assistenza, nidi e scuole.
Il sistema pubblico in generale ed il ruolo degli Enti Locali in particolare, messi costantemente in discussione, alimentano tale timore. Perché il processo di riscatto economico, sociale e civile della donna è rigorosamente collegato ad una serie di condizioni, tra cui i diritti della madre lavoratrice, la centralità dei diritti dei bambini ed un adeguato Stato sociale costituiscono i pilastri fondamentali.
Invece, la donna oggi se da una parte lavora ( quando c'è lavor!), dall'altra, però, per la congiuntura di cui sopra, è costretta ugualmente a produrre servizi che le istituzioni non offrono.
Infatti, per garantire alla famiglia una miriade di "servizi essenziali" ed in assenza di una struttura diffusa di servizi pubblici che riducano al minimo le incombenze quotidiane della organizzazione familiare, la donna è obbligata a svolgere ugualmente i compiti tradizionali.E proprio perché la donna porta sempre con sé l'immagine di una persona dalle mille risorse, di "colei in grado di donare sempre qualcosa", finisce con l'accollarsi o pagarsi di tasca propria quei servizi fondamentali, sostituendosi alle istituzioni.
L'emancipazione realizzata con il lavoro e l'indipendenza economica, dunque, costa cara alla donna!
Paradossalmente si avverte che tale emancipazione possa avere aggravato la condizione della donna, riconsegnandola al "doppio lavoro" familiare e professionale, e cosa più grave, producendo nella donna stessa un adeguamento, o peggio rassegnazione. Da questa riflessione nasce l'esigenza di dare la parola alle donne che lavorano nella nostra provincia.
Attraverso un Questionario , composto da 53 quesiti mirati, vogliamo realizzare un censimento approfondito, un lavoro sociale esteso e continuo, spaziando dalla sfera anagrafica, a quella familiare, per poi passare a quella economica, sociale e più specificatamente a quella professionale, quindi: età, scolarità, situazione familiare, attività e settore economico, salario, anzianità di lavoro, posizione professionale, formazione e riqualificazione, ambiente e sicurezza, carichi di lavoro e pari opportunità, flessibilità contrattata, orari, congedi, conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, servizi sociali, nidi, scuole , e quant'altro al fine di fare emergere, se ci sono, disagi, difficoltà, discriminazioni, soddisfazioni e insoddisfazioni, ansie e timori nella donna che lavora ; e di sapere se riesce a coniugare i vari ambiti o se, invece, ci sono ripercussioni sul campo professionale o personale, come ad es.: stipendi più bassi, inquadramenti professionali nei livelli inferiori, demotivazioni.
In buona sostanza, vogliamo anche verificare se c'è distanza tra gli obiettivi della Commissione Europea sulla parità uomo-donna e la realtà quotidiana del lavoro. L'obiettivo è quello di conoscere la reale condizione della donna che lavora. 20.000 questionari, quindi, predisposti in tal senso ,che faremo pervenire a tutte le donne che lavorano in tutti i settori produttivi, dalla Pubblica Amministrazione all'Industria, dal Credito al Commercio, dall'Agricoltura ai Trasporti, al Terziario, alla Sanità, alla Scuola. Organizzeremo la nostra struttura affinchè in ogni posto di lavoro arrivino i questionari, in modo da raccoglierne un campione sufficientemente rappresentativo della realtà quotidiana della donna che lavora nella nostra provincia. Entro il mese di Marzo contiamo di concretizzare una iniziativa finalizzata a rendere pubblici i risultati di questa indagine, che utilizzeremo come supporto per proporre azioni e politiche .eventualmente, correttive, a partire dalla contrattazione nei posti di lavoro, che è quella che, in prima battuta, mette al centro le condizioni di lavoro e i diritti delle donne e degli uomini.
Il mondo del lavoro è fatto di donne e di uomini e la differenza resta un valore che deve sempre trovare cittadinanza.

la sintesi della conferenza stampa sul questionario "tu donna che lavori" della responsabile del dipartimento pari opportunità" della cgil