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Sul precedente numero di Idea Solidale
ho cercato di delineare il Progetto Politico contro la Guerra che dovrebbe
portare avanti la Grande Alleanza Democratica di tutto il centro sinistra,
progetto che ha un aspetto culturale e spirituale di trasformazione progressiva
del nostro modo di essere ed un aspetto più pragmatico che mette
nell’azione politica a primo posto la Pace che va costruita con
precise scelte e azioni.
Questo Progetto Politico deve essere comunque capace di parlare al cuore
della gente e questo accade se il Progetto ha un’identità chiara
e forte, se è capace di rispondere ai bisogni reali delle persone,
se riesce a trasmettere una speranza e se coloro che se ne vogliono fare
alfieri riescono a dimostrare di crederci e di saperlo portare avanti con
coerenza.
Si è molto scritto sulla capacità di Bush di avere saputo
parlare al cuore della gente, ma io direi che ha soprattutto saputo parlare
alla pancia della gente perché è riuscito a farsi interprete
della paura degli americani nei confronti del terrorismo e delle conseguenze
che ne potrebbero derivare in termini di tenore di vita.
Inoltre Bush ha saputo stringere una forte alleanza con la parte più integralista
ed intollerante delle Chiese Cristiane, alleanza che si è saldata
su un moralismo acritico e dogmatico, simbolo di una difesa psicologica
alla capacità di prendersi in mano la propria autonomia e la propria
libertà.
Io penso invece che parlare al cuore della gente vuol dire fare una proposta
politica capace di rispondere ai bisogni reali e non ai bisogni drogati
delle persone, bisogni che sono il lavoro, uno sviluppo sano del territorio,
la tutela e la valorizzazione dell’ambiente e di tutti i nostri beni
culturali, un welfare moderno ed efficace che riesca ad offrire servizi
sociali e sanitari adeguati, un welfare ancora capace di assicurare una
pensione giusta e dignitosa ai lavoratori ed infine la sicurezza dalla
microcriminalità e dalla Mafia che mortifica ogni possibilità di
sano sviluppo.
Ma tutto questo avrà una efficacia modesta se nel frattempo non
riusciremo a fare sognare alle persone un mondo diverso e migliore, un
mondo dove non prevalga la sopraffazione e la competizione, un mondo-villaggio
che si prende cura di se stesso prendendosi cura di tutti.
Per portare avanti tutto ciò necessita una classe politica diversa,
una classe politica che creda innanzitutto alla complessità di questo
progetto, una classe politica coerente e coraggiosa che sappia giocarsi
in prima persona.
Ed infine voglio sottolineare la modalità di fondo che deve caratterizzare
il nostro impegno, cioè una modalità a “lima sudda” che
comporta un lavoro costante, preciso, faticoso e silenzioso che, alla fine
però, permette l’armonica definizione dell’oggetto artigianale
che stiamo costruendo, armadio o progetto politico allo stesso modo.
Al di fuori di questa modalità vedo solo slogan, superficialità,
demagogia e propaganda, cioè vedo il modello Berlusconi della Politica.
Sul prossimo numero di Idea Solidale vi elencherò le iniziative
specifiche che sto portando avanti da Capogruppo al Consiglio Provinciale,
iniziative che cercano di coniugare i principi teorici in una prassi istituzionale
e movimentista che deve dare corpo ai nostri progetti e alle nostre speranze.
Queste iniziative le ho presentate all’incontro semestrale con gli
elettori che ho tenuto il 22 novembre, incontro che permette la partecipazione
e la non delega in bianco, che è una malattia della nostra democrazia,
ma che permette anche di non sentirmi isolato perché l’impegno
che mi sono assunto ha un senso solo se diventa, ai vari livelli di possibilità e
di responsabilità, un impegno di tutti.
l'impegno
tenace, giorno dopo giorno, nella società e nelle istituzioni
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