studenti e libertà

  di luca castello  

 

Nuova manifestazione, nuova mobilitazione e puntualmente nuove minacce, nuove ingiustizie per gli studenti siracusani. Mercoledì 17 novembre, Giornata Internazionale dell’Azione Studentesca, tutte le scuole di Siracusa e provincia sono scese in piazza, per reclamare il diritto all’istruzione e ad una scuola pubblica che si possa definire tale. La data è stata stabilita a Bombay (India) durante l’Assemblea Studentesca Mondiale, che ha luogo ogni anno e raccoglie centinaia di associazioni studentesche da tutto il pianeta. Perché proprio il 17 novembre? Le motivazioni sono molteplici: in quel giorno nel 1939 centinaia di studenti cecoslovacchi, che si opponevano alla guerra furono arrestati e uccisi dai nazisti; nel 1973 gli studenti greci furono massacrati dai carri armati del regime ad Atene; nel 1989 di nuovo in Cecoslovacchia, il governo comunista represse duramente gli studenti che si opponevano al regime. In tutto il mondo quindi gli studenti si sono mossi perchè il diritto all’istruzione resti alla portata di tutti, e perchè non venga privatizzata. In Italia si è manifestato in 80 città, anche per opporsi alle normative che la Riforma Moratti impone agli studenti.
I numerosi cortei reclamavano l’innalzamento dell’obbligo scolastico, l’abbattimento della differenziazione tra licei ed istituti tecnici, un programma che fornisca davvero gli alunni di una cultura che possa essergli utile, con più ore d’informatica, di educazione alla legalità, di educazione alla sessualità ed un maggior dibattito con i professori. Ancora nonostante gli avvenimenti delle ultime settimane, alcuni dirigenti non si smentiscono e perseverano nella lotta ai diritti dei ragazzi che invece dovrebbero garantire. Uno per tutti, il prof. Vincenzo Papa, preside del Liceo Scientifico Statale O.M. Corbino alla vigilia della manifestazione, ha parlato a tutta la scuola tramite l’interfono, ricordando che “…L’assemblea mensile non è ancora stata concessa, e ciò dipenderà dal vostro comportamento nei prossimi giorni e all’eventuale partecipazione a questa manifestazione, che l’UDS definisce mondiale, ma che secondo le mie fonti raccoglie solo città del Sudafrica e del terzo mondo. Sappiate quindi che io non approvo e non autorizzo questa manifestazione, e ricordo inoltre agli alunni del triennio che queste assenze influiranno sull’assegnazione del punto di credito a fine anno...” Naturalmente il Corbino ha preso parte alla manifestazione, agguerrito come non lo si vedeva da anni, con gli studenti compatti (e un po’ più numerosi del solito) dietro lo striscione della scuola che recitava “Corbino…La Ribalta”. Arrivati in Piazza Duomo ha avuto luogo un dibattito, che ha visto protagonisti Emanuela Di Bella, rappresentante di Libera, la professoressa Mariagrazia Ficara, portavoce dei professori che avevano scioperato il precedente lunedì, e Pippo Zappulla segretario provinciale della CGIL, oltre ai rappresentanti delle scuole. Naturalmente l’Assemblea del Corbino non è stata concessa, ed il preside è stato anche capace di soffocare ulteriori proteste, promettendo lo svolgimento dell’Assemblea in un altro momento, come speriamo che accada. Nel frattempo i rappresentanti del Corbino cercano di organizzare al più presto un collettivo. Sperando che il preside non costringa gli studenti ad azioni di peso, mi sento sconcertato, pensando in che contesto si svolge la vita quotidiana degli studenti, e ancor più riflettendo sul comportamento di certi dirigenti che calpestano continuamente i nostri diritti, e non contenti si girano e tornano indietro per un’ulteriore pestata. Ma mi risollevo, vedendo una città che si sveglia e si leva contro le ingiustizie, sia nell’ambito degli studenti, che della società in generale, come la straordinaria manifestazione anti-raket ha dimostrato poco più di un mese fa, e così lo sciopero generale del 30 novembre.

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