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L'idea di ffettuare una indagine
conoscitiva sulle condizioni della donna che lavora nasce dalla convinzione,
ma anche dalla preoccupazione che il processo di emancipazione femminile,
realizzato con il lavoro e l'indipendenza economica , possa subire una
battuta di arresto in quanto le istituzioni pubbliche non riescono più a
garantire servizi, assistenza, nidi e scuole.
Il sistema pubblico in generale ed il ruolo degli Enti Locali in particolare,
messi costantemente in discussione, alimentano tale timore. Perché il
processo di riscatto economico, sociale e civile della donna è rigorosamente
collegato ad una serie di condizioni, tra cui i diritti della madre lavoratrice,
la centralità dei diritti dei bambini ed un adeguato Stato sociale
costituiscono i pilastri fondamentali.
Invece, la donna oggi se da una parte lavora ( quando c'è lavor!),
dall'altra, però, per la congiuntura di cui sopra, è costretta
ugualmente a produrre servizi che le istituzioni non offrono.
Infatti, per garantire alla famiglia una miriade di "servizi essenziali" ed
in assenza di una struttura diffusa di servizi pubblici che riducano al
minimo le incombenze quotidiane della organizzazione familiare, la donna è obbligata
a svolgere ugualmente i compiti tradizionali.E proprio perché la
donna porta sempre con sé l'immagine di una persona dalle mille
risorse, di "colei in grado di donare sempre qualcosa", finisce
con l'accollarsi o pagarsi di tasca propria quei servizi fondamentali,
sostituendosi alle istituzioni.
L'emancipazione realizzata con il lavoro e l'indipendenza economica, dunque,
costa cara alla donna!
Paradossalmente si avverte che tale emancipazione possa avere aggravato
la condizione della donna, riconsegnandola al "doppio lavoro" familiare
e professionale, e cosa più grave, producendo nella donna stessa
un adeguamento, o peggio rassegnazione. Da questa riflessione nasce l'esigenza
di dare la parola alle donne che lavorano nella nostra provincia.
Attraverso un Questionario , composto da 53 quesiti mirati, vogliamo realizzare
un censimento approfondito, un lavoro sociale esteso e continuo, spaziando
dalla sfera anagrafica, a quella familiare, per poi passare a quella economica,
sociale e più specificatamente a quella professionale, quindi: età,
scolarità, situazione familiare, attività e settore economico,
salario, anzianità di lavoro, posizione professionale, formazione
e riqualificazione, ambiente e sicurezza, carichi di lavoro e pari opportunità,
flessibilità contrattata, orari, congedi, conciliazione dei tempi
di vita e di lavoro, servizi sociali, nidi, scuole , e quant'altro al fine
di fare emergere, se ci sono, disagi, difficoltà, discriminazioni,
soddisfazioni e insoddisfazioni, ansie e timori nella donna che lavora
; e di sapere se riesce a coniugare i vari ambiti o se, invece, ci sono
ripercussioni sul campo professionale o personale, come ad es.: stipendi
più bassi, inquadramenti professionali nei livelli inferiori, demotivazioni.
In buona sostanza, vogliamo anche verificare se c'è distanza tra
gli obiettivi della Commissione Europea sulla parità uomo-donna
e la realtà quotidiana del lavoro. L'obiettivo è quello di
conoscere la reale condizione della donna che lavora. 20.000 questionari,
quindi, predisposti in tal senso ,che faremo pervenire a tutte le donne
che lavorano in tutti i settori produttivi, dalla Pubblica Amministrazione
all'Industria, dal Credito al Commercio, dall'Agricoltura ai Trasporti,
al Terziario, alla Sanità, alla Scuola. Organizzeremo la nostra
struttura affinchè in ogni posto di lavoro arrivino i questionari,
in modo da raccoglierne un campione sufficientemente rappresentativo della
realtà quotidiana della donna che lavora nella nostra provincia.
Entro il mese di Marzo contiamo di concretizzare una iniziativa finalizzata
a rendere pubblici i risultati di questa indagine, che utilizzeremo come
supporto per proporre azioni e politiche .eventualmente, correttive, a
partire dalla contrattazione nei posti di lavoro, che è quella che,
in prima battuta, mette al centro le condizioni di lavoro e i diritti delle
donne e degli uomini.
Il mondo del lavoro è fatto di donne e di uomini e la differenza
resta un valore che deve sempre trovare cittadinanza.
la
sintesi della conferenza stampa sul questionario "tu
donna che lavori" della responsabile del dipartimento pari opportunità" della
cgil
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