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Stanotte andrò a letto contento.
Forse è più giusto dire sereno. In entrambi i casi, mi
capita raramente e stasera è successo.
Di questo devo ringraziare la Lectio Divina che padre Arnone tiene tutti
i mercoledi al Santuario.
Chi mi conosce sa che le feste non mi mettono grande gioia, nè allegria,
anzi, a me capita di festeggiare ... la loro fine. Quest'anno, più degli
altri, ha influito la tragedia del maremoto.
Non ho avvertito la tipica atmosfera natalizia, non ho pensato ai regali.
Non ho sentito nessun bisogno di festeggiare o divertirmi e non ho avuto
nemmeno la valìa di mandare sms di auguri neanche a capillannu.
Non mi vergogno a dire che ho messo in dubbio la mia fede, che ultimamente
vacillava già. Spesso, guardando le terribili immagini, ho gridato
dentro di me Dio dov'eri? Dio chi sei tu? Dio esisti davvero?
E la rabbia mista a malinconia è covata per giorni nel mio animo.
Stasera ho ripreso, per sfida, ad andare ad ascoltare padre Arnone e, per
fortuna per me, la scelta è stata propizia.
La sua parola mi ha aperto il cuore, il suo commentare il Vangelo, le sue
riflessioni, la lettura di un articolo di Enzo Bianchi, priore della Comunità di
Bose (la Stampa 31/12/04) e le testimonianze di alcuni presenti mi hanno
ridato fiducia e acceso la speranza che Dio c'è e piange, soffre
e muore con l'uomo, così come rinasce, lotta, costruisce e ricerca
con l'uomo la possibilità di un mondo migliore.
Io ci voglio continuare ad essere.
Non posso far mancare la mia parte.
Non so quanto e a chi possa interessare tutto questo ma mi fa bene dirlo
a qualcuno.
la
tragedia della notte del 25 dicembre 1996, al largo della costa di
Portopalo di Capo Passero |
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